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14 febbraio - Il ritorno da L'Aquila con tanta consapevolezza.

  Si è concluso oggi il viaggio dei 15 liceali dell'Alessandro da Imola all'Aquila, con l'Anpis, Ingv Bologna e gli operatori del Dipartimenti di Salute Mentale dell'Emilia Romagna.
Il gruppo torna a casa soddisfatto, dopo un fine settimana pieno di attività e confronti con i cittadini aquilani, come quello avvenuto sabato mattina con la partecipazione alla partita di "pallastrada" nelle piazze e nelle vie del centro.
Silvia, del liceo Alessandro da Imola racconta: "Questa mattina avevamo i caschetti gialli in testa: siamo entrati nella zona rossa. Ci si domanda perché i mattoni siano ancora lì, a tener vivi imperterriti i ricordi di un incubo di cui tuttora non ci si capacita. Di domande ovviamente ce ne sono troppe poche, e più passano i giorni più aumenta proporzionalmente il numero dei perché." - e continua - "Ci sono solo macerie ora, e tanta solitudine. Probabilmente non sono solo i cittadini a voler riabbracciare il proprio centro: chissà quanta voglia ha quella città di riavere i suoi abitanti." Il pomeriggio, invece, i ragazzi hanno avuto un incontro con i rappresentanti del mondo del lavoro.
Ancora gioco domenica, quando si è tenuto il torneo di calcio: gli emiliani romagnoli hanno disputato le partite con utenti del Dipartimento di Salute Mentale dell'Aquila ("Folletti 99") e con gli studenti del liceo Cotugno.
"Ora abbiamo realmente compreso cosa possa fare un terremoto di 37 secondi - racconta Milena Fontana, appartenente ad una delle associazioni aderenti al progetto - Tutto distrutto: case, parrucchieri ed edicole lasciate a se stesse da quel giorno ormai lontano. Televisioni e giornali ci illudono: é come in un film ci mostrano il lieto fine che nella realtà invece è composto soltanto da una città distrutta, sia nell'animo sia nella sua struttura".
Nel pomeriggio di domenica si è quindi svolto il forum conclusivo tra i partecipanti, che hanno avuto modo di "tirare le fila" di tutte le attività svolte in questi giorni e da cui si è potuto evincere la positività e l'importanza di questo progetto.
 "Abbiamo distorto la monotona quotidianità di qualche cittadino aquilano, che si e' fermato accennando un sorriso per ogni calcio di pallone, per ogni urlo di gioia che le squadre hanno lanciato, nella speranza di far capire che questa non dev'essere la fine - conclude Silvia - e lo hanno fatto in prossimità del bar preferito dai ragazzi, dove due di loro hanno perso la vita, quella generazione di giovani che ora combatte affinché L'Aquila ritrovi se stessa."
 

Sara Fantini, stagista del liceo Socio Psico Pedagogico Alessandro da Imola.
 

In considerazione dell'importanza di rendere nota questa esperienza i ragazzi dell'Alessandro da Imola sono disponibili telefonicamente al numero 3207867222                                                 Per interviste con i rappresentanti dei DSM e dell'ANPIS contattare Ennio Sergio al numero 3383874547
Il blog è il seguente:  http://terremotodentro.blogspot.com/
 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento pagina:
12 Aprile 2019
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