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28 ottobre 2009 - Tempi di attesa: approvato dalla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria/Giunta del Nuovo Circondario Imolese il piano di contenimento dell'Ausl di Imola

 "Con la delibera 1035 la Regione si è assunta l'impegno istituzionale di mantenere i tempi di attesa per le prestazioni specialistiche entro i 30 e 60 giorni. Una scelta fondamentale per garantire l'universalità e l'equità del sistema pubblico che con questo piano si declina a livello locale - così si è espressa la Giunta del Circondario attraverso il proprio presidente Franco Lorenzi ed il Sindaco di Imola Daniele Manca, nel corso della riunione di oggi, con cui si è giunti alla approvazione, ottenuta all'unanimità, del piano di contenimento dei tempi dell'Ausl. 

Il Direttore Generale dell'Ausl di Imola Maria Lazzarato ha sottolineato che "il piano è frutto di un'analisi attenta e complessa, largamente condivisa con i professionisti interni, per quantificare i volumi di prestazioni ambulatoriali offerte e da offrire e le modalità organizzative con cui farlo, per garantire il primo accesso entro gli standard".
Obiettivo regionale e locale è infatti che almeno il 90% dei cittadini che richiedono un primo accesso ottengano una visita specialistica entro 30 giorni e un esame diagnostico entro 60 giorni.

I contenuti tecnici del documento sono stati descritti dal Direttore Sanitario Gianbattista Spagnoli che ha spiegato come per molte prestazioni l'obiettivo sia già stato raggiunto e vada mantenuto. Le prestazioni non critiche sono la visita dermatologica, endocrinologica, fisiatrica, oculistica, oncologica, odontoiatrica, otorinolaringoiatrica, audiometria, cistoscopia, colonscopia, ecografia addome, gastroscopia e TAC rachide.

Prestazioni critiche sono invece quelle per cui l'indice di consumo locale è uguale o inferiore a quello medio regionale, ovvero quelle per cui i cittadini non consumano "troppo", ma che ugualmente "sforano" nei tempi. "Su queste ci siamo concentrati - ha continuato il Direttore Sanitario - individuando i volumi di prestazione aggiuntive da offrire come primi accessi CUP, anche per i pazienti già in lista". Si parla della visita cardiologica, chirurgica, ortopedica e di ecocolordoppler, ecocolordoppler cardiaco, ECG Holter, ecografia osteoarticolare, TAC del capo e TAC del torace, per cui è previsto l'aumento dell'offerta.  

Vi sono poi una serie di prestazioni che hanno tempi alti, ma indice di consumo maggiore rispetto alla media regionale (visita allergologica, gastroenterologia, ginecologica, neurologica, urologica, eco mammaria, ECG, RM cerebrale, RM colonna,  spirometria, TAC addome, TAC bacino, eco tiroidea ed ostetrica). "In questi casi è necessario agire sull'appropriatezza, lavorando con i prescrittori interni ed esterni. Sappiamo però che questo è un fattore culturale che si modifica lentamente e quindi, contemporaneamente, interverremo con offerte "a spot" per garantire i tempi del primo accesso".

"L'attività aggiuntiva sarà prodotta internamente - continua ancora Spagnoli - solo se dimostrerà di essere competitiva rispetto all'acquisto tramite contratto di fornitura da produttori esterni. Per prestazioni critiche sarà anche mantenuto il percorso di garanzia con il privato accreditato".
 
Un aumento dell'offerta rilevante, prevista intorno alle 3000 per il 2010, su un'Azienda che nel 2009 ha acquistato dall'esterno circa 6milioni di euro di prestazioni, comprese quelle non presenti sul territorio.

Interventi innovativi anche sul piano organizzativo. "I primi accessi potranno essere prenotati solo presso i punti di prenotazione territoriali (CUP e farmacie), mentre i reparti potranno accedere solo alla prenotazione dei controlli. In questo modo si garantirà la netta separazione delle agende. Per le urgenze 24 ore e quelle a 7 giorni ci saranno posti dedicati direttamente prenotabili e le prestazioni saranno erogate dall'Unità operativa di riferimento".

Per i prescrittori tanta formazione, miglior utilizzo degli strumenti informatici e applicazione più rigida della normativa riguardo all'obbligo di esplicitare nella richiesta il quesito diagnostico e di barrare la casella per la definizione dei tempi appropriati per la prestazione richiesta.

Non mancano infine novità sulla libera professione intramoenia. "Abbiamo condiviso con i nostri professionisti l'esigenza di creare un collegamento tra attività istituzionale e libera professione - conclude Spagnoli - Per questo, se si verificheranno gravi scostamenti dai tempi standard in istituzionale, dovranno subito essere messi in atto adeguati correttivi e qualora questo non risulti efficace, la libera professione su quelle prestazioni sarà ridotta proporzionatamente allo scostamento dall'obiettivo istituzionale. In pratica se per una visita solo il 75% dei cittadini, anziché il 90%, riceve appuntamento in 30 giorni, l'attività libero professionale sarà ridotta su quella prestazione del 15%".   
 
Al termine della presentazione, il Presidente Lorenzi ed il Sindaco Manca hanno richiamato l'impegno delle istituzioni locali nella diffusione tra la cittadinanza di una cultura del corretto uso dei servizi senza il quale nessun piano aziendale potrebbe raggiungere e mantenere le proprie promesse, indicando come via preferenziale un contatto diretto con la popolazione per l'informazione su questi temi.

I Sindaci hanno quindi approvato il piano, che, in giornata, l'Ausl provvederà ad inviare in Regione per l'approvazione.    


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