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Dal 1 Maggio Stefano Pasquali è il nuovo direttore della struttura complessa Medicina B e la struttura semplice di Geriatria, guidata da Massimo Menetti, diventa dipartimentale e collega ospedale e territorio

04 maggio 2018 - Stefano Pasquali, 60 anni, bolognese residente a Budrio ma professionalmente imolese doc, dal 1 maggio è il nuovo direttore della Struttura complessa di Medicina B dell'Ausl di Imola, mentre Massimo Menetti diventa responsabile della struttura semplice dipartimentale di Geriatria Ospedaliera e Territoriale.

Il Dr. Pasquali lavora come medico internista al Santa Maria della Scaletta da 28 anni: prima in Medicina Interna con il Prof. Garagnani, poi per oltre 10 anni con il Dr. Evangelisti e quindi con il Dr. Brignola fino al 2008, quando è passato alla Lungodegenza guidata dal Dr. Chioma. Dal 2010, con la riorganizzazione della medicina per gradualità di cura, è stato nominato responsabile della struttura semplice dipartimentale di Medicina a media-bassa intensità, denominata poi Medicina B e trasformata ora in struttura complessa.

Massimo Menetti, 59 anni imolese, lavora come Geriatra all'Ospedale di Imola sin dal 1993 prima con il dr. Marzara e quindi con il dr. Chioma, dal 2016 è responsabile della Struttura Semplice di Unità Operativa di Geriatria.

Il direttore generale dell'Ausl di Imola, Andrea Rossi, ha firmato il 27 aprile scorso le delibere di nomina completando in questo modo la riorganizzazione dell'area internistica partita gradualmente e sperimentalmente dal 2017 e che, tra gli altri progetti, ha previsto l'istituzione di una struttura semplice dipartimentale Geriatria Ospedaliera e Territoriale.

 "Sono molto onorato e felice dell'incarico che mi è stato affidato - ha dichiarato il Dr. Pasquali - Nell'ultimo anno ho partecipato attivamente ai gruppi di lavoro multiprofessionali e multidisciplinari attivati per dare un nuovo assetto all'area medica, che hanno portato ad ottimi risultati e che ci mettono oggi nelle condizioni di garantire un'assistenza medica ed infermieristica di grande qualità e ad alti livelli di integrazione interna e con il territorio e al passo con i nuovi bisogni emergenti della popolazione, soprattutto di quella fragile che i nostri reparti trattano principalmente".   

"Sono onorato della fiducia accordatami e lieto che la Geriatria di Imola, già apprezzata oltre che per l'attività di reparto anche per le attività di diagnostica strumentale (ecografica addominale e doppleristica), per le valutazioni multidimensionali e per la valutazione dei disturbi cognitivi (con presa in carico dei pazienti con deterioramento cognitivo), sia diventata una struttura trasversale al Dipartimento Medico-oncologico ed alle funzioni e alle attività presenti sul territorio, con un assetto che sancisce e valorizza l'importanza cruciale di queste integrazioni" - aggiunge Menetti.

Si è compiutamente realizzato, così, il disegno organizzativo di un contenitore internistico in grado di favorire processi di cura multidisciplinari e multiprofessionali ed un uso più efficiente delle risorse.   
 
Il nuovo assetto organizzativo dell'area internistica, afferente al Dipartimento Medico-Oncologico guidato dal Dr Antonio Maestri, vede oggi:
-Struttura complessa Medicina A guidata dalla Dr.ssa Costanza Farabegoli, al 6° piano
-Struttura complessa Medicina B guidata dal Dr Stefano Pasquali, al 3° piano
-Struttura semplice dipartimentale Geriatria Ospedaliera e Territoriale guidata dal Dr. Massimo Menetti, 3° piano
-Area Post-Acuti a gestione infermieristica con componente clinica assicurata dai medici dello stesso settore di degenza in cui si è svolta la fase acuta, 5° piano.

La vera novità del modello sta proprio nelle integrazioni funzionali e strutturali definite nel corso dell'ultimo anno e mezzo, con l'attivazione del "Cantiere per il miglioramento della continuità della presa in carico dei pazienti fragili in tutte le fasi del percorso clinico e assistenziale in Ospedale e nel Territorio", un "cantiere" di idee e progetti che ha coinvolto, insieme alla dirigenza medica ed infermieristica dell'Ospedale, un gruppo multidisciplinare e multiprofessionale di 24 professionisti di tutte le aree che in Ospedale e nel Territorio intervengono nella cura e nella presa in carico dei pazienti fragili, suddivisi in tre gruppi di lavoro.

Area Post Acuti, Geriatria Ospedaliero-Territoriale, Orto-Geriatria, Rete delle Cure Palliative, collaborazione tra Medici di Medicina Generale e Geriatri per la presa in carico dei residenti nella Case Residenziali per Anziani, sono solo i "titoli" dei progetti principali, non tutti alla stessa fase di sviluppo, che si sono e si stanno portando avanti.

 "Area Post Acuti e Geriatria Ospedaliero-Territoriale passano oggi dalla fase sperimentale a quella di consolidamento - spiega il Dr. Andrea Neri, direttore medico di Presidio che, in stretta collaborazione con il Direttore Infermieristico e Tecnico Davide Carollo, coordina i lavori dei gruppi multiprofessionali - L'Area Post Acuti è in sperimentazione dall'ottobre scorso e in questi mesi è stata puntualmente monitorata. A distanza di sei mesi dall'avvio della sperimentazione i buoni risultati raggiunti in termini di capacità di collaborare in modo proficuo dell'equipe infermieristica, di quelle mediche coinvolte (Medicina Interna, Geriatria, Medicina Riabilitativa), degli operatori del Punto Unico Aziendale e dell'Assistente Sociale, oltre che di tempestività delle valutazioni delle richieste di trasferimento, di utilizzo dei posti letto e di apprezzamento da parte dei cittadini, ci fanno ritenere conclusa la fase sperimentale ed aperta quella di consolidamento. Ci tengo a sottolineare che è stata progettata insieme a professionisti, con l'obiettivo di favorire interventi assistenziali personalizzati a pazienti che, superata la fase della malattia trascorsa in un reparto per acuti, hanno bisogno di recuperare tutta la possibile autonomia residua prima di tornare a casa o di essere inseriti in una struttura residenziale sanitaria o socio sanitaria del territorio. Ai trasferiti al reparto Post Acuti viene garantita un'assistenza globale e personalizzata, in un percorso clinico-assistenziale e riabilitativo  interdisciplinare, continuativo e che prevede il coinvolgimento della famiglia e/o dei servizi sociali".
Al nuovo assetto ha funzionalmente contribuito, tra marzo e settembre 2017, l'importante intervento tecnico di adeguamento delle degenze del 6° piano e parzialmente del 5° piano, che ha portato a notevoli migliorie in termini di sicurezza e comfort per pazienti ed operatori, con un investimento di 300.000 euro.

"La Geriatria, che dal 1 maggio è formalmente diventata una struttura dipartimentale a valenza territoriale oltre che ospedaliera - continua Neri - da un anno circa sta sviluppando un progressivo orientamento alla gestione transmurale degli anziani fragili, con i geriatri che garantiscono l'attività clinica e di consulenza alla Struttura Residenziale di Cure Intermedie di Castel S. Pietro Terme, alle CRA del territorio e in futuro anche al domicilio dei pazienti".

Insomma una riorganizzazione vasta ed impegnativa che con la formalizzazione del 27 aprile scorso si avvia a consolidare alcuni importanti risultati, rafforzando l'area internistica con una nuova struttura complessa, la Medicina B ed una nuova struttura semplice dipartimentale, la Geriatria Ospedaliera e Territoriale, guidate rispettivamente da due dei protagonisti della storia del nostro ospedale, Stefano Pasquali e Massimo Menetti ma anche della nuova visione di un ospedale integrato dentro e fuori e capace di cambiare per rispondere ai nuovi bisogni. 

"Auguriamo buon lavoro e ringraziamo sia il Dr. Pasquali che il Dr. Menetti - conclude il direttore generale Andrea Rossi -  sulla cui professionalità ed esperienza possono dire gli stessi cittadini del nostro territorio, che li conoscono e li stimano da molti anni, per l'impegno e la competenza organizzativa che hanno dimostrato anche in questa nuova sfida di innovazione e che siamo certi sapranno portare avanti al meglio".