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A Castel S. Pietro T. i medici di medicina generale danno un ottimo servizio. Il Dr. Mario Parenti racconta l'esperienza della porta medicalizzata

l Dr. Mario Parenti all'inaugurazione della nuova sede della porta medicalizzata di Castel San Pietro Terme

"E' vero: grazie al sistema introdotto con la porta medicalizzata, i cittadini di Castel San Pietro Terme hanno la garanzia di una pronta disponibilità di un medico di medicina generale del loro paese per le necessità sanitarie di lieve e media gravità per tutto l'arco diurno".
Siamo al Piano Terra dell'Ospedale di Castel San Pietro, ed è il dr. Mario Parenti, medico della medicina in rete, che parla dell'esperienza della porta medicalizzata.
"Per tutti noi medici di famiglia di Castel San Pietro Terme, che con l'Ausl abbiamo progettato ed attivato questo sistema, la porta medicalizzata è prima di tutto un modello di massima integrazione e sincronia della nostra attività, di cui andiamo giustamente orgogliosi".
Eppure i Castellani, che pur apprezzano molto questo servizio, sembrano non poter dimenticare il loro "vecchio" Pronto Soccorso.
"Guardi, io ho cominciato a lavorare qui a Castel San Pietro proprio in quel servizio e posso dire tranquillamente che un Pronto Soccorso vero qui non c'è mai stato, perché non sono mai esistite le capacità tecniche, strumentali e professionali perché esistesse. La stragrande maggioranza degli accessi erano codici bianchi e verdi. Quando arrivava una frattura la immobilizzavi, ma non facevi il gesso, la mandavi in Ortopedia. Perché l'ortopedico, qui, non c'era mica. E, voglio ricordarlo, 26 anni fa qui non c'era neanche l'oculista: chi aveva problemi agli occhi lo mandavamo a Bologna".
Nel 2003 meno del 2% degli accessi alla porta medicalizzata sono stati poi inviati al Pronto Soccorso di Imola. Su 3526 accessi, 3473 persone sono state curate direttamente e poi rinviate a casa.
"Perché erano codici bianchi e verdi - continua Parenti - e la risposta a questo tipo di casi che diamo qui, per l'istantaneità della presenza del proprio medico di famiglia - che conosce personalmente la storia clinica del paziente, o di un collega che la acquisisce in brevissimo tempo - e per l'eliminazione dell'attesa, non la dà nessun Pronto Soccorso d'Italia. Se un paziente ha una sospetta frattura di una mano o di un piede abbiamo un canale privilegiato con la radiologia e lo inviamo subito a fare le lastre. Se c'è frattura viene immobilizzato e mandato direttamente dallo specialista ortopedico ad Imola per il gesso; se invece ha solo una distorsione lo curiamo qui con l'immobilizzazione dell'arto. Con l'otorino è lo stesso, valutiamo il caso e se necessario mandiamo il paziente con urgenza su in reparto. Ci sono 18 prestazioni di particolare impegno (PIP), che noi eroghiamo e che ci consentono di coprire il 100% dei codici bianchi e verdi: coliche renali ed addominali, distorsioni, incisioni di ascessi, infiltrazioni intrarticolari, lavaggio oculare, rimozione dei tappi di cerume e così via. Lo dico senza paura di smentita: le nuove convenzioni parlano di forme associative che noi qui abbiamo già realizzato e che da ogni parte di Italia ci imitano".
E per i casi più gravi?
"Codici gialli e rossi non possono essere trattati a Castel San Pietro Terme. Questo Ospedale non ha e non potrà mai avere un Dipartimento di Emergenza Urgenza, struttura necessaria ad affrontare casi di emergenza ad alta complessità in sicurezza. Se arriva un caso grave (codice giallo o rosso) il paziente è tutelato dall'invio immediato in un Ospedale dotato di mezzi e professionalità adeguati. Tra l'altro, qui accanto c'è il 118 e in questi casi noi stessi lo attiviamo per inviare il paziente direttamente ad Imola, mentre se la persona chiama al telefono (e noi rispondiamo 12 ore al giorno), ci pensiamo noi a chiamare l'ambulanza e a fare da filtro".
Squilla il telefono e il Dr. Parenti risponde."Sono qui fino alle otto di stasera, sì. Vieni subito che facciamo una flebina". Riattacca.
"Ecco vede, questa è una colica di reni. Adesso il paziente viene qui è gli faccio subito la flebo. Arriverà entro 5 minuti, dobbiamo lasciarci".
Solo un'ultima domanda. Come poter migliorare ulteriormente questo servizio? "L'Azienda Usl deve continuare ad investire sui medici di medicina generale, come ha fatto finora, ed ulteriormente sul personale infermieristico di supporto, affinché tutti i medici di famiglia abbiano la possibilità di esplicitare al meglio la propria professionalità. Abbiamo già progettato un nuovo sistema avanzato di medicina di gruppo sperimentale che vogliamo a tutti costi attivare e che rafforzerà ulteriormente il servizio ai cittadini e l'integrazione tra noi medici. Per il resto la porta medicalizzata per noi è un'esperienza impegnativa ma splendida, e - me lo lasci dire - è un servizio splendido per i cittadini".

 

Ultimo aggiornamento pagina:
12 Aprile 2019
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