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9 Maggio 2007 - Progetto Ce.R.E.Re: il 16 maggio a Mordano le prime convocazioni

In questi giorni nelle case dei genitori dei bimbi di 3-5-7-11 anni residenti nel Comune di Bubano Mordano stanno giungendo le lettere di convocazione del Progetto CeRERe, l'indagine promossa dall'Unità Operativa di Pediatria e Neonatologia dell'Ausl di Imola che si prefigge di diagnosticare precocemente la malattia celiachia e prevenirne le complicanze e, contemporaneamente, migliorare l'educazione sanitaria della popolazione rispetto a questa patologia.

"E' un'iniziativa molto importante, - spiega Luisa Gallignani, assessore alla sanità del Comune di Mordano - che muove i primi passi proprio nella nostra città e di questo siamo molto soddisfatti. Rinnovo l'invito ai genitori coinvolti a partecipare a questa indagine senza nessuna remora. Nella convocazione ci sono tutte le informazioni necessarie per aiutare a sciogliere qualsiasi dubbio, oltre all'appuntamento presso un ambulatorio dell'Ausl qui a Mordano. Inoltre ci sarà una piccola gradita sorpresa per tutti i ragazzi che si presentano all'appuntamento".

Lo studio prevede uno screening della celiachia nella popolazione pediatrica residente che nel 2007 compiranno 3 - 5 - 7 e 11 anni. Queste fasce di età sono state scelte perché i dati della letteratura le indicano come le età più a rischio per l'esordio clinico della malattia.
I bambini che risulteranno positivi al test (sospetta diagnosi di celiachia) verranno contattati telefonicamente entro una settimana da un medico della Unità Operativa di Pediatria per decidere il percorso diagnostico-terapeutico successivo.
Tutti gli altri verranno riconvocati dopo 2 e dopo 4 anni per ripetere il test e anche in questo caso la partecipazione sarà volontaria.
"La celiachia - spiega Marcello Lanari, direttore UO di Pediatria e Neonatologia dell'Ausl di Imola - è una intolleranza permanente al glutine, proteina presente in alcuni cereali, quali grano, orzo e segale. Può insorgere a qualsiasi età, anche l'esordio più frequente è in età pediatrica, per lo più dai 3 ai 7 anni. La prevalenza di questa malattia in Italia e nel mondo è stimata essere di 1 malato ogni 100-150 persone, pertanto è una patologia frequente, forse la più frequente fra quelle a predisposizione genetica, ma nella grande maggioranza dei casi non viene diagnosticata. Per la maggior parte delle persone il glutine è una proteina facilmente digeribile, ma in alcuni dei soggetti predisposti geneticamente alla celiachia l'introduzione di alimenti contenente il glutine, quali pasta, pane, biscotti, determina una risposta immunitaria abnorme, con danno a carico di vari organi e apparati, ma principalmente a livello dell'intestino tenue, con una atrofizzazione dei villi, che sono la superficie assorbente, e conseguente minor capacità di assorbire i nutrienti contenuti negli alimenti. I bambini che aderiranno allo screening - continua il dottor Lanari - verranno sottoposti ad un test rapido per la diagnosi di celiachia, che consiste nella determinazione di anticorpi specifici di questa malattia (anticorpi antitransglutaminasi) su goccia di sangue prelevato dal dito. La metodica è semplice da eseguire ed interpretare, rapida (circa 5') e praticamente indolore. L'equipe che si occuperà del bambino in occasione dell'esecuzione del test sarà composta da un medico pediatra, un infermiere professionale ed un volontario dell'Associazione Italiana Celiachia".

 
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