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Contesto di riferimento

Condizioni socio-economiche

Accogliendo implicitamente la tesi sull'esistenza di una rilevante correlazione fra condizioni economiche (sia in termini di reddito che di spesa) e livello istruzione da una parte e salute/uso appropriato dei servizi sanitari dall'altra, il paragrafo presenta caratteristiche ed andamenti del tessuto produttivo e del mercato del lavoro. Questi determinanti risultano essere particolarmente importanti al fine di descrivere le condizioni socio-economiche della popolazione di riferimento, soprattutto in un periodo ove rialzo della disoccupazione, alta inflazione e manovre di riequilibrio, erodono il reddito disponibile delle famiglie - tornato ai valori di 10 anni fa  - e di conseguenza la propensione al  risparmio (solo 8,8% liv. Italia 2011).  

 

Mercato del lavoro

La lente di ingrandimento, per motivi di pertinenza territoriale, va naturalmente posizionata sul dato della provincia di Bologna anche se interessante risulta essere il confronto con le altre realtà. Proprio questo livello territoriale, nell'ultimo triennio, ha subito il ridimensionamento maggiore nel comparto Industria (-12%) ed un incremento in quello dell'Agricoltura (dato però strettamente legato alla stagionalità). Ne esce un panorama variegato che complessivamente nel confronto 2010-2008 (Tabella 1.30), in termini di occupati per settore, vede uno stallo dell'Agricoltura (0%) ed un arretramento dell'Industria (-4%) e del Terziario (-1%).

 
Tabella 1.30 -Occupati per attività economica e genere nelle province della RER.
Tabella 1.30 -Occupati per attività economica e genere nelle province della RER.
 

Fonte: elaborazione Sistema Informativo Lavoro dell'Emilia-Romagna su dati ISTAT. Valori in migliaia

L'indicatore riferito ai lavoratori interinali e somministrazione lavoro (Figura 1.31) assume particolare rilevanza in quanto rappresenta la fascia di lavoratori più sensibile alle variazioni dei livelli produttivi. Incrociando i dati su base provinciale con quelli in Tabella 1.32 relativi al numero di imprese attive ne deriva che, nel 2010, l'incidenza % di tali lavoratori sul totale degli occupati della provincia di Bologna si attesta sull'8%.

 
Figura 1.31 - Lavoratori con contratto interinale/somministrazione lavoro nelle Province della RER. Periodo 2008-2010
Figura 1.31 - Lavoratori con contratto interinale/somministrazione lavoro nelle Province della RER. Periodo 2008-2010
 

Fonte: Sistema Informativo Lavoro dell'Emilia-Romagna - SILER (n.atti avviamento stipulati in RER)
 
L'esplosione della crisi a fine 2008 ha investito anche il territorio locale. Dal 2° semestre di quell'anno si fa largo un trend negativo soprattutto in termini di addetti complessivi, che tende secondo le ultime stime, a limitare i propri effetti, riposizionando i livelli ai valori di inizio congiuntura solo in corrispondenza del 2011. Ciò in funzione anche della contrazione nel numero di imprese attive, che a differenza di altre realtà regionali ed extraregionali hanno retto bene, registrando un saldo negativo sul 2010 di -13 imprese.

 
Figura 1.32 - Imprese attive per tutti i settori di attività nei Comuni del Circondario Imolese. Periodo 2009-2011 (Codice ATECO 2007)
Figura 1.32 - Imprese attive per tutti i settori di attività nei Comuni del Circondario Imolese. Periodo 2009-2011 (Codice ATECO 2007)
 

Fonte: Osservatorio Economico-Statistico (NCI), quelle attive al 31/12/2011
 
In Figura 1.33 è rappresentato il trend 2008-2010 dei lavoratori stranieri nelle Provincie RER. In controtendenza rispetto alla numerosità di addetti complessiva, l'occupazione dei cittadini stranieri in Regione cresce nel triennio con una variazione pari a +13%. Dal 2008 gli unici bacini in calo a livello di mano d'opera di importazione sono il bacino reggiano e quello ferrarese.

 
Figura 1.33 - Numero lavoratori stranieri (non comunitari) per genere nelle Province della RER.
Figura 1.33 - Numero lavoratori stranieri (non comunitari) per genere nelle Province della RER.
 

Fonte: Istat - rilevazione campionaria sulle forze lavoro
NB: La rilevazione (2005-2006) rileva l'occupazione media settimanale della popolazione
 
Nel 2010, la provincia di Bologna si consolida provincia emiliano romagnola a maggior attrazione per la mano d'opera straniera (più di 38.000 i lavoratori non comunitari impegnati). Il divario di numerosità tra i generi, presente in tutte le province tranne Ravenna e Rimini, potrebbe essere dovuto alla differenziazione di alcuni poli manifatturieri sul territorio e dall'incidenza del fenomeno badanti. Alcuni valori però pongono interrogativi (ad es. Ravenna) e quindi occorre essere particolarmente cauti su questi dati mutuati da una rilevazione campionaria sulle forze lavoro di fonte ISTAT. 
Il Grafico 1.34 pone il confronto sui tassi di disoccupazione ed occupazione per genere nel periodo 2006-2010, riferiti alla provincia di Bologna ed al valore medio regionale. Si evidenzia come il 2010 sia stato "nefasto" per la disoccupazione, qui intesa nell'accezione di tasso (in cerca di 1° occupazione/popolazione in età attiva).
Il livello regionale si conferma più colpito in ambedue i generi, raggiungendo i valori più alti dell'ultimo quinquennio, mentre nel confronto col periodo precedente, il differenziale RER si riduce drasticamente per i maschi (0,41 2010/2009 vs 1,84 2009/2008) e cresce per le femmine (1,49 vs 1,25). Il raffronto tra i generi nei due livelli mostra una caratterizzazione femminile, infatti, la differenza di mezzo punto tra i maschi raddoppia nel genere femminile.
Il tasso di occupazione (occupati/popolazione), soprattutto nell'ultimo triennio, non poteva che subire la flessione indotta dall'aumentata disoccupazione, anche se questo risulta essere mitigato dal minore aumento della popolazione residente nel 2010. Infatti, il confronto tra le curve disegnate dai 2 tassi mette in risalto un'impennata da una parte (disoccupazione) ed una diminuzione meno marcata dall'altra (occupazione).

 
Grafico 1.34 - Tasso di disoccupazione e di occupazione (15-64 anni) per genere in Provincia di Bologna e confronto media RER. Periodo 2006-2010
Grafico 1.34 - Tasso di disoccupazione e di occupazione (15-64 anni) per genere in Provincia di Bologna e confronto media RER. Periodo 2006-2010
 

Fonte: Elaborazioni RER su dati Istat
 
L'analisi per genere conferma il consolidamento di un trend migliore nella Provincia di Bologna rispetto alla media RER, in particolare per il genere femminile, che risulta avere un tasso di disoccupazione di un punto inferiore (6,00 vs 7,00), con un tasso di occupazione maggiore di 3 punti percentuali (62,80 vs 59,90).
Dall'analisi complessiva per singole Provincie (Grafici 1.35), in un contesto di generale aumento, si rileva ancora la performance di Piacenza con tasso disoccupazione inferiore al 3%, mentre Ferrara e Rimini registrano lo stesso indicatore su valori prossimi all'8%.

 
Grafici 1.35 - Tasso di disoccupazione e di occupazione (valori %) nelle Province RER.
Grafici 1.35 - Tasso di disoccupazione e di occupazione (valori %) nelle Province RER.
 

Fonte: Elaborazioni RER su dati Istat
 
Rispetto al Tasso di occupazione le Province più "virtuose" sono: Bologna (69,00), Ravenna (68,90) e Parma (68,50) che cede solo lo 0,54 alla congiuntura sfavorevole. Il valore più basso si registra nella provincia di Rimini (63,90), anche se la Romagna tiene maggiormente rispetto all'Emilia nel confronto 2010-2008, grazie soprattutto all'area forlivese-cesenate.
Il trend peggiore dell'ultimo triennio viene registrato da Modena e Reggio Emilia che, all'interno di una media emiliana del -3,4%, scontano un calo dei rispettivi tassi di occupazione vicino ai 5 punti percentuali.

 

Tenore di vita

In questo ambito vengono presentati due indicatori tradizionalmente oggetto di particolare interesse per la qualità della vita: il reddito pro-capite ed il consumo pro-capite.
L'Emilia Romagna, tra le meglio posizionate nel panorama nazionale per reddito pro-abitante (dopo Lombardia e Trentino-Alto Adige - Fonte Eurostat 2009), registra nei dati 2011 il primato della provincia di Bologna. Il "redditometro" della provincia capoluogo di regione, come del resto quello di tutte le altre dopo gli anni di stallo 2009-2010, ritorna leggermente a rafforzarsi, unica vera inversione di tendenza all'interno di periodo (2007-2011) caratterizzato da un ribasso. L'apprezzamento medio bolognese 2010-2011 (1,86%) è secondo solo a quello modenese (2,25%).

 
Grafici 1.36 - Reddito e Consumo medio pro-capite per Province della RER. Periodo 2007-2011
Grafici 1.36 - Reddito e Consumo medio pro-capite per Province della RER. Periodo 2007-2011
 

Se la provincia di Bologna risulta di gran lunga primeggiare nel reddito si dimostra, invece, meno incline al consumo. Infatti, prendendo in considerazione la spesa pro-capite, tale territorio risulta terzo dopo Forlì-Cesena e Rimini, ma pur sempre al 1° posto dell'area emiliana con una media di € 20.000 a testa nel 2011. Reggio Emilia si conferma, come nel 2010, limitatamente a questo indicatore, la più parca, con Ferrara che ottiene l'incremento maggiore sul 2010.


Ultimo aggiornamento pagina:
12 Aprile 2019
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