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22 Agosto 2007 - Influenza aviaria.Alcuni allevamenti del Circondario sono entrati nella zona di attenzione e l'Ausl rassicura: "Nessun allarme, il virus non è l'H5N1".

Alla luce dei recenti focolai di influenza aviaria riscontrati nel ravennate anche il nostro Circondario è stato interessato, seppur in minima parte, dalle norme di prevenzione conseguenti a focolai limitrofi. La normativa infatti prevede che intorno ad un focolaio di infezione venga istituita una zona di restrizione del raggio da 1 a 3 Km, ed una zona di attenzione del raggio di 10 km.

"Il nostro territorio entra marginalmente nella zona di attenzione - spiega il Dr Guido Laffi, direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Ausl di Imola - per cui è previsto il blocco della movimentazione degli avicoli, fino all'esito degli esami biologici che i veterinari dell'Ausl hanno già eseguito su un campione significativo di animali degli allevamenti della zona interessata. Oltre ai controlli già previsti dal piano nazionale, infatti, nelle zone di attenzione vengono effettuati controlli specifici attraverso prelievi di sangue per la ricerca di anticorpi e tamponi tracheali per la ricerca dell'antigene virale".

Nella zona di attenzione che tocca il nostro territorio sono 4 gli allevamenti industriali presenti ed interessati dai controlli specifici.

"Ciò che è importante sottolineare, per evitare inutili ed ingiustificati allarmismi - continua Laffi - è che il virus individuato nel ravennate è un virus a bassa patogenità che da anni circola in Italia. Non si tratta assolutamente del temuto virus H5N1, che l'inverno scorso ha destato tanta preoccupazione e che ha colpito soprattutto l'Asia, senza peraltro essere mai stato isolato nel nostro Paese. Inoltre il sistema di controllo degli allevamenti intensivi da parte del Servizio Veterinario dell'Ausl è molto accurato e sistematico, gli allevamenti avicoli sono costantemente controllati e così tutta la filiera produttiva (macelli, centri di sezionamento carni, negozi). Nessun pericolo quindi riveste il consumo di uova e carni avicole".


 
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