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Contesto di riferimento

Popolazione

Struttura demografica della popolazione residente

L'ultimo anno è stato particolare per la demografia italiana per via del 15° Censimento della popolazione e delle abitazioni, appuntamento importante che, da 150 anni a cadenza decennale, consente di comprenderne caratteristiche e cambiamenti nel tempo. L'edizione 2011 rimarrà nella storia, perché di rilievo epocale in funzione del massiccio utilizzo delle nuove tecnologie che hanno permesso, ad esempio, di compilare il questionario attraverso la rete internet, oppure di geo-referenziare tutte le informazioni raccolte attraverso un potente Data Base archivistico di numeri civici. Il feedback derivato dalla popolazione è stato estremamente positivo ed anche i cittadini del comune di Imola, in questo senso, hanno fatto la loro parte: l'85,25% dei questionari imolesi è stato consegnato direttamente dai cittadini. Dei 30.193 questionari restituiti, il 40% circa è stato conferito tramite gli uffici postali, il 20% tramite web, il 25% tramite i Centri comunali di raccolta ed appunto solo il 14,75%, tramite sollecito dei rilevatori. Si stanno ultimando i controlli censuari incrociati, per cui in attesa della validazione dell'ISTAT, si è rendicontato quanto rilevato dalle 10 Anagrafi Comunali, tramite la modulistica P.2. Da sempre gli andamenti della fecondità, della mortalità e non ultimo delle migrazioni/immigrazioni, determinano importanti conseguenze sulla composizione e quindi sulla numerosità di una popolazione. Mai, come all'interno di una congiuntura economica sfavorevole tipo quella attuale, questi elementi tendono a relazionarsi in maniera negativa. Non sfuggono a questo legame di dipendenza socio-economica, realtà territoriali dalle più svariate estensioni, anche se proprio quelle di medio-piccola entità, come la  nostra, sembrano essere maggiormente colpite. Il 2010 aveva anticipato l'evento, ma il 2011 ne ha confermato l'esito: il flusso incrementale, che ha caratterizzato la popolazione residente dal 2004, sembra essersi pressoché azzerato in corrispondenza dell'ultimo anno (+0,50% sul 2010), in funzione di un aumento di sole 687 unità. Sono oramai un ricordo le variazioni % superiori al punto, come quella tra il 2008-2007 (+1,6%) che ha contribuito a mantenere l'incremento medio annuo 2004-2011 sull'ordine di 1.225 unità.

 
Grafico 1.8 - Variazione assoluta della popolazione circondariale. Periodo 2004-2011
Grafico 1.8 - Variazione assoluta della popolazione circondariale. Periodo 2004-2011
 

Fonte: Anagrafi Comunali - Mod. ISTAT P.2
 
A testimonianza di quanto espresso, dal Grafico 1.9 emerge come il fenomeno abbia colpito maggiormente il territorio imolese rispetto alla realtà emiliano romagnola nel suo complesso, anche se è necessaria cautela in funzione della stima ISTAT applicata al 31/12/2011, su quest'ultimo livello. Infatti, pur "sterilizzando" dalla variazione % del territorio regionale la quota parte di popolazione acquisita dai territori ex marchigiani della Val Marecchia (periodo 2010-2009), che ha incrementato la propria popolazione di +1,26%, appare evidente l'inversione di tendenza dei due livelli a confronto, rispetto ai periodi precedenti.

 
Grafico 1.9 - Variazione % della popolazione circondariale e RER. Periodo 2004-2011 al 31/12
Grafico 1.9 - Variazione % della popolazione circondariale e RER. Periodo 2004-2011 al 31/12
 

Fonte: Anagrafi Comunali, BD Regione Emilia Romagna e stima Pop. 2011 RER su base ISTAT primi 11 mesi 2011  
NB: la popolazione  E.R. al 31/12/2009 non comprende la quota parte della Valmarecchia, inserita solo al 1.1.2010


Il Grafico 1.10, che mostra il tasso di incremento generale 2010-2011 della popolazione residente per azienda territoriale all'1/1, registra un delta % della popolazione residente imolese ben al di sotto del valore medio regionale. In evidenza la dinamica demografica dell'AUSL di Rimini, che consolida il trend positivo iniziato con la citata acquisizione amministrativa. L'AUSL di Ferrara conferma, anche nel 2011, la propria posizione in coda al demo-ranking con +0,29%.
Due novità hanno caratterizzato l'assetto demografico del nostro territorio nel 2011 in una sorta di effetto combinato. In primo luogo - caratteristica mai riscontrata prima - pur in presenza dell'esiguo aumento in termini assoluti, la popolazione residente con cittadinanza straniera è aumentata maggiormente rispetto alla popolazione complessiva (681 unità vs 657).
Tale aumento - che ha determinato le variazioni complessive fotografate in Figura 1.11 - non è stato omogeneo nei comuni del territorio, ma si è dimostrato più concentrato su alcune realtà rispetto ad altre in funzione dell'alta mobilità della componente straniera (come dimostrato dal recente appeal 2011 di alcune realtà che fino ad oggi avevano attratto meno).
La seconda novità, non per ordine di importanza, è la seguente: la componente italiana è stata colpita da un decremento seppur lieve, ma su cui porre attenzione. Il motivo della "frenata" è da ricercarsi principalmente nell'attenuazione dei flussi immigratori tra comuni nell'asse sud nord e forse nella contemporanea fuga di una % di popolazione produttiva in cerca di opportunità lavorative, lettura conciliabile anche con l'incremento nel 2° semestre 2011 delle dichiarazioni di immediata disponibilità lavorativa (DID) secondo dati Nuovo Circondario Imolese.

 
Grafico 1.10 - Tasso di incremento generale della popolazione residente per AUSL e RER.
Grafico 1.10 - Tasso di incremento generale della popolazione residente per AUSL e RER.
 

Fonte: BD regionale (i comuni ex marchigiani dell'Alta Valmarecchia sono compresi a partire dal 1.1.2010)
 
Il trend della popolazione del circondario imolese, nel periodo di "crisi" 2009-2011, mostra la corsa demografica di alcuni comuni: Castel Guelfo, Fontanelice, Mordano e Medicina - in ordine decrescente gli unici con aumenti ben superiori ai 2 punti percentuali. Necessario un distinguo statistico: se nelle prime due realtà comunali l'incremento non ha subito soste nel triennio, nel corso del 2011, Medicina ha dimezzato quanto consolidato fino a quel momento, mentre Mordano lo ha addirittura azzerato. Qui più che altrove, probabilmente acuta nell'ultimo anno, la forte contrazione legata alla correlazione demo-lavoro. In conclusione, sono 7 i comuni con un saldo 2011-10 contraddistinto da un segno negativo oppure da uno  "0".

 
Figura 1.11 - Variazione assoluta e % della popolazione circondariale per Comune di residenza.
Figura 1.11 - Variazione assoluta e % della popolazione circondariale per Comune di residenza.
 

 Il Grafico 1.12 riporta la struttura per fasce di età dell'intera popolazione circondariale, misurando  il confronto 2009-2011.

 
Grafico 1.12 - Distribuzione per fasce di età della popolazione circondariale. Periodo 2009-2011
Grafico 1.12 - Distribuzione per fasce di età della popolazione circondariale. Periodo 2009-2011
 

Analizzando la distribuzione per macroaggregazioni di età, ai fini dell'individuazione del cosidetto carico sociale e per una verifica sulla ricaduta attesa in termini di impatto sui consumi sanitari, si osserva che:

 
  • Il macroaggregato ad elevato impatto sul sistema sanitario (classi 0-14, 65-84 e >85) aumenta leggermente grazie alle classi anziane e grandi anziani, attestandosi al 36,4% della popolazione totale. Particolarità: l'incremento assoluto nel 2011 della coorte dei 65enni (bilanciata da altre classi annuali inserite nell'aggregato) dovuto principalmente alle nascite nell'anno immediatamente successivo alla fine dell'evento bellico.
  • La fascia definita a "bassa produttività e moderato impatto sul sistema" mostra una sostanziale tenuta della classe di ingresso (15-29). Leggermente diverso il comportamento della classe 50-64 in incremento dello 0,2% sul 2010.  
  • La fascia mediana ad "alta produttività e basso impatto sul sistema sanitario" (classe 30-49) continua nel proprio inesorabile trend, flettendo di mezzo punto % nel confronto 2011-2010, raggiungendo il 30,4% della popolazione residente. Il fenomeno, confermato anche a livello nazionale dalle più accreditate fonti, prevede per gli anni a venire uno scenario di forte calo demografico nella fascia 30-39 anni.
 

La distribuzione per classi di età e genere del grafico sottostante, indica una prevalenza della popolazione maschile fino alla fascia di età comprendente i 49 anni (incidenza maggiore di nati maschi e prevalenza sempre dello stesso sesso, grazie anche alla particolarità legata agli stranieri residenti).

 
Grafico 1.13 - Distribuzione per fasce di età e genere della popolazione circondariale. Anno 2011
Grafico 1.13 - Distribuzione per fasce di età e genere della popolazione circondariale. Anno 2011
 

Diametralmente opposta la tendenza dai 50 anni in avanti, ove il genere femminile grazie ad un incidenza % più elevata e multifattoriale, in tutte le fasce di età, recupera il gap demografico nei confronti dell'altro genere. Dall'analisi della curva raffigurata nel Grafico 1.13 risulta come l'età media ed anche mediana della popolazione residente del bacino del Circondario Imolese sia di 44 anni per i maschi e di circa 46 per le femmine.

 

Aspettativa di vita

L'Emilia Romagna con gli oltre 4.459.000 residenti risulta fra le regioni, secondo la codifica NUTS - Eurostat, più popolate a livello europeo ed è anche ai primi posti in termini di longevità, quindi di aspettativa di vita. Proprio quest'ultimo aspetto ha caratterizzato nel corso degli anni la struttura della popolazione regionale, non solo come indicatore statistico del numero medio di anni di vita ad una certa età derivato da una popolazione indicizzata, ma soprattutto come forte indicatore di salute. Anche nel triennio 2008 - 2010 la speranza di vita continua nel suo ciclo ascendente sia tra gli uomini che tra le donne, pur registrando ancora significative differenze alcune "storiche" altre invece, confermandosi anno dopo anno, vedono il sesso maschile in una lenta risalita nel medio lungo periodo:

 
 

nel triennio 2008-2010 però, rispetto al precedente 2007-2009, il gap tra il genere maschile e quello femminile in termini vita attesa non è diminuito in tutte le Provincie RER. Il differenziale di vita è infatti rimasto pressoché invariato (2007-2009: 4,71 vs 2008-2010: 4,68);  la variazione % dell'aspettativa di vita alla nascita, nei due trienni messi a confronto, mostra una maggiore crescita per i maschi (+0,20%) rispetto alle femmine (+0,15%).

 

In Tabella 1.14 si riporta quanto sopra attraverso una sintesi comparata di speranza di vita e trend di crescita per genere: l'aspettativa di vita delle femmine risulta più elevata, mentre il tasso di crescita è inferiore; la tendenza inversa si realizza per i maschi.

 
Tabella 1.14 - Speranza di vita alla nascita su base triennale per Province RER
Tabella 1.14 - Speranza di vita alla nascita su base triennale per Province RER
 

Rimini registra in ambedue i generi le migliori longevità in termini di alta speranza di vita alla nascita. Decisamente migliori le performance della Romagna rispetto all'Emilia, grazie anche alla Provincia di Ravenna e Forlì-Cesena tra i maschi e di Forlì-Cesena tra le femmine.
Analizzando la speranza di vita a 65 anni (Tabella 1.15), si evidenzia un recupero delle province emiliane soprattutto nell'aspettativa di vita femminile.

 
Tabella 1.15 - Speranza di vita a 65 anni su base triennale, per Province RER
Tabella 1.15 - Speranza di vita a 65 anni su base triennale, per Province RER
 

Qui il differenziale tra i generi si riduce attestandosi a 3,2 anni, con uno scarto che tende a decrescere spostandoci dall'Emilia alla Romagna. Ciò a dimostrazione del fatto che la minor mortalità, pur strettamente legata all'aumento dell'aspettativa di vita alle varie età, non è comunque l'unico fattore che determina l'invecchiamento di una popolazione, ma il suo effetto si unisce a quelli di altre componenti quali la natalità ed i flussi migratori (in questo caso forte è il contributo delle età intermedie).

 

Natalità

L'andamento della popolazione e la sua struttura non dipendono solo da un sistema locale "attrattivo", ma anche dal comportamento riproduttivo dei residenti, imprescindibile per limitare lo squilibrio generazionale. Se sul primo punto, l'analisi 2011, ci dice che si dovrà tendere al recupero di fette di popolazione, sul secondo si osserva l'alta natalità derivata dai residenti stranieri. Il tasso grezzo di natalità riferito al 2010 fa registrare per il circondario imolese un incremento, dopo la lieve frenata del 2009 (9,82 nati su 1.000 abitanti).
La particolarità: in un contesto regionale di complessivo calo sia a livello numerico che di tasso (prima volta dopo 15 anni) la natalità imolese è aumentata, nel corso del 2010, come in nessuna altra realtà regionale, raggiungendo nel confronto col 2004 uno scostamento del +5,8%, in linea con quello di Parma, di poco sotto alla provincia riminese e inferiore solo a quello di Ferrara.
Con lo scenario evidenziato nell'ultimo anno sarà difficile mantenere questi tassi, infatti, le prime proiezioni post-censuarie parlano, per il territorio AUSL, di un tasso attestato al 9%o.

 
Figura 1.16 - Tasso grezzo di natalità dell'AUSL di Imola e confronto RER. Periodo 2004-2010
Figura 1.16 - Tasso grezzo di natalità dell'AUSL di Imola e confronto RER. Periodo 2004-2010
 

Fonte: Elaborazione RER su dati  Istat - Movimento e calcolo della popolazione residente

 
 

Infatti, la Figura 1.17, mostra un quadro 2011 dei parti che, seppur non esaustivo perché un "di cui" ove la componente di residenti extra aziendale non è filtrata, consente di ottenere quelle indicazioni mancanti nella precedente tabella.
Il volume dei parti presso le strutture della nostra azienda sanitaria appare in calo rispetto al 2010 (-7%). La diminuzione si spalma su quelli riferiti a madri italiane (-6,7%) e su quelli di madri straniere (-7,8%). Da notare, nell'ultimo quadriennio, il calo dei parti italiani a discapito di quelli di cittadine straniere (-16,6% vs +38%). Circa 6 parti su 10 di donne straniere avvengono entro il 29° anno mentre la percentuale maggiore di parti di cittadine italiane avviene dopo i 35 anni.

 
Figura 1.17 - Parti presso Ostetricia e Ginecologia del Presidio AUSL di Imola. Periodo 2007-2011
Figura 1.17 - Parti presso Ostetricia e Ginecologia del Presidio AUSL di Imola. Periodo 2007-2011
 
 

Anziani e grandi anziani

Il paragrafo si propone di aggiornare ed approfondire alcune linee di analisi già tracciate lo scorso anno. In particolare la verifica sulla popolazione anziana del territorio aziendale a confronto con la popolazione regionale. Dalla prima rappresentazione grafica emergono due dati di fatto:

 
  • La realtà demografica del 1° decennio 2000 relativa alla popolazione anziana emiliano  romagnola, pur in costante e generale aumento, presenta nei diversi sistemi locali coincidenti con le ASL di residenza, alcuni elementi caratterizzanti che ne determinano una variabilità.
  • Tranne qualche rara specificità (forlivese, ferrarese e modenese su alcune classi età) si profila una sorta di demarcazione territoriale che identifica il territorio emiliano meno anziano di quello romagnolo, con la realtà imolese che, escludendo la fascia dei grandi anziani, sembra posizionarsi in una sorta di spartiacque. Spicca il valore particolarmente elevato della crescita del riminese per effetto dell'ampliamento che ha fatto confluire in quel livello grosse fette di popolazione anziana nel 2010.
 

La Figura 1.18 evidenzia il tasso di crescita della popolazione circondariale =>65 anni (+10,8%), nel decennio 1/1/2001-1/1/2011, esattamente sovrapponibile a quello medio regionale.

 
Figura 1.18 - Tassi di crescita popolazione anziana per ambiti aziendali e RER.
Figura 1.18 - Tassi di crescita popolazione anziana per ambiti aziendali e RER.
 

La fascia di popolazione di età =>75 anni mostra invece un incremento del valore aziendale (+23,9%) superiore al valore medio regionale (+22,5%). Pur permanendo una forte forbice tra  quest'ultimo livello e quello imolese, nel  sottoinsieme definito "grandi anziani" =>85 anni (28,2 vs 35,4) questo differenziale diminuisce di 3 punti percentuali rispetto alla stessa fotografia datata 2010. I Grafici 1.19, rappresentano bene i trend di invecchiamento della popolazione circondariale, posto a confronto con quello medio regionale, nonché con i sistemi locali a minor ed a maggior incidenza.
 
Grafici 1.19 - Indice di invecchiamento della popolazione (=> 65) e quota incidenza =>75 e =>85  Periodo 1/1/2000-2011

 
 
 
 

All'1/1/2011, si registra una quota anziani (=>65 anni) in lenta diminuzione su tutti i livelli territoriali e, proprio per questa diminuzione, l'incremento estemporaneo della "classe 46", ha comportato un aumento nel 2011 pari al +2%. La struttura demografica riferita agli over 75 anni, vede ancora il territorio imolese, costantemente poco al di sopra dell'incidenza media regionale (11,83% vs 11,66%). Nei grandi anziani (>=85), per la prima volta grazie alla componente anziana valmarecchiese, il valore medio regionale supera quello del circondario imolese.

 

Stranieri

La dinamica della popolazione straniera residente continua ad essere molto attiva, pur in corrispondenza di una lieve flessione dell'incremento sul 2010 collegata alla difficile congiuntura economica. Le 12.369 unità, al 31/12/2011, costituiscono l'ammontare complessivo della cittadinanza estera nei 10 comuni del circondario, oramai un residente su 10 (9,33% della popolazione complessiva). La prevalenza è del genere femminile superiore al 9%, mentre i maschi si fermano al di sotto di quella soglia (8,6% all'1/1/2011).
Il Grafico 1.20 traccia l'espansione nel corso degli ultimi 7 anni. Il trend mostra una popolazione pressoché raddoppiata. La particolarità 2011: per la prima volta i residenti stranieri sono aumentati più della popolazione complessiva (680 vs 657 unità).
 
Grafico 1.20 - Trend e tasso di crescita stranieri residenti, confronto AUSL di Imola e RER
Periodo 1/1/2006-1/1/2012

 
 
 

Nell'ultimo periodo i tassi di crescita sull'anno precedente, tra i due livelli (imolese e regionale), sembrano appaiarsi al ribasso. La presenza risulta essere differenziata sul territorio con una maggior incidenza 2011 nei territori di Castel del Rio (14,76), Fontanelice (12,41), Borgo Tossignano (12,28); anche se, negli ultimi anni, la crescita è stata più marcata a Castel Guelfo e Mordano. Si tratta di una popolazione prevalentemente in fascia attiva: circa il 96% di questa, appartiene al range età 0-59 contro il 68% di quella italiana. La fascia dei giovanissimi 0-14 assorbe il 20% di residenti stranieri, l'analoga dei pari italiani, il 13% circa.
Il peso % della popolazione straniera, in ambedue i livelli del confronto 2004-2012 è più che raddoppiato, come illustrato nel Grafico 1.21.

 
Grafico 1.21 - Incidenza % stranieri residenti nell'AUSL di Imola, a confronto con la media RER. Periodo 1/1/2004-1/1/2012
Grafico 1.21 - Incidenza % stranieri residenti nell'AUSL di Imola, a confronto con la media RER. Periodo 1/1/2004-1/1/2012
 

NB: dato regionale 1/1/2012 stimato Fonte: Statistica Self Service RER indicatori 2011

Il trend in costante aumento è contraddistinto da un differenziale sempre a favore del livello regionale attestatosi nell'ultimo periodo a +2,57% sul livello imolese.
La distribuzione per genere registra una incidenza %, sul totale degli stranieri, maggiore per le femminile a livello aziendale (53%), ma anche regionale (51,47%).
Il Grafico 1.22 evidenzia la fotografia degli stranieri all'1/1/2011 sulla base delle macroaree geografiche di provenienza (Area UE a 15 Stati, anche se il recente allargamento a 27 membri imporrebbe una nuova suddivisione). La distribuzione in ambito aziendale non si discosta marcatamente dal livello regionale, se non per alcune limitate particolarità.

 
Grafico 1.22 - Distribuzione stranieri residenti per provenienza, confronto AUSL di Imola e RER all'1/1/2011
Grafico 1.22 - Distribuzione stranieri residenti per provenienza, confronto AUSL di Imola e RER all'1/1/2011
 

Il livello imolese è "prediletto" dalla componente europea (area extra UE 15) e nord africana. Il territorio regionale, che complessivamente attrae ugualmente cittadini provenienti da Paesi Europei non UE e - in misura minore rispetto al territorio imolese (20,3% vs 27,8%) - dall'Africa Settentrionale, polarizza invece in ingresso grosse fette di cittadinanza asiatica. Nel confronto 2011 su 2010 emerge: un limitato calo (-0,2%) sia in regione che nell'imolese per l'etnia europea UE, un aumento dei residuali cittadini europei, che diventa forte nel contesto imolese (+1,1%) a discapito di una flessione della cittadinanza nord africana. La novità per il livello locale riguarda l'aumento (+0,3%) della componente asiatica orientale/meridionale, pressoché assente negli anni precedenti. 
La struttura per fasce di età (Grafico 1.23) è sostanzialmente sovrapponibile tra livello aziendale e regionale, a parte il maggior contributo della fascia 15 - 29 del livello regionale rispetto al bacino circondariale imolese.

 
Grafico 1.23 - Distribuzione stranieri residenti per età, confronto AUSL di Imola e RER, all'1/1/2011
Grafico 1.23 - Distribuzione stranieri residenti per età, confronto AUSL di Imola e RER, all'1/1/2011
 

Come già accennato, risulta sempre più consistente l'apporto delle residenti immigrate alla natalità generale. Il Grafico 1.24 illustra come nel territorio imolese circa 1 nato su 4 abbia madre straniera, mentre a livello regionale "corre" verso l'1 nato su 3. Nel confronto 2010-2005 in ambedue i livelli, quanto perso in termini di nascite da cittadine italiane è stato acquisito dalle straniere (-5,2% +5,2 Imola; -6,9% +6,9% RER). Infine, ponendo in relazione i dati illustrati nel Grafico 1.20 sul tasso di crescita degli stranieri con quanto riportato nel Grafico 1.23, appare chiara, quantomeno nel 2010, una maggior contribuzione alle nascite delle straniere in età feconda, rispetto alle pari condizione del livello emiliano romagnolo.

 
Grafico 1.24 - Incidenza di nati vivi per cittadinanza della madre, confronto tra AUSL di Imola
Grafico 1.24 - Incidenza di nati vivi per cittadinanza della madre, confronto tra AUSL di Imola
 

Famiglie

La dimensione della famiglia italiana, dal dopo guerra ad oggi, è stata strettamente modulata in funzione delle strategie di conciliazione messe in campo per equilibrare lavoro, accudimento della famiglia (bambini ed anziani) ed accesso ai servizi. La scarsa tenuta delle cosiddette reti di sostegno, una natalità a due velocità, l'aumento del fenomeno dei single e soprattutto l'invecchiamento della popolazione sono aspetti che hanno determinato il ridimensionamento della composizione familiare.

 
Grafico 1.25 - Composizione media delle famiglie residenti nei Comuni del Nuovo Circondario Imolese. Anno 2011
Grafico 1.25 - Composizione media delle famiglie residenti nei Comuni del Nuovo Circondario Imolese. Anno 2011
 

La famiglia locale, in termini di composizione (Grafico 1.25), mostra sostanzialmente una tenuta dei livelli mediamente più alti di quelli riscontrati in regione. La composizione media pro famiglia degli imolesi e dei castellani è in linea con il livello regionale (2,24), mentre i nuclei delle famiglie residenti negli altri comuni, grazie soprattutto all'alta incidenza straniera spalmata su una numerosità complessiva minore, tendono tutti al superamento della media circondariale (2,28 ab.). La famiglia meno numerosa si riscontra ancora nel territorio di Castel del Rio (2,12), mentre quella più consistente a Mordano con circa 2,5 componenti pro nucleo.

 

Soggetti in condizione di marginalità potenzialmente portatori di bisogni

Quando entra in crisi l'equilibrio accennato nel precedente paragrafo è possibile che si delinei, come effetto distorsivo nelle realtà familiari e di riflesso sui propri componenti, una condizione socio-psicologica che tende e può portare alla marginalità. I dati che seguono sono mutuati dall'aggiornamento 2011 del Profilo di comunità della Provincia di Bologna, (parte sostanziale dell'Atto d'indirizzo e coordinamento triennale 2009-2011) e dal Rapporto sulle povertà Caritas 2011. In riferimento all'accoglienza in comunità, si rileva una costante crescita dei minori inseriti nelle strutture bolognesi. Il 10% circa del totale provinciale degli affidi riguarda i servizi sociali territoriali imolesi. La rappresentazione (Tabella 1.26) mostra una certa eterogeneità tra i vari distretti dovuta al diverso target di utenza potenziale delle varie zone, ma anche alle difformità delle scelte messe in campo dai distretti in merito ai servizi erogati attraverso gli sportelli sociali. Si evidenzia come il 50% del totale dei minori in comunità affido per l'area imolese, sia di cittadinanza straniera.  

 
Tabella 1.26 - Andamento affidi Minori nella Provincia di Bologna al 31/12/2009
Tabella 1.26 - Andamento affidi Minori nella Provincia di Bologna al 31/12/2009
 

 * Dati al 2008
FONTE: Profilo di Comunità della Provincia di Bologna da Sistema SISAM RER
 
 
La Tabella 1.27 prende in esame la variegata utenza che accede a questo importante punto della "Rete di solidarietà locale". La distribuzione conferma un ulteriore aumento sui dati 2010, differenziato a seconda della provenienza. Da notare, secondo quanto dichiarato sul Rapporto, la crescita delle richieste dei cittadini italiani del 39% sul 2007. 
 
Figura 1.27 - Utenti Centro di ascolto Caritas: genere, provenienza e classe. Anno 2011

 
 
 

Il grafico fornisce la distribuzione dei contatti per genere e fascia età. Le richieste maggiori sono poste dalla fascia 36-45, ove il genere si equivale. Da notare la preminenza del genere femminile nelle fasce fino a 45 anni e nella over 65, mentre quella maschile nella macro fascia 46-64.
Le tabelle sotto riportate prendono in esame il flusso di richieste secondo le classiche variabili relative allo status socio - economico: situazione abitativa e lavoro. Incrociando le due tabelle ne deriva un identikit del fruitore tipo che risulta essere di cittadinanza prevalentemente straniera, in affitto, singolo e non occupato. Considerevole anche il numero dei senza fissa dimora o nomadi che ha raggiunto le 171 unità (+8,2% rispetto al 2010 e +32% rispetto al 2007) con una incidenza del 57% della cittadinanza italiana. La maggior parte di queste persone vive stabilmente sul nostro territorio pur avendone perso la residenza con contemporanea perdita dei diritti.

 
Tabella 1.28 - Situazione abitativa degli utenti del Centro di Ascolto Caritas. Anno 2011
Tabella 1.28 - Situazione abitativa degli utenti del Centro di Ascolto Caritas. Anno 2011
 

NB: Casi definibili di incertezza abitativa oppure trattasi di: ospiti di privati, badanti, ospiti di strutture di accoglienza.

 
Tabella 1.29 - Status occupazionale degli utenti del Centro Ascolto. Anno 2011. Anno 2011
Tabella 1.29 - Status occupazionale degli utenti del Centro Ascolto. Anno 2011. Anno 2011
 

NB: Casi in cui non vi è certezza sulla situazione occupazionale oppure si tratta di borse lavoro


Ultimo aggiornamento pagina:
12 Aprile 2019
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