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Contesto di riferimento

Sicurezza

Incidenti stradali

Gli incidenti stradali risultano essere la prima causa di morte nella popolazione italiana sotto i 40 anni e pertanto rappresentano un serio problema di Sanità pubblica. Analizzando i dati di  mortalità per classe d'età, si può evidenziare come la morte per incidente stradale incide oltre il 50% nei giovani tra i 15 e i 24 anni; oltre il 15% nella classe di età tra i 25 e i 44 anni.
In Figura 1.53 si analizza per ambiti provinciali e per ambito regionale il numero dei morti per incidente stradale in riferimento agli anni dal 2007 al 2010, nonché la variazione percentuale tra 2007 e 2010 ed il tasso di mortalità su 100.000 abitanti negli stessi due anni messi a confronto.

 
Figura 1.53 - Morti per incidente stradale nelle Province della RER. Periodo 2007-2010
Figura 1.53 - Morti per incidente stradale nelle Province della RER. Periodo 2007-2010
 

Il numero assoluto di morti in incidenti stradali fa registrare in Emilia Romagna, nel periodo 2007-2010, una consistente riduzione (-24,5%), effetto direttamente correlato alla contrazione del numero di incidenti (-12,7%), come evidenzia la Figura 1.54.

 
Figura 1.54 - Incidenti stradali e tasso di mortalità nelle Province della RER. Periodo 2007-2010
Figura 1.54 - Incidenti stradali e tasso di mortalità nelle Province della RER. Periodo 2007-2010
 

Nella Provincia di Bologna si conferma il calo del numero di incidenti (-18%) e dei morti tra il 2007 e il 2010 (-16,5%). In Figura 1.55 si riporta il numero dei feriti in incidenti stradali, la variazione percentuale tra 2007 e 2010 e il rapporto di lesività, dato dal rapporto percentuale fra il numero dei feriti e quello degli incidenti.

 
Figura 1.55 - Feriti in incidenti stradali e tasso di lesività nelle Province della RER.
Figura 1.55 - Feriti in incidenti stradali e tasso di lesività nelle Province della RER.
 

A completamento dell'analisi si riporta, in Figura 1.56, l'indice di gravità o rapporto di pericolosità, rappresentato dalla percentuale di morti sul totale dei coinvolti non illesi negli incidenti. Tale indice viene dunque calcolato mediante il rapporto percentuale fra il numero dei morti e la somma dei morti e feriti negli incidenti.

 
Figura 1.56 - Morti + feriti in incidenti stradali e rapporto di pericolosità nelle Province della RER. Periodo 2007-2010
Figura 1.56 - Morti + feriti in incidenti stradali e rapporto di pericolosità nelle Province della RER. Periodo 2007-2010
 

Per quanto riguarda il numero di soggetti residenti nell'AUSL di Imola deceduti per incidenti stradali, nel periodo 2004-2011, si può evidenziare una mortalità media per anno abbastanza costante, in cui il basso numero di morti registrato nel 2009 è un'eccezione. E' doveroso aggiungere che il piccolo numero di casi comporta grandi variazioni percentuali anche in caso di differenze non sensibili nel numero di morti. Inoltre il dato relativo al 2011 non è definitivo a causa dei possibili ritardi di notifica di decessi avvenuti nel mese di dicembre. Si sottolinea che il numero di maschi deceduti è sempre superiore alla numerosità femminile. Un numero più che rilevante di decessi si verifica nelle persone più anziane, con età superiore a 75 anni: nel 2011 in questa fascia d'età sono decedute 8 persone per incidenti stradali.

 
Figura 1.57 - Morti per incidenti stradali residenti nel circondario di Imola. Periodo 2004-2011
Figura 1.57 - Morti per incidenti stradali residenti nel circondario di Imola. Periodo 2004-2011
 

Infortuni sul lavoro

Il tema degli infortuni sul lavoro è di forte impatto sociale e sanitario. L'Emilia Romagna ha un tasso superiore alla media nazionale (3,6 infortuni ogni 100 occupati vs 2,7).
Dal confronto tra i tassi standardizzati riferiti ad infortuni sul lavoro (numero infortuni/popolazione occupata per 100) presentato nella Tabella 1.58, si evidenzia come la provincia di Bologna mantenga nel periodo in esame (2007-2010) un tasso infortunistico tra i più bassi (solo la provincia di Reggio Emilia evidenzia un tasso inferiore).

 
Tabella 1.58 - Tasso standardizzato di infortuni indennizzati nelle Province della Emilia Romagna
Tabella 1.58 - Tasso standardizzato di infortuni indennizzati nelle Province della Emilia Romagna
 

La Tabella 1.59 evidenzia il numero di infortuni sul lavoro in rapporto alla popolazione in età lavorativa nel periodo 2000 - 2009. Se si analizza il dato del territorio imolese, si può notare come negli anni considerati il tasso sia costantemente in calo fino a raggiungere nel 2009 il valore più basso, praticamente sovrapponibile al tasso medio regionale.

 
Tabella 1.59 - Rapporto % tra infortuni e popolazione in età lavorativa nelle Province della Emilia Romagna e Imola. Periodo 2000-2009
Tabella 1.59 - Rapporto % tra infortuni e popolazione in età lavorativa nelle Province della Emilia Romagna e Imola. Periodo 2000-2009
 

Fonte: Rapporto regionale OREIL - luglio 2011
 
Per l'ambito della AUSL di Imola si forniscono alcuni indicatori, aggiornati al 2011, tratti da fonti interne. Analizzando il numero totale di infortuni, si evidenzia una sensibile diminuzione nel 2011 rispetto al 2010 (-12,7%). Se si valuta il trend degli ultimi 10 anni (media fisiologica intorno a -5,5%) appare chiaro come questa flessione - non a caso simile a quella riscontrata nel 2009 rispetto al 2008 (-16,8%) e coincidente con l'inizio della contrazione economica - sia molto probabilmente associata all'andamento del mercato del lavoro e quindi alla forte flessione delle ore lavorate. Le denunce di infortunio per settori (Fonte: Pronto Soccorso AUSL Imola) vedono un calo in tutti i comparti: industria-artigianato (-22,9%), agricoltura (-5,8%) e terziario (-5,3%). Nell'ultimo triennio di crisi, appare evidente come la curva del terziario abbia intercettato e superato quella relativa all'industria-artigianato in funzione di una maggiore numerosità infortunistica giunta nel 2011 a valori pari al 52% del complessivo. 
 
Figura 1.60 - Andamento infortunistico nell'ambito dell'AUSL di Imola. Distribuzione per settori e comparti. Periodo 2003-2011

 
 
 

Nel 2011 sono stati registrati due infortuni sul lavoro con esito mortale, occorsi nel settore "edilizia" da sempre considerata una tipologia di lavoro a grande rischio infortunistico. Qualsiasi infortunio ha sempre una componente legata alla mancata osservazione di norme di prevenzione, ma, almeno in uno dei due casi mortali nel 2011, la tragica fatalità ha inciso più del dovuto.

 
Tabella 1.61 - Infortuni sul lavoro mortali nell'ambito dell'AUSL di Imola. Periodo 2004-2011
Tabella 1.61 - Infortuni sul lavoro mortali nell'ambito dell'AUSL di Imola. Periodo 2004-2011
 

Di seguito si propone l'approfondimento relativo agli infortuni in lavoratori stranieri, registrati dal 2005 al 2011 nel territorio dell'AUSL di Imola. In Tabella 1.62 risulta evidente l'alta percentuale di infortuni nei lavoratori stranieri in particolare nel settore industria/artigianato e nel terziario.

 
Tabella 1.62 - Infortuni dei lavoratori stranieri nell'AUSL di Imola. Periodo 2005-2011
Tabella 1.62 - Infortuni dei lavoratori stranieri nell'AUSL di Imola. Periodo 2005-2011
 

Infortuni domestici

L'ambiente domestico rappresenta un ambito nel quale si concentrano importanti fattori di rischio
per la salute, sia dal punto di vista dell'incidentalità, sia da quello della salubrità, nonostante vi sia
nella popolazione una scarsa o assente percezione del rischio.
Sugli infortuni domestici non è facile avere stime concordanti, in quanto la stessa definizione di "caso" non è univoca nei diversi flussi informativi e le classificazioni difformi sono molto frequenti.
Le stime di incidenza per l'AUSL di Imola vengono eseguite sugli accessi al Pronto Soccorso.
Dai dati esposti in Figura 1.63 emerge nel 2011 un numero di infortuni annuali inferiore rispetto all'anno precedente (5.174 nel 2011 vs  5.502 nel 2010).
Il tasso grezzo per l'anno 2011 (numero di infortuni rapportato alla popolazione residente) risulta pari a 3,9%, valore leggermente superiore rispetto a quello stimato per la nostra regione dal sistema nazionale SINIACA che ha un punto di rilevazione presso il PS di Forlì (pari a circa 3,5%).

 
Figura 1.63 - Accesso al PS dell'AUSL di Imola, per infortuni domestici, distinti per esito.
Figura 1.63 - Accesso al PS dell'AUSL di Imola, per infortuni domestici, distinti per esito.
 

Analizzando il fenomeno degli infortuni domestici nel territorio aziendale per fasce di età e genere, si confermano alcune considerazioni interessanti già evidenti negli anni scorsi (Grafici 1.64).
Gli incidenti domestici registrano la maggior frequenza nella fasce 0-19 e 30-49 anni per i maschi, e nelle fasce 60-79 e over 80 anni per le femmine.

 
Grafico 1.64 - Infortuni domestici nell'AUSL di Imola, per fasce d'età e genere. Anno 2011
Grafico 1.64 - Infortuni domestici nell'AUSL di Imola, per fasce d'età e genere. Anno 2011
 

L'analisi delle occorrenze di infortuni rapportata alla numerosità della popolazione esprime il "rischio di infortunio per fascia di età". Si osserva un andamento del "rischio di infortuni domestici" decrescente negli anni centrali di vita, poi via via crescente, che raggiunge i valori massimi nella fascia >80 anni; il picco riguarda le donne over  80 anni ed è piuttosto rilevante, a maggior ragione se si considera la numerosità relativa della popolazione femminile in età avanzata. Analizzando le cause segnalate negli ultimi anni si evidenzia che l'evento più frequente è la caduta.


Ultimo aggiornamento pagina:
12 Aprile 2019
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