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16 marzo 2009 - Cronache di un viaggio transcontinentale per un mondo senza manicomi

Al centro orti anziani di Imola, 150 persone hanno salutato i viaggiatori di PATAS ARRIBA.

Sabato scorso, 14 marzo, un caldo e appassionato pubblico ha partecipato alla cena di autofinanziamento organizzata a sostegno del progetto che ha portato 37 emiliano romagnoli in terra argentina per affermare il valore della legge Basaglia, la legge che in Italia, 30 anni fa, ha permesso la chiusura degli ospedali psichiatri.

Una legge, la 180, presa a modello dalle organizzazioni argentine che si battono per cambiare le norma che attualmente regolano l'assistenza psichiatrica che in quel paese e ancora tristemente legato al modello manicomiale.

A portare il saluto dell'Amministrazione Comunale, l'Assessore alla Cultura Valter Galavotti, che ha ringraziato David di 9 anni, il più giovane dei viaggiatori dell'Emilia Romagna che con mamma, papà e fratello, ha partecipato all'esperienza Argentina e che era presente come testimone alla cena. "Ti sono grato - ha detto Galavotti - per avermi condotto con il tuo diario, pubblicato sul blog di Patassariba,tra le coraggiose madri de la Plaza de Mayo, i testardi lavoratori del Bauen, hotel occupato, che si sono costituiti in cooperativa a difesa del salario e della vita ed i cortei gioiosi e pieni di allegria che hanno attraversato le strade de La Plata e Buones Aires ".

Numerose le testimonianze dei viaggiatori.

Tuccio, viaggiatore imolese, con un intervento che a commosso molti tra i presenti, ha ricordato le parole spese nella sede dell'Università di Bologna a Buenos Aires, durante l'incontro con i partecipanti al Master per la gestione della politiche sanitarie. "Oggi - ho detto agli studenti che mi ascoltavano - posso dire che mio figlio è guarito. Ciò è stato possibile grazie ad una legge che trent'anni fa ha chiuso i manicomi. Se ciò non fosse accaduto sarebbe ancora rinchiuso tra le mura di un ospedale psichiatrico ed io sarei un padre disperato".
 
Daniela, mamma di David ha aggiunto: "Era una occasione di crescita personale a cui non potevano rinunciare. Con mio marito ed i miei due figli abbiamo deciso di andare in Argentina, anche se ciò avrebbe pesato sulla nostra economia familiare. Ci siamo detti di investire sul futuro dei nostri figli e partecipare ad una iniziativa come PATAS ARRIBA, che sottolinea l'importanza di valori come la solidarietà ed il rispetto delle differenze, non ha prezzo". Emilia e Chicco hanno raccontato l'incontro con una popolazione che non ha perduto la propria dignità e che con forza e passione rivendica i propri diritti, nonostante la crudele dittatura che ha dovuto subire, durante la quale decine di migliaia di oppositori sono stati torturati ed uccisi e l'inganno perpetrato negli anni novanta da politici corrotti che l'ha profondamente immiserita.
Annamaria, Lucia, Armando, Egidio, Luigi, Nives hanno raccontato storie di vita quotidiana mettendo l'accento sulla solidarietà del gruppo e sulla capacità di cura che risiede nel mutuo aiuto. I loro racconti hanno accompagnando i presenti nel parco del Borda, l'ospedale psichiatrico di Buenos Aires che ospita circa 1000 persone, anche sede di una importante esperienza di radio comunitaria, "LA COLIFATA", che dal 2003 trasmette su tutto il territorio nazionale dando voce ai ricoverati ed ex ricoverati e hanno fatto rivivere gli incontri avuti nella Colonia Montes de Oca, altro manicomio a circa 80 chilometri dalla capitale, dove si è giocata una partita di calcio contro una rappresentativa costituta da persone ricoverate e che dal 2005 è al centro di importanti esperienze di cambiamento.

Una serata bella, partecipata, dalla quale tutti sono usciti più arricchiti, in cui le persone con un disagio mentale non sono state al centro dell'attenzione per dolorosi e tragici fatti di cronaca, ma in quanto persone impegnate in maniera attiva a combattere lo stigma ed i pregiudizi per migliorare la qualità della vita di tutti.


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12 Aprile 2019
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