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4 Ottobre 2007 - Mercoledì 10 ottobre: obesity day, una giornata per sensibilizzare su sovrappeso, obesità e salute

Il prossimo 10 ottobre ricorre la VII giornata nazionale di sensibilizzazione su sovrappeso e salute, l'Obesity Day, promossa dall'Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI).
L'obesità è una condizione in rapido incremento in tutti i paesi occidentali: nel quinquennio 94-99 l'Istat ha registrato un aumento del 25% della popolazione italiana in sovrappeso, mentre i dati 2003 riportano che la percentuale di maggiorenni in questa condizione è del 33,6%. Il 9% sono invece gli obesi. Nei ragazzi tra i 6 ed i 17 anni il sovrappeso è stimato al 20%, mentre l'obesità riguarda il 4% della popolazione minorenne.
Dati preoccupanti, dal momento che sovrappeso e soprattutto obesità, rappresentano un importante fattore di rischio per l'insorgenza di varie patologie (metaboliche, cardiovascolari, cronico-degenerative, oncologiche), tant'è che sia il Ministero della Salute che la Regione Emilia Romagna hanno posto come primario obiettivo nei rispettivi Piani della Prevenzione, oltre alla sorveglianza, una serie di interventi integrati per prevenire e combattere il fenomeno.
Anche l'Azienda Usl di Imola ha attivato di recente un gruppo interdisciplinare, coordinato dal Dipartimento di Sanità Pubblica, in cui medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, dietiste, medici specialisti e psicologi si incontrano periodicamente per sviluppare progetti ed iniziative di prevenzione, sorveglianza e presa in carico di queste forme di disordine alimentare.
"Il medico di medicina generale ed il pediatra di base sono fonti fondamentali per l'osservatorio epidemiologico locale - spiega la Dr.ssa Shirley Ehrlich, medico di medicina generale e componente del gruppo interdisciplinare aziendale. Nessuno meglio di loro può rintracciare i primi segni di una malattia come l'obesità, rilevando l'indice di massa corporea degli assistiti e la circonferenza dell'addome, i due parametri che individuano la malattia. In questo modo si ha la possibilità di agire con la metodologia della medicina di opportunità, e cioè identificare uno specifico problema in occasione dei molti accessi del paziente allo studio medico. Per esempio, se un medico di medicina generale ravvisa l'obesità in un adolescente lo può invitare, con la collaborazione dei genitori, a rivedere gli stili di vita (l'alimentazione per qualità e quantità, l'attività motoria che andrebbe praticata regolarmente, l'attività lavorativa, l'abuso di alcolici ecc.) e questo permette di "stanare" la problematica in maniera capillare, anche in famiglie o in persone che non sono ancora sensibilizzate all'argomento. Inoltre il medico di medicina generale è il sanitario che sa decodificare i bisogni dei propri pazienti in quanto conosce la storia familiare, anche di più generazioni, l'ambiente dove vive, e l'attività lavorativa; un lavoro articolato con il Pediatra di Libera scelta può permettere di affrontare questi problemi in tempi utili".
"Questo tipo di sorveglianza epidemiologica - continua il Direttore dell'Area Igiene e sanità pubblica dell'Ausl di Imola Gabriele Peroni - insieme alla presa in carico integrata ospedale-territorio dell'obeso, a iniziative di educazione-informazione alla corretta alimentazione e al movimento da attuarsi tra la popolazione generale e in particolare su quella in età scolare, alla promozione dell'allattamento al seno per le neo mamme, ecc.... sono in fase di studio da parte del gruppo di lavoro in quanto quel che è certo è che solo con iniziative trasversali ed integrate si può pensare di promuovere quei corretti stili di vita necessari alla prevenzione del fenomeno".
In questo contesto l'Obesity Day si pone come una giornata di sensibilizzazione al problema, che vedrà coinvolto, come di consueto, il servizio dietetico dell'AUSL di Imola, che allestirà, dalle 9.00 alle 14.00, un punto informativo presso l'atrio dell'Ospedale S. Maria della Scaletta per fornire informazioni sul legame soprappeso/obesità e salute e distribuire materiale divulgativo, fra cui un questionario che servirà all'associazione per tracciare un quadro della situazione e delle abitudini alimentari di coloro che vorranno compilarlo.
Il 10 ottobre oltre 160 Centri del Servizio Sanitario Nazionale e convenzionati e Servizi di Dietetica e Nutrizione Clinica interni a strutture pubbliche coinvolti nelle terapie di trattamento e prevenzione dell'obesità si metteranno gratuitamente a disposizione dei cittadini per fornire informazioni e materiale divulgativo circa l'alimentazione e la dietetica. I Centri che aderiscono all'iniziativa, distribuiti in tutte le regioni italiane, collaborano in sinergia con ADI.
Al punto informativo, inoltre, verranno fornite tutte le indicazioni necessarie sul percorso di accesso al servizio dietetico dell'AUSL, uno dei nodi della rete di collaborazione tra medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, medici specialisti e medici ospedalieri. Al momento della prima visita le dietiste rilevano e/o acquisiscono i parametri antropometrici (peso e altezza) e bioumorali (glicemia, colesterolo, trigliceridi, ecc.) del paziente ed eseguono l'indagine sulle sue abitudini alimentari, sia qualitativamente che quantitativamente, oltre a raccogliere informazioni generali su stile di vita, orari di lavoro, turni, ecc..., limitatamente all'influenza che possono avere sulle abitudini alimentari.
Acquisite queste informazioni si valuta il peso fisiologico ragionevole che si vuole raggiungere o mantenere, si calcola il fabbisogno calorico necessario e si correggono di conseguenza i dati ottenuti attraverso l'indagine alimentare, elaborando e concordando il programma nutrizionale e suggerendo l'attività fisica più adatta o eventualmente indirizzando il paziente al medico sportivo. Durante l'incontro si cerca anche di svolgere educazione alimentare sfatando luoghi comuni, pregiudizi, leggende metropolitane che fioriscono attorno agli alimenti e fornendo strumenti per affrontare al meglio il percorso progettato insieme.
Se il paziente lo desidera, viene rivisto dalla stessa dietista con cui ha avuto il primo incontro, concordando insieme il controllo periodico (sempre con richiesta del medico) per seguire l'andamento della dieta, i risultati, gli aggiustamenti necessari o il programma di mantenimento una volta che si sia raggiunto l'obiettivo.
La corretta alimentazione è un aspetto ma è altrettanto importante la condivisione del percorso educazionale ai fini di avere stili di vita corretti: come camminare almeno 30-40 minuti 3-4 volte alla settimana, non fumare ecc. Tutto deve essere affrontato con la volontà ad avere rispetto verso se stessi per conservare la propria salute nell'interesse di tutta la collettività.

 
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