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Lotta alla zanzare, consigli utili

Un appello che, con i primi caldi, diventa importantissimo per tutti i cittadini. Le parole d’ordine sono evitare i ristagni d’acqua (ne basta pochissima per fare schiudere le uova della zanzara); utilizzare con la dovuta periodicità i prodotti larvicidi laddove non si possono eliminare i ristagni.
La sola lotta antilarvale consente di eliminare in breve tempo un grande numero di “potenziali” zanzare adulte, agendo solo nelle tombinature ed in tutti i posti dove vi sono raccolte d’acqua che non si possono eliminare.
Tale attività, utilizza quantità modeste di specifici prodotti, con un impatto ambientale minore rispetto a quello che spesso accompagna la lotta contro gli insetti adulti.
A tale proposito è giusto ricordare a chi ricorre a tali tipologia di trattamenti cosiddetti “adulticidi” oltre ad un modesto vantaggio temporale (pochi giorni) contribuisce alla riduzione degli insetti utili quali ad esempio le api che fino a luglio inoltrato sono impegnate nella impollinazione degli alberi da frutto.
A tale proposito le Ordinanze Comunali vanno a regolamentare anche quegli impianti permanenti ormai diffusi che spesso vengono caricate con miscele di prodotti che possono essere emessi in atmosfera all’insaputa dei passanti. Vi è quindi l’obbligo di comunicare ai Comuni ed ai nostri servizi l’installazione e l’utilizzo di questi impianti.
“Tornando alla esecuzione corretta dei più incisivi trattamenti antilarvali – spiega il dott. Massimo Gaiani, tecnico della prevenzione del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl - è necessario esaminare con attenzione l’area oggetto dell’intervento, registrando la presenza di tutti i luoghi di ristagno dell’acqua, ovvero i potenziali focolai di sviluppo larvale sui quali poi procedere alla distribuzione dei prodotti”.
Le tipologie dei prodotti utilizzabili distinti sulla base del meccanismo d’azione sono 3:

1 - La prima, a bassa tossicità e basso impatto ambientale ad azione meccanica si chiama Acquatain ed è costituita da in liquido che si diffonde sulla superficie dell'acqua formando un film molto sottile che uccide le larve di zanzara tramite un principio meccanico anziché chimico. Le larve, infatti, sono impossibilitate a respirare e muoiono per soffocamento; questo prodotto deve essere inserito nei pozzetti ogni 3 settimane e ripristinato in presenza di piogge consistenti.

2 - La seconda tipologia, basata sull’attività di tipo chimico, è costituita da prodotti che contengono i seguenti principi attivi quali: Pyriproxyfen, Methoprene e diflubenzuron. Queste molecole agiscono inibendo la formazione della cheratina e impedendo così la formazione dello scheletro esterno dell'insetto adulto. L’azione perdura per circa 21/30 giorni. Questi prodotti sono quindi consigliati per trattamenti di numeri elevati di pozzetti stradali, ad esempio quelli presenti in aree artigianali ed industriali per le quali è complesso garantire una cadenza settimanale del trattamento o per i pozzetti privati prima di lunghi periodi di assenza (ad esempio prima di andare in ferie). In questo ambito si consiglia (dove possibile) di cambiare periodicamente il principio attivo utilizzato.

3 - La terza tipologia, si basa sulla cosiddetta “lotta biologica” ed è anch’essa caratterizzata da bassissima tossicità e un minor impatto ambientale, in quanto contiene Bacillus thuringiensis israliensis attivo contro le larve della zanzara. Questi prodotti a base di bacillus thuringiensis, utilizzati da tempo nella lotta alla zanzara tigre, sono ormai disponibili solo per l’attività professionale e venduti in grandi quantità di prodotto.


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