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19 agosto 2011 - Visite ed esami urgenti e solleciti: cambio modalità a partire dal 22 agosto

Chi deve effettuare la prestazione entro 24 ore verrà indirizzato direttamente al servizio erogatore, mentre esami e visite da eseguire entro una settimana saranno prenotati a CUP.
 
L'Ausl di Imola modifica l'accesso alle prestazioni urgenti (da eseguire entro 24 ore dalla prescrizione) e sollecite (entro 7 giorni).
A partire da lunedì 22 agosto, i medici prescrittori (di medicina generale e specialisti) che richiederanno, su ricetta rossa, visite ed esami diagnostici con queste priorità di accesso, lo faranno sulla base di nuove regole condivise riguardanti sia i criteri di appropriatezza che le modalità per ottenere la prestazione.
"Il nuovo protocollo è frutto di un approfondito lavoro di condivisione tra i professionisti medici del territorio e dell'ospedale - spiega la dr.ssa Lucia La Rovere, direttore del Dipartimento delle cure Primarie dell'Ausl di Imola - che ha portato a definire con chiarezza: prestazioni richiedibili in urgenza (entro le 24 ore) o in urgenza differibile (entro 7 giorni lavorativi); motivazioni cliniche della richiesta e modalità di erogazione. Va ricordato che su ogni richiesta medica di prestazioni va sempre indicata la priorità ed il quesito diagnostico, ossia la motivazione clinica della richiesta ed eventuali notizie anamnestiche essenziali".
In situazioni cliniche specificate, pertanto, è possibile  richiedere l'effettuazione entro 24 ore di visite cardiologiche, chirurgiche, dermatologiche, gastroenterologiche, nefrologiche, oculistiche, odontoiatriche, oncologiche, ortopediche, ostetrico ginecologiche, urologiche ed otorinolaringoiatriche, mentre le indicazioni di urgenza per gli esami riguardano solo alcuni tipi di RX, i prelievi di sangue e l'ecocolordoppler venoso agli arti inferiori. "Se una di queste prestazioni viene richiesta in urgenza 24 ore - continua La Rovere - il medico indicherà al proprio paziente come contattare il servizio erogatore per ottenere entro il giorno successivo (festivi esclusi) la prestazione".
Non sarà quindi più necessario il passaggio attraverso il Pronto Soccorso, come avviene adesso, ma il cittadino contatterà direttamente il servizio che gli fisserà entro poche ore l'appuntamento.
 
Definizione puntuale anche per le molte prestazioni per cui è possibile richiedere una urgenza differibile (o sollecita). In caso di concordate motivazioni cliniche. la prestazione deve essere garantita entro 7 giorni lavorativi. In questo caso, il cittadino dovrà presentarsi al CUP entro 3 giorni dalla data di richiesta del medico. "Per ciascuna prestazione richiedibile come sollecita, l'Azienda ha definito, sulla base della richiesta storica, un certo numero di disponibilità dedicate. Chiaramente non è mai possibile definire con precisione il fabbisogno, pertanto, allorché la disponibilità fosse esaurita, gli operatori consegneranno al cittadino un foglio informativo con le indicazioni del centro erogatore (pubblico o privato accreditato) a cui si dovrà rivolgere per ottenere l'appuntamento". In pratica, o il CUP fornisce l'appuntamento entro i 7 giorni lavorativi o l'utente viene inviato presso una struttura sanitaria in grado di garantire la prestazione nei tempi concordati.

Novità positive per i cittadini a cui saranno meglio garantiti i tempi per le prestazioni urgenti o sollecite che - appropriatamente - sono state richieste dal medico. Un sollievo anche per il Pronto Soccorso, che non sarà più il servizio deputato a garantire le urgenze 24 ore.
 
"Auspichiamo che questa riorganizzazione, già prevista nel Piano di contenimento dei tempi di attesa presentato a fine 2009, ci permetterà di migliorare i tempi di erogazione di prestazioni urgenti e sollecite - concludono dall'Ausl - Ma l'importanza strategica di questo lavoro viene dalla definizione da parte della nostra comunità medica, dei criteri clinici di appropriatezza delle richieste, il cui rispetto sarà peraltro oggetto di un monitoraggio interno. Si è anche trattato di un lavoro organizzativo molto impegnativo per i servizi, perché chiaramente queste prestazioni prioritarie sono meno prevedibili e standardizzabili di quelle programmate. In ogni caso, sono stati messi in atto meccanismi per cui i posti dedicati alle urgenze e non sfruttati vengono prontamente riconvertiti e resi usufruibili per richieste ordinarie".                    

 

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