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foto del tecnico della prevenzione e dell'agente della Polizia Municipale di Imola durante i controlli congiunti al Mercato Ortofrutticolo di Imola

21 luglio 2010 - Ausl e Comune di Imola in campo per la tutela dei consumatori

Campionamenti e controlli sulla frutta di stagione in vendita al mercato ortofrutticolo di Imola
 
Frutta e verdura sono prodotti alimentari naturali che non possono davvero mancare sulla nostra tavola, soprattutto nel periodo estivo. "Poiché questi alimenti perdono le loro caratteristiche di gusto e nutrizionali, via via che passa il tempo tra la raccolta ed il consumo è bene preferire prodotti di stagione e di provenienza locale - suggerisce il Dr Gabriele Peroni, direttore UO Igiene e Sanità Pubblica - Nulla di meglio che acquistare direttamente all'azienda agricola o al mercato ortofrutticolo di zona e mangiare subito quello che si acquista, evitando lunghe conservazioni in frigorifero. La frutta poi va scelta matura, perché più dolce e gustosa, ma anche perché più ricca di nutrienti ed oligoalimenti".

A tutela dei consumatori, rigide normative nazionali e regionali stabiliscono i livelli massimi di residui di antiparassitari che si possono trovare negli ortofrutticoli in commercio, il tipo di fitofarmaco utilizzabile per ciascuna coltura e per i trattamenti post-raccolta, l'intervallo minimo da rispettare fra la somministrazione del prodotto e la commercializzazione dell'alimento così da assicurare la degradazione dei fitosanitari utilizzati.

Alle Aziende USL il compito di controllare che le norme siano rispettate e che frutta e verdura siano sicure per la salute dei cittadini.

"I controlli sono pianificati dalla Regione sia in termini di numero che di tipologia di prodotti - spiega Maurizio Leonesi, tecnico della prevenzione dell' Unità Operativa Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Ausl di Imola - e ciascuna AUSL esegue quelli di propria competenza nell'arco di tutto l'anno presso produttori, magazzini e rivenditori.

In queste settimane, in collaborazione con la Polizia Municipale di Imola, sono già stati effettuati numerosi campionamenti di frutta presso il Mercato Ortofrutticolo di Imola: campionamenti di albicocche a giugno, di pesche e nettarine nelle prime settimane di luglio e successivamente sono programmati i controlli di susine, mele e pere".

"Oggi i consumatori, a ragione, danno grande importanza ai prodotti cosiddetti a km zero e proprio per garantire l'osservanza di tale requisito, quello della tracciabilità del prodotto, la direzione del mercato effettua controlli verificando la natura ed i quantitativi dei prodotti posti in vendita direttamente sul mercato, e la rispondenza con il piano colturale presentato anche tramite sopralluoghi presso i fondi agricoli delle stesse aziende" sottolinea l'assessore all'Agricoltura del Comune di Imola, Monica Campagnoli
 
A proposito di mercato agroalimentare, l'assessore Campagnoli evidenzia inoltre "come amministrazione comunale abbiamo lavorato per ripristinare e permettere il ritorno all'interno del mercato agroalimentare di Imola di alcune caratteristiche che storicamente hanno rappresentato un tratto identificativo di questo mercato. Come il ritorno del grossista ma anche di un allevatore con prodotti avicunicoli che da sempre aveva caratterizzato il mercato stesso. Sempre più forte poi è l'attenzione verso i prodotti di frutta e verdura che entrano nel mercato e che sono del territorio, facendo eccezione per quei prodotti che non sono tipici, ma che sono di largo consumo come le arance".

Una volta prelevati i campioni di matrici ortofrutticole, i tecnici dell'Ausl li inviano al laboratorio ARPA ad alta specializzazione di Ferrara, che li analizza ricercando in media 140 principi attivi, e verificando l'assenza di quelli non autorizzati su quel determinato alimento.

 "Oggi, anche grazie alla normativa sulla rintracciabilità ed all'etichettatura - continua il tecnico della prevenzione - in caso di irregolarità siamo in grado di risalire al lotto di origine che, se esiste ancora visto che parliamo di prodotti ad alta deperibilità, viene richiamato dal circuito commerciale e sequestrato. Chiaramente poi viene individuato il produttore agricolo e denunciato il fatto alla procura".

E il legislatore tiene alta la guardia su questo tipo di reato, tanto che non è una sanzione amministrativa quella che colpisce l'agricoltore (o l'importatore in caso di prodotti provenienti dall'estero) che "abusa" di queste sostanze, ma una vera e propria denuncia penale. Le irregolarità sono comunque pochissime, anche grazie allo sforzo sulla formazione sul corretto utilizzo svolto sugli agricoltori stessi e alla capillare vigilanza dei servizi.
 
"Nel nostro circondario il trend di denunce penali per reati attribuibili a residui di fitofarmaci intese come presenza di sostanze non autorizzate o eccedenti i limiti ammessi dalla normativa è in costante diminuzione a dimostrazione dell'efficacia degli interventi svolti; a fronte di 3 notizie di reato nel 2008 si è passati a 2 nel 2009 e ad oggi, nessuna irregolarità è emersa per l'anno 2010".

 

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