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13 gennaio 2008 - Commissione sanità

Il punto sulla situazione dell'Ausl di Imola e la sua riorganizzazione anche alla luce della prossima attivazione del nuovo Dipartimento di Emergenza Accettazione

Nel corso della Commissione Sanità del Comune di Imola tenutasi questa mattina il Direttore Generale Mario Tubertini ed il Direttore Sanitario Gianbattista Spagnoli hanno, come richiesto dall'ordine del giorno, esposto lo stato dell'arte dell'Azienda Sanitaria di Imola anche alla luce della prossima attivazione del nuovo DEA e del nuovo Polo territoriale Città di Imola (Palazzina Direzione Sanitaria Ex Lolli, Viale Saffi).

Il Direttore Generale ha spiegato che i lavori al nuovo DEA, compresi i collaudi degli impianti, sono conclusi da alcuni mesi, e che a metà di dicembre la cordata di donatori locali che si è fatta carico dell'acquisto delle attrezzature radiologiche ha effettuato l'ordine di acquisto. Le attrezzature radiologiche sono attese per la metà di febbraio. A seguito del loro montaggio e collaudo, per cui si impiegheranno circa 2 settimane, partirà quindi il training degli operatori. All'inaugurazione, prevista per la seconda metà di marzo, seguirà entro pochi giorni il trasferimento e l'attivazione definitiva della nuova struttura. Le 45 nuove unità di personale (11 medici e 34 tra infermieri, operatori socio sanitari e tecnici di radiologia), sono in gran parte già entrati in Azienda e quindi avranno il tempo di essere adeguatamente addestrati.

Entro la prima metà del 2009 sarà attivato anche il Polo Sanitario Territoriale Città di Imola di Viale Saffi, che riunirà in un'unica sede i poliambulatori territoriali oggi situati all'Ospedale Vecchio e alla Villa dei Fiori (UO territoriale Salute Mentale), lo Sportello Unico Distrettuale (CUP-Cassa-Anagrafe assistiti). Al trasferimento del DEA seguirà immediatamente l'inizio dei lavori di ristrutturazione del piano terra del Santa Maria della Scaletta, oggi occupato dalla UO di Ortopedia, in cui entro la fine dell'anno sarà trasferito il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, con la liberazione definitiva di Villa dei Fiori.

L'ultimazione di questi interventi conclude una fase molto importante di investimento strutturale che ha caratterizzato l'Azienda in questi anni e apre conseguentemente, una nuova fase di riorganizzazione e razionalizzazione dei servizi, che sarà disegnata nel Piano Attuativo Locale 2009-2011, che dovrà essere predisposto entro l'anno e che - come avvenne per quello 2004-2006 - sarà capillarmente discusso e condiviso con le istituzioni locali e le rappresentanze dei cittadini.

Per quanto concerne l'assetto organizzativo generale dell'Azienda, esso è stato ridefinito con l'Atto Aziendale deliberato nel febbraio 2008, che segue le linee guida regionali e che, tra le altre novità, definisce come organi dell'Azienda, oltre al Direttore Generale e al Collegio dei Revisori, il Collegio di Direzione, formato da 26 membri (direttori di dipartimento, responsabili infermieristici e tecnici e rappresentanti dei medici di medicina generale e convenzionati) con prerogative simili a quelle di un Consiglio di Amministrazione.

Nel corso del secondo semestre 2008 è inoltre stato portato a compimento ed approvato dal Collegio di Direzione stesso il Regolamento Attuativo dell'Atto Aziendale, che definisce nei particolari l'assetto organizzativo per quanto concerne tutte le responsabilità gestionali presenti in Azienda.

Tubertini ha quindi ribadito che il mantenimento dell'autonomia dell'Ausl di Imola, all'interno della rete regionale, resta un elemento fondante dell'azione di governo dell'Azienda sanitaria locale ed ha sottolineato come in questi anni sia stato raggiunto un prerequisito fondamentale per garantirla: l'equilibrio economico finanziario, confermato anche nel preconsuntivo 2008.

Questo il quadro generale della situazione ed i macro obiettivi che la Direzione Aziendale si pone entro il settembre 2009, data di scadenza dell'attuale mandato.

I temi connessi alla questione liste di attesa, più volte all'ordine del giorno in questi ultimi mesi, è stato invece affrontato dal Direttore Sanitario che, nel sottolineare come si tratti di un problema all'attenzione del sistema sanitario sia a livello nazionale che regionale, ha ricordato che la RER nel 2006 ha richiesto un piano di contenimento a tutte le Aziende a cui sono seguiti alcuni positivi risultati, ma che la stessa Regione abbia richiesto per il 2009 alle Ausl un nuovo Piano di miglioramento.

Il Direttore Sanitario ha quindi esposto alcuni significativi dati di attività. "Negli ultimi 4 anni - ha spiegato Spagnoli - l'indice di consumo standardizzato di prestazioni specialistiche, (visite ambulatoriali, prestazioni terapeutiche e prestazioni riabilitative e diagnostica escluse quelle di laboratorio) nel territorio dell'Ausl di Imola è cresciuto costantemente passando da 2959 prestazioni per 1000 abitanti nel 2004, a 3779 ogni 1000 abitanti nel 2007.

Nel 2007 l'Ausl di Imola ha erogato un 1milione e 766.543 prestazioni ambulatoriali (comprese le prestazioni di laboratorio), di cui 1milione e 629.369 a cittadini del Circondario e 137.174 a non residenti. Questo a fronte di 217.650 prestazioni di cui gli assistiti dell'Ausl di Imola hanno usufruito da strutture pubbliche fuori Azienda, oltre 26mila delle quali (il 12,15%) riferite a discipline non disponibili sul territorio (quali la radioterapia, il laboratorio analisi per quanto attiene ad alcune prestazioni del settore microbiologico, l'angiologia, l'ematologia, ecc..). L'analisi della domanda evidenzia perciò un indice di autosufficienza delle strutture aziendali per le discipline presenti pari all'89,5%, che scende all'88,22% se si considerano le fuoriuscite per specialità non presenti. Un risultato che può senz'altro ritenersi positivo.

Rispetto ai volumi erogati in regime di libera professione, il direttore sanitario ha chiarito che la produzione sul totale dell'erogato per residenti è pari all'3,68%. Questo è coerente con il fatto che i tempi di attesa per l'accesso alla libera professione siano molto brevi in confronto a quelli per l'accesso a prestazioni erogate in regime di SSR.
Dati che dimostrano che la sanità del territorio non evidenzia situazioni di "emergenza", nonostante possano esistere criticità nei tempi di erogazione di alcune prestazioni, su cui peraltro si sta lavorando con tutti i professionisti interessati.

La Presidente della Commissione ha quindi dato la parola ai consiglieri presenti per gli interventi e le richieste di chiarimento.

L'Azienda ha quindi confermato l'impegno a rendicontare periodicamente alla Commissione sull'attività, anche fornendo - come richiesto dalla Commissione stessa - indicatori significativi e confrontabili, da concordare con la Commissione stessa. E' stato inoltre richiesto un prossimo incontro di approfondimento sull'attività e l'organizzazione della medicina generale, primo punto di contatto tra cittadini assistiti e sanità.



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