

Due giornate per incontrarsi, conoscere, fare esperienze insieme e scoprire le tante risorse che una comunità può mettere in campo per il benessere delle persone. Venerdì 2 e sabato 3 ottobre torna FieraMente, la manifestazione promossa dalla Comunità Diurna “Franca Ongaro Basaglia” – Cooperativa Sociale Stella e dal Dipartimento di Salute Mentale-DP dell’Azienda USL di Imola, insieme alle numerose associazioni, realtà del Terzo Settore, enti e cooperative sociali che operano sul territorio.
Giunta alla terza edizione, FieraMente si svolgerà negli spazi della Casa della Comunità di Imola, nell’area dei giardini dell’ex Lolli e della Comunità Diurna Franca Ongaro Basaglia: venerdì 2 ottobre dalle 10 alle 18 e sabato 3 ottobre dalle 9 alle 17.
Il titolo scelto per questa edizione – “Più di una fiera! Il benessere è territorio comune” – sintetizza il senso di una manifestazione che non vuole semplicemente parlare di salute mentale e in generale di benessere di comunità, ma praticarla concretamente attraverso le relazioni, la partecipazione, la cultura, il movimento, la creatività e la possibilità di sentirsi parte della comunità stessa.
FieraMente nasce infatti dall’idea che la salute mentale non riguardi esclusivamente il disagio, le diagnosi o l’accesso ai servizi. È una dimensione che riguarda tutte e tutti e che viene influenzata anche dalla qualità delle relazioni, dalle opportunità di partecipazione, dall’inclusione e dalla possibilità di accedere a luoghi e attività capaci di generare appartenenza.
FieraMente non chiede alla città di venire a parlare di salute mentale: le propone di fare esperienza di una comunità che se ne prende cura .
È proprio questo il cuore dell’iniziativa: creare per due giorni uno spazio pubblico nel quale la salute mentale di tutte e tutti diventi esperienza quotidiana, attraverso laboratori, spettacoli, concerti, attività sportive, letture, passeggiate, momenti di confronto, un punto ristoro e occasioni informali per stare insieme.
Una comunità che cura e si prende cura
Il principio da cui parte FieraMente è semplice: le cure e i servizi specialistici sono fondamentali, ma il benessere delle persone si costruisce anche attraverso un territorio capace di offrire relazioni, opportunità e luoghi di appartenenza.
Per questo la manifestazione mette insieme persone con esperienze e ruoli differenti, superando le tradizionali separazioni tra utenti dei servizi, professioniste e professionisti, familiari, associazioni, volontariato e cittadinanza.
Una persona può arrivare a FieraMente per assistere a uno spettacolo e conoscere un’associazione; partecipare a un laboratorio insieme a qualcuno che forse, in un altro contesto, avrebbe incontrato soltanto attraverso un’etichetta; scoprire un’attività che potrà continuare a frequentare anche dopo la conclusione della manifestazione.
È questo uno degli obiettivi della salute mentale di comunità: non sostituire i servizi, ma costruire intorno alle persone un contesto più ricco di relazioni, occasioni e possibilità.
Una rete che continua anche dopo la fiera
Uno degli elementi che caratterizzano questa terza edizione è ciò che FieraMente ha già prodotto negli anni precedenti.
Le prime edizioni hanno favorito la conoscenza reciproca tra servizi pubblici e privati, associazionismo, cooperazione sociale, gruppi informali e cittadinanza. Da quegli incontri sono nate collaborazioni e progetti condivisi che sono proseguiti anche dopo la manifestazione.
FieraMente vuole quindi essere non soltanto una rete di organizzazioni, ma una comunità fatta di persone, storie e relazioni: un luogo nel quale incontrarsi e sperimentare attività che possono diventare, successivamente, nuove opportunità di partecipazione, volontariato e cittadinanza attiva.
È l’evoluzione naturale del percorso iniziato nelle prime edizioni. Nel 2025 FieraMente aveva già coinvolto oltre 40 realtà del territorio, con l’obiettivo dichiarato di costruire una “comunità che cura” attraverso il dialogo tra istituzioni, Terzo Settore e cittadinanza. Persone protagoniste, non semplici destinatarie
Un altro elemento centrale di FieraMente è la partecipazione diretta delle persone che frequentano la Comunità Diurna Franca Ongaro Basaglia.
La manifestazione è stata pensata e organizzata anche grazie alle loro idee, competenze, capacità e disponibilità. Durante le due giornate molte di loro saranno direttamente coinvolte nelle attività. È una scelta che sposta lo sguardo dalla fragilità alle risorse delle persone.
Nella Comunità Diurna questo principio viene praticato ogni giorno: ciascuna persona è portatrice non soltanto di bisogni, ma anche di capacità, esperienze e competenze che possono diventare una risorsa per altre persone e per la comunità.
Le parole delle persone che hanno partecipato alla costruzione di FieraMente restituiscono con particolare immediatezza questo significato: inclusione, condivisione, convivialità, possibilità di ampliare le proprie relazioni e sentirsi parte attiva di qualcosa. Portare la salute mentale di tutte e tutti nello spazio pubblico.
Perché proprio una fiera?
Perché parlare di salute mentale anche attraverso la musica, il teatro, lo sport, i libri, il cibo, i laboratori e le attività dedicate alle famiglie significa portarla fuori dai soli luoghi specialistici e dentro la vita quotidiana della città.
Non si chiede quindi alla cittadinanza di partecipare a un convegno sulla salute mentale. Si crea invece uno spazio nel quale si può arrivare per ascoltare musica, praticare un’attività, mangiare qualcosa, accompagnare una bambina o un bambino, incontrare altre persone e, dentro quell’esperienza, scoprire che il benessere psicologico e le relazioni riguardano ciascuna e ciascuno di noi.







