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Nella foto in alto a sx e in senso orario il prof Carlo Impallomeni, la dott.ssa Tamara Mingazzini, il dott Antonio Vilardi, il dott. Enrico Guerra

Comunicato Stampa - 19 giugno 2020 - Rivoluzione in 3D per la protesi della spalla

La realtà virtuale e l’utilizzo di software specifici e stampanti 3D sono l’ultima frontiera della chirurgia per la spalla. Un futuro prossimo che ad Imola è stato sperimentato con successo.

Ad ottobre dello scorso anno l’ U.O. di Ortopedia dell’Ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola, diretta dal Prof. Carlo Impallomeni, in collaborazione con il Dott. Enrico Guerra della Struttura Complessa Dipartimentale Chirurgia spalla-gomito dell’Istituto Ortopedico Rizzoli, è intervenuta su due pazienti di 77 e 80 anni, affetti da grave artrosi deformante della spalla, proprio utilizzando questa nuova tecnologia (per la prima in Italia è stato utilizzato il sistema Trumatch) e i risultati degli ultimi test clinico-funzionali di questi giorni sono ottimi.

L’artrosi della spalla determina il consumo e la deformazione delle componenti articolari negli anni. La deformazione causa la grave compromissione del movimento con un dolore articolare che può peggiorare fino a divenire continuo e non rispondere alle terapie mediche o rieducative.
In questi casi solo la sostituzione della articolazione con la protesi può dare sollievo dal dolore ripristinando la funzione articolare. Per poter meglio ricostruire l’articolazione è necessario studiare caso per caso la gravità della deformazione delle superfici ossee, in modo da poter adattare l’intervento in base al tipo di artrosi del paziente (mai uguale a se stessa).

Il nostro team di Chirurgia della Spalla composto dalla Dott.ssa Tamara Mingazzini e dal Dott. Antonio Vilardi, affiancato e coordinato dal Dott. Enrico Guerra dell'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, ha agito proprio in questo modo.

Si tratta in pratica di un sistema che unisce l’indagine di tomografia computerizzata (TAC) eseguita in prossimità dell’intervento alla elaborazione computerizzata delle immagini. Il sistema informatico registra la TAC e ne elabora le immagini ricostruendo in realtà virtuale l’anatomia. Il chirurgo può così eseguire l’intervento al computer, decidendo quali componenti protesiche meglio si adattano al tipo di deformazione articolare e come le stesse componenti dovranno essere posizionate per poter correggere la anatomia alterata, caso per caso.

Un intervento eseguito quindi in Realtà Virtuale prima di andare in sala operatoria. Il sistema non si ferma qui ma permette di eseguire la stampa di guide in materiale plastico, mediante speciali stampanti in 3D, sulla base di quanto simulato dal chirurgo al computer. Queste guide verranno rese sterili e disponibili al chirurgo in sala operatoria, che faciliterà il compito di riprodurre dal vivo l’intervento programmato in realtà virtuale.
I vantaggi sono evidenti: la pianificazione preoperatoria e la simulazione computer-assistita in 3D rende più precisa la tecnica chirurgica, minimizza il rischio di errori posizionamento della protesi (soprattutto nei casi di grave artrosi o di particolari dimorfismi dell’osso) riducendo contemporaneamente i tempi chirurgici.

“La nostra azienda punta ad utilizzare le migliori soluzioni possibili al riguardo. L’utilizzo del computer in sala operatoria non è certo una novità – spiega il prof Carlo Impallomeni, direttore dell’UO di Ortopedia dell’Azienda Usl di Imola -  cosi come non lo è più la realizzazione delle cosiddette protesi “custom-made” (ovvero personalizzate). In un paio di anni si è però assistito allo sviluppo di tecnologie inimmaginabili fino ad un decennio fa. La realizzazione di segmenti ossei tramite stampanti 3D, ad esempio, fa parte del presente e rivestirà un ruolo sempre più importante nel prossimo futuro. Le nuove tecnologie ci hanno aperto nuove strade e ci permettono di trattare al meglio casi, anche complessi, che rappresentavano fino a ieri ostacoli considerati talvolta insuperabili. Si tratta spesso però di tecnologie complesse e costose, - prosegue il dottore - che necessitano di un know-how strutturato e di risorse importanti e che per questo è giusto che restino patrimonio di Centri di Ricerca ed elevata specializzazione.
Ritengo, invece, che sistemi meno complessi ma altrettanto evoluti come quello realizzato ed utilizzato nella nostra Unità Operativa grazie al lavoro congiunto del Dott. Guerra, della dottoressa Mingazzini e del Dott. Vilardi, possano essere un ausilio di grande utilità, sia per la relativa semplicità di realizzazione che per la praticità di utilizzo, soprattutto in realtà come o simili alla nostra. Un sistema che sfrutta le tecnologie più evolute ma che è certamente più immediato e pratico da utilizzare”.


(Nella foto in alto a sx e in senso orario il prof Carlo Impallomeni, la dott.ssa Tamara Mingazzini, il dott Antonio Vilardi, il dott. Enrico Guerra)

 
 

Ultimo aggiornamento pagina:
24 Giugno 2020
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