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28 Novembre 2007 - Giornata Mondiale di lotta all'Aids - Sabato 1 dicembre

Il comportamento più a rischio? Ignorare il problema

Come ogni anno, la giornata del primo dicembre è dedicata all'informazione e alla sensibilizzazione sull'AIDS e sui risultati e le prospettive della lotta a questa gravissima malattia. Ma l'attività di sensibilizzazione e di sorveglianza sulla malattia è un costante impegno della sanità locale.

"Negli ultimi anni - spiega la Dr.ssa Alessandra Govoni, infettivologa dell'Ausl di Imola - l'attenzione pubblica sul tema dell'AIDS è notevolmente calata, nonostante i nuovi casi di infezione, nei paesi sviluppati come il nostro, siano stimati come stabili. La riduzione di nuovi casi di malattia conclamata non è infatti tanto attribuibile ad una riduzione delle infezioni da HIV, quanto piuttosto alle nuove terapie di farmaci antiretrovirali che hanno allungato in modo significativo il periodo di tempo che trascorre tra l'infezione e la malattia.
 
L'inadeguata percezione del rischio AIDS tra la popolazione è ancora molto alta, come dimostra il dato per cui, tra il 2004 e il 2006, il 42% delle persone che nella nostra regione si è scoperto malato di AIDS non sapeva di essere sieropositivo. Tale percentuale è ancora superiore per gli stranieri e per coloro che riferiscono comportamenti a rischio di tipo sessuale. E' purtroppo ancora diffusa l'errata convinzione che la malattia riguardi solo particolari categorie di persone "a rischio", ad esempio i tossicodipendenti e gli omosessuali. Al contrario, negli ultimi anni la prima causa di contagio da HIV sono i rapporti eterosessuali. L'importanza di non abbassare la guardia e di continuare a sensibilizzare e informare la popolazione sul tema è quindi evidente"

E quest'anno l'Assessorato Regionale Politiche per la Salute della Regione Emilia Romagna ha organizzato una massiccia campagna informativa che prevede l'affissione e la divulgazione di manifesti, locandine, card, promocard, ed opuscoli, oltre alla distribuzione gratuita di profilattici presso il Consultorio Familiare Spazio Giovani e Spazio Salute donne migranti, e nelle farmacie nella giornata di sabato 1 (le farmacie inoltre effettueranno uno sconto del 30% sulle normali confezioni per tutto il mese di dicembre).

"Il preservativo resta il fondamentale strumento di prevenzione dell'infezione da HIV nel caso di rapporti occasionali o se ancora non si è in sufficiente confidenza affettiva col proprio partner per decidere di effettuare, insieme, un test HIV - continua Govoni - Effettuare il test se si hanno rapporti a rischio è molto importante. Ad Imola esso si esegue in accesso diretto, senza bisogno di impegnativa medica, e in modo gratuito e anonimo presso il Laboratorio Analisi dell'Ospedale Santa Maria della Scaletta (per informazioni 0542662263, dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 13,00). Nel caso di positività al test i medici laboratoristi garantiscono direttamente la consulenza e, se lo si desidera, eventualmente indirizzano la persona al medico infettivologo o al percorso terapeutico più opportuno". Per informazioni, consulenze telefoniche on line, il Servizio Sanitario della nostra regione mette a disposizione un numero verde dedicato, l'800.856080 ed il sito www.helpaids.it

BOX I DATI LOCALI

Nel territorio dell'AUSL di Imola, dal 1984 alla fine del 2006 ci sono stati 226 casi di AIDS su residenti, con un'incidenza annuale per 100mila abitanti di 6,4 nuovi casi nell'ultimo biennio.
I nuovi casi sono stati 10 nel 2005 e 6 nel 2006, con un tasso di prevalenza per 100mila abitanti del 62,7.
"Nell'ultimo biennio i dati imolesi sono risultati in netta controtendenza rispetto agli anni precedenti - spiega il Dr Roberto Rangoni, responsabile prevenzione malattie infettive del Dipartimento di Sanità Pubblica - L'incidenza (numero di nuove diagnosi di AIDS eseguite nell'anno in rapporto alla popolazione residente) è molto superiore alla media regionale di 3 su 100.000, un indicatore che in parte può essere dovuto al numero relativamente basso di abitanti del nostro territorio (125.903 residenti a fine 2006) e che evidenzia una buona sensibilità diagnostica, ma che mette anche in rilievo la necessità di non sottovalutare il problema e di continuare nelle azioni di sensibilizzazione alla prevenzione della malattia. L'alta prevalenza, poiché segnala il rapporto tra il numero di malati ancora in vita e la popolazione residente, va considerato un dato positivo, di buona sopravvivenza alla malattia".
Attualmente il servizio di Infettivologia dell'Ausl di Imola segue circa 160 persone, tra malati di AIDS e HIV positivi.



 
 
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