1. Vai ai contenuti
  2. Vai al menu principale
  3. Vai al menu di sezione
  4. Vai al footer
testata per la stampa della pagina
Home /
condividi

Contenuto della pagina

31 Luglio 2007 - Hospice di Castel San Pietro Terme accreditato con il massimo dei voti

team dell'hospice

L'Hospice di Castel San Pietro Terme ha ottenuto l'accreditamento regionale, con decreto regionale n. 21 del 28 giugno 2007. Il gruppo di esperti esterni, coadiuvati dalla Dr.ssa Vera Serra (responsabile Accreditamento Agenzia Sanitaria Regionale), aveva visitato la struttura per un'intera giornata a fine febbraio scorso, e fin da subito aveva valutato molto positivamente i livelli di qualità del servizio.

L'Hospice ha certamente assunto in questi ultimi anni un ruolo di spicco. "E' una struttura residenziale dedicata ai pazienti oncologici in fase avanzata di malattia, quando non è più possibile, per le loro condizioni o per quelle della famiglia, assisterli al domicilio - spiega il Dr. Alceste Masina, primario del centro - Il 6 aprile del 2005 sono entrati nella nostra struttura i primi pazienti, e siamo partiti subito a pieno regime, con i nostri 12 posti letto praticamente sempre occupati".

Un "reparto" innovativo anche dal punto di vista strutturale. Le caratteristiche dell'Hospice, infatti, rispondono all'esigenza di riproporre un ambiente simile alla casa. Le camere di degenza, 8 singole e due doppie, situate sul lato sud dell'Ospedale per garantire la vista panoramica sulle colline castellane, sono ampie ed accoglienti, dispongono della poltrona-letto per i famigliari, del bagno attrezzato per inabilità, di un tavolo con poltrona, armadio, frigorifero, televisione e recentemente Hi-fi. Tra la zona dedicata alla degenza e quella riservata agli ambulatori dei medici si trova un ampio e luminoso soggiorno, che può ospitare attività diversificate di svago e dove è presente un angolo cottura per permettere al degente e ai familiari di prepararsi autonomamente cibi e bevande calde, creando anche psicologicamente un ambiente accogliente, il più possibile simile alla casa. L'Hospice è parte integrante della rete delle cure palliative e si integra con l'assistenza domiciliare già consolidata nel nostro territorio grazie all'intervento fondamentale del medico di famiglia, dell'infermiere e dell'oncologo. Il domicilio rimane, infatti, il luogo privilegiato delle cure palliative e il ricovero va riservato a situazioni d'insostenibilità dell'assistenza a casa, per esempio a causa dell'insorgenza di un aggravamento dei sintomi, o quando è assente un familiare di riferimento. Una delle caratteristiche più importanti di questa esperienza è la possibilità di dare continuità alla relazione di cura con i pazienti. Noi seguiamo il malato a casa, lo accogliamo in Hospice quando diventa necessario il ricovero e lo seguiamo nuovamente a casa al momento della dimissione protetta. Questo permette al malato stesso ed alla sua famiglia di avere un punto di riferimento certo, che è lo stesso all'interno di ogni percorso della rete delle cure. La continuità di cura è fondamentale per la persona ammalata, soprattutto nel momento di aggravamento delle sue condizioni".
"In questi due anni - aggiunge Masina - sono stati ricoverati in Hospice oltre 400 pazienti. Il nostro impegno costante è stato quello di migliorare sempre più la qualità della vita e dell'ambiente all'interno del reparto, in modo che migliorasse di concerto la loro qualità di vita e quella dei loro famigliari. Abbiamo realizzato quindi alcuni progetti: il "progetto musica", che ha visto l'hospice teatro di alcuni concerti e che recentemente si è arricchito grazie al dono di un pianoforte, che può essere suonato dai volontari o dagli stessi ospiti, e di lettori cd di ultima generazione che sono stati installati in ogni camera; il "progetto biblioteca", per cui abbiamo allestito una piccola biblioteca con angolo lettura; ed il "thè del venerdì", un'occasione settimanale in cui familiari e pazienti che lo desiderano si incontrano con volontari e operatori per trascorrere in compagnia qualche momento lieto. A febbraio scorso, l'Hospice ha ricevuto la visita per l'accreditamento regionale, e fin da subito ci sono stati fatti i complimenti dai rappresentanti della commissione sugli aspetti di clima e accoglimento dei pazienti e delle loro famiglie ed anche per l'entusiasmo con cui gli operatori hanno affrontato questo fondamentale momento di valutazione istituzionale del loro operato. Ora è finalmente giunto questo positivo decreto della Regione, che ci rende tutti molto orgogliosi".
Soddisfazione anche da parte della Direzione Generale che ha voluto esprimere il più vivo ringraziamento agli operatori per l'impegno profuso nel loro compito quotidiano, ma anche nella situazione specifica di accreditamento.

I risultati dell'Hospice
La verifica svolta sul campo dai 4 esperti regionali ha evidenziato come visione, missione e obiettivi dell'Hospice siano conosciuti e condivisi da tutti gli operatori del servizio. Tra i punti di eccellenza l'accoglienza del paziente, favorita da modalità di coinvolgimento quali il "thè del venerdì" ed altre iniziative di aggregazione che favoriscono l'ascolto e la comunicazione verso l'esterno.
Dalla valutazione della qualità percepita, effettuata in modo strutturato attraverso un questionario di valutazione rivolto a pazienti e a familiari, alla raccolta di elogi e suggerimenti per il miglioramento continuo; dalla formazione con affiancamento dei neo assunti, all'aggiornamento continuo degli operatori; alla valutazione degli standard di prodotto (continuità assistenziale, appropriatezza, progetti individuali, gestione liste di attesa, ecc....), gli oltre 100 requisiti richiesti dalla check list (in parte generali e in parte specifici per questo tipo di strutture) sono stati giudicati ad un livello compreso tra il buono e l'ottimo.

Cos'è l'accreditamento istituzionale
"La definizione delle regole organizzative che garantiscono la produzione e l'erogazione dei prodotti sanitari - spiega il Dr. Giovanni Aureli, responsabile dell'area Accreditamento dell'Ausl di Imola - è il principio base dell'accreditamento istituzionale, atto che conferisce alle strutture sanitarie e ai professionisti lo status di "soggetto idoneo ad erogare prestazioni per conto del Servizio sanitario nazionale". L'accreditamento prevede il possesso di requisiti che fanno riferimento alla qualità dell'assistenza sanitaria e alle relative modalità di valutazione e che riguardano le procedure ed i percorsi assistenziali, i requisiti professionali degli operatori, i risultati dell'assistenza.
Un sistema di garanzie ed un processo di miglioramento continuo della qualità dell'assistenza, che definisce degli standard e ricerca il giudizio e la partecipazione degli stessi utenti, in una logica di qualità. Dal punto di vista dell'utente, in particolare, il processo di accreditamento verifica l'adesione al progetto di cura più appropriato e la soddisfazione, ponendo l'accento sulla "qualità possibile", all'interno di una logica di condivisione tra professionisti, gestori ed utenti".
Per ottenere l'accreditamento una struttura deve rispondere ad una lunga serie di requisiti generali, di sistema, e specifici, che ineriscono i più svariati settori: dalla formazione professionale degli operatori alla comunicazione, dai processi diagnostico terapeutici ai sistemi di verifica interna.

 
 
Valuta questo sito: RISPONDI AL QUESTIONARIO