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9 giugno 2011 - Comunicazione e gestione del rischio: si formano ad Imola i dirigenti della sanità pubblica delle Aziende sanitarie della Regione

Si è conclusa oggi (9 giugno) la prima parte del corso di formazione sulla gestione e comunicazione del rischio, organizzato dalla Regione Emilia Romagna e dall'Università degli Studi di Bologna, con la collaborazione del dipartimento di sanità pubblica dell'Ausl di Imola, svoltosi nella sede Universitaria locale di Palazzo Vespignani.

Il corso, indirizzato a dirigenti dei dipartimenti di sanità pubblica delle Aziende sanitarie locali della regione e a loro collaboratori, ha trattato, dalla una pluralità di punti di vista portati da esimi relatori del mondo accademico e scientifico nazionale, il tema del rischio e dell'incertezza nella società contemporanea ed in particolare in sanità pubblica, fornendo spunti di riflessione sul come gestirlo al meglio, rendendo partecipi le comunità delle scelte di politica sanitaria. "Questa prima parte del corso è stata pensata per confrontare i bisogni professionali dei partecipanti con il quadro teorico di contesto - ha spiegato il Dr Guido Laffi, direttore del dipartimento di sanità pubblica dell'Ausl di Imola che ha ospitato il corso regionale - Nelle prossime due giornate, il 21 e 22 giugno, il corso si proporrà invece di sperimentare, attraverso simulazioni di casi, la presa di decisione, la comunicazione e la gestione del rischio ambientale ed infettivo".

Già oggi, comunque, la tavola rotonda finale si è centrata proprio sulla discussione di come comunicare un evento ipotetico di sanità pubblica. "Il confronto diretto tra i rappresentati del mondo della sanità e della comunicazione invitati ad intervenire - operatori di sanità pubblica, uffici stampa e giornalisti di cronaca e scientifici - è  stato certamente produttivo per una conoscenza reciproca delle differenti esigenze e quindi per facilitare la strutturazione di relazioni che garantiscano poi ai cittadini un'informazione corretta ed equilibrata su episodi e situazioni di rischio per la salute collettiva, nel rispetto delle rispettive competenze e professionalità".           

 

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