

Mercoledì 1 lugliola Casa della Comunità di Imola, nell’antico Ospedale Vecchio, ha accolto un gruppo di circa 50 bambine e bambini dai 6 ai 10 anni dell’Estate Ragazzi dell’Unità pastorale S. Prospero-Chiusura, accompagnati da una ventina di animatrici e animatori e dalla Responsabile Marilena Spadoni.
Cicerone di eccezione il direttore sanitario dell’Azienda USL di Imola, Paolo Tarlazzi, coadiuvato da operatori e operatrici di s taff.
La visita si inserisce nel tema scelto per il centro estivo 2026, “Tempo al Tempo”, che ogni anno coinvolge circa 140 bambine, bambini, ragazze e ragazzi e circa 50 animatrici e animatori. In particolare, la seconda settimana del percorso è dedicata a “Prima di noi…”, con l’obiettivo di far conoscere la storia del territorio attraverso i luoghi e le persone che, nel tempo, hanno costruito risposte ai bisogni della comunità.
Per questo il gruppo ha scelto di visitare Imola e alcuni suoi luoghi della cura, dell’educazione e della fede, partendo proprio dall’Ospedale Vecchio e dal Lolli, oggiCasa della Comunità, uno spazio che molte bambine e bambini non conoscono nella sua storia centenaria.
Durante la visita, le giovani e i giovani partecipanti hanno potuto scoprire alcuni angoli degli antichi ospedali cittadini, dalla Cappella dell’Ospedale Vecchio dedicata S. Maria della Scaletta, ai Padiglioni voluti da Luigi Lolli e realizzati dall’architetto Cipolla, fino ai giardini progettati da Ernesto Balbo Bertone di Sambuy e anche scoprire, giocando, alcuni degli antichi strumenti di cura custoditi al Polo Formativo, oltre a visitare alcuni dei servizi che oggiabitano questi luoghi.
Un’occasione preziosa per rendere viva la Casa della Comunità e raccontare una storia che non vive solo nei libri, ma anche negli spazi che attraversiamo ogni giorno: cortili, corridoi, cappelle, sale e luoghi nati per accogliere, curare, educare, accompagnare.
Una mattinata di scoperta, quindi, per guardare al passato non come a qualcosa di lontano, ma come a una parte viva della comunità di oggi.
