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Obiettivi istituzionali e strategie aziendali

Partecipazione degli Enti locali alla programmazione sanitaria

Nuovi strumenti di governance

Il "Piano Sociale e Sanitario regionale 2008-2010" ha ampiamente rinnovato i percorsi di  programmazione sanitaria, incidendo sia sul ruolo dei diversi attori della governance locale, che sui processi e gli strumenti di lettura del contesto e di indirizzo per la programmazione in ambito aziendale. Di seguito, si rappresenta graficamente il contesto delineato dal Piano, in ordine ai differenti strumenti di programmazione territoriale, agli attori e ai livelli di responsabilità e condivisione che caratterizzano il processo.

 
Figura 3.1 - La Programmazione integrata, secondo il Piano Sociale e Sanitario Regionale 2008/2010
Figura 3.1 - La Programmazione integrata, secondo il Piano Sociale e Sanitario Regionale 2008/2010
 

In questo contesto di programmazione i Profili di comunità e gli Atti di indirizzo e coordinamento triennale assumono un ruolo fondamentale e fortemente innovativo nel definire gli indirizzi per la programmazione strategica aziendale e la programmazione distrettuale. L'obiettivo complessivo che il disegno regionale si pone è quello di garantire coerenza tra i diversi livelli di programmazione e di fare assumere agli attori partecipanti una responsabilità condivisa sulle scelte strategiche. E' secondo tale nuovo assetto, dettato anche dalla L.R. 29/2004, che gli Enti Locali assumo un ruolo di particolare rilevanza nella governance del sistema.

 
Nuovo Circondario Imolese

Il Nuovo Circondario Imolese (NCI), espressione istituzionale e di rappresentanza delle comunità locali, è la sede naturale dell'analisi e dell'elaborazione delle scelte strategiche e delle priorità di intervento, decise con il coinvolgimento di tutti i soggetti preposti. La Giunta del NCI, riassumendo in sé le funzioni di Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria e di Comitato di Distretto per il nostro territorio, avvalendosi della collaborazione dell'Ufficio di Supporto e dell'Ufficio di Piano, opera per raccordare i diversi livelli (regionale, provinciale e locale) e i diversi strumenti di pianificazione (Piano per la Salute, Piano di Zona per la salute e il benessere sociale, Piano strategico aziendale e Piano attuativo locale).

 
Atto di Indirizzo e Coordinamento Triennale 2008-2010

La programmazione integrata sociale e sanitaria, come rappresentata in Figura 3.1, riguarda in primis l'Atto di Indirizzo e Coordinamento Triennale 2008-2010", che la Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria di Bologna e la Giunta del Nuovo Circondario Imolese hanno congiuntamente elaborato e approvato nel novembre 2008. La scelta attuata di agire nella programmazione istituzionale delle politiche di welfare in modo congiunto tra Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria di Bologna e Giunta del Nuovo Circondario Imolese, vuole essere l'assunzione di corresponsabilità di tutti gli Enti Locali della Provincia di Bologna nell'offrire garanzie e tutele di pari grado ai loro cittadini. Al contempo, si riafferma e si rafforza il valore della autonomia degli ambiti, sia in ragione delle differenze dei due macro-profili di comunità, sia per valorizzare la storia, le capacità elaborative e le abilità realizzative/evolutive delle aziende in servizio a quelle stesse comunità.
L'atto di indirizzo e coordinamento triennale costituisce il quadro di riferimento della programmazione territoriale per la salute e il benessere ed è lo strumento attraverso il quale le Conferenze territoriali sociali e sanitarie esercitano il proprio compito di coordinamento della programmazione a livello distrettuale. E' un atto di programmazione intermedia che assicura il raccordo tra i diversi livelli (regionale, provinciale, aziendale e distrettuale) e individua le aree di intervento strategico per target di popolazione e per tematiche trasversali su cui integrare gli interventi sanitari e sociali. In particolare, come indicato nel PSSR, definisce gli indirizzi per: la programmazione sociale, socio-sanitaria e sanitaria a livello distrettuale; l'individuazione di priorità strategiche da sviluppare nei Piani di zona per la salute e il benessere sociale; gli interventi per la non auto sufficienza e l'utilizzo del FRNA; il Piano attuativo locale.
 
Piano per la salute e il benessere sociale 2009/2011. In data 30 marzo 2009 è stato approvato dall'Assemblea del Nuovo Circondario Imolese il "Piano per la salute e il benessere sociale 2009-2011", che ha visto momenti di incontro/confronto tra tutti i soggetti coinvolti (Comuni, ASP, AUSL, OO.SS., terzo settore) riuniti al Tavolo del welfare che, a sua volta, ha costituito gruppi di lavoro tematici: (i) tavolo responsabilità familiari, capacità genitoriali, diritti dei bambini, giovani, e piena applicazione della L. 194/78; (ii) tavolo immigrazione, asilo, lotta alla tratta; (iii) tavolo prevenzione e contrasto delle dipendenze, di altre forme di disagio sociale, e salute mentale; (iv) tavolo anziani e disabilità; (v) tavolo prevenzione malattie evitabili, croniche, promozione di stili di vita sani e della sicurezza.
Annualmente sono stati predisposti specifici Programmi Attuativi: nel 2011 l'approvazione da parte della Assemblea del Nuovo Circondario Imolese, datata 31 agosto, ha previsto un impegno di risorse collegate alla progettualità per il sistema welfare circondariale, pari a circa 53 milioni di euro, di cui 17 milioni circa del bilancio AUSL (€ 12,350 milioni di FRNA e € 4,266 milioni di Fondo Sanitario). La quota più importante di risorse è assorbita dalle politiche in favore di persone anziane non autosufficienti (52%) seguite dalle politiche giovanili a sostegno delle nuove generazioni (infanzia e adolescenza) con il 18% delle risorse impiegate, dalle politiche a favore di persone con disabilità con l'11% delle risorse impiegate e dal supporto alle responsabilità familiari con il 9,8%. Se si prendono in considerazione le principali fonti di finanziamento locale, si osserva che le risorse dei comuni, sia quelle gestite in proprio che conferite al NCI, ammontano ad oltre il 40% del totale; il fondo regionale per la non autosufficienza rappresenta quasi il 25% delle risorse impiegate, mentre il fondo sanitario dell'AUSL (considerando i soli costi diretti per anziani e disabili) rappresenta poco più dell'8% e la contribuzione utenti ammonta a circa il 20% del totale.

Piano Strategico e attuativo locale aziendale 2010/2013. Approvato dalla Giunta del Nuovo Circondario Imolese in data 23 novembre 2011 è il documento programmatico che dovrà guidare l'AUSL di Imola nei prossimi tre anni. I contenuti del Piano sono il risultato di un processo articolato e condiviso delle componenti professionali dell'azienda, durante il quale l'integrazione ed il confronto sono stati metodo del lavoro svolto. E' infatti da sottolineare il percorso di condivisione attuato all'interno dell'azienda, con il coinvolgimento diretto delle componenti professionali del Collegio di Direzione e dei Comitati di Dipartimento che ha permesso di portare a sintesi i molti contributi raccolti. Il documento ha visto partecipi alla stesura i soggetti istituzionali che ai diversi livelli contribuiscono alla governance allargata (Nuovo Circondario Imolese, Ufficio di Piano e di Supporto, Consigli Comunali dei 10 Comuni dell'AUSL).
L'orientamento di fondo è stato quello di arrivare a costruire processi decisionali, programmatori e attuativi locali, fortemente partecipati dalle organizzazioni della società civile, dalle parti sociali, dal terzo settore e dai rappresentanti degli stessi cittadini che esprimono necessità di cura.
Il risultato è un piano che cerca di coniugare l'ambizione delle strategie con la fattibilità delle stesse e che rappresenta la strada che l'AUSL di Imola, insieme ai suoi professionisti e all'intera comunità, intende percorrere per completare il suo processo di ammodernamento e sviluppo.

 
La governance nei servizi ad integrazione socio-sanitaria

L'attenzione riservata nei confronti dei cittadini affetti da patologie alle quali si associano diversi bisogni assistenziali, oltre alle fasce più deboli di popolazione, ha richiesto l'attivazione di percorsi assistenziali, che garantissero una piena presa in carico del paziente e una forte integrazione tra i vari erogatori di prestazioni di natura sanitaria e sociale, attraverso un lavoro coordinato sia nei tempi che nelle modalità di erogazione in maniera tale da non far percepire agli assistiti delle discontinuità assistenziali. Ciò ha comportato in questi ultimi anni un rafforzamento delle relazione tra AUSL ed Enti Locali, oltre che in termini di programmazione, anche di gestione ed erogazione dei servizi stessi. AUSL e Comuni, quest'ultimi attraverso l'ASP, condividono molte attività assistenziali a livello domiciliare, residenziale e semi-residenziale per anziani non autosufficienti e disabili. Va segnalato in tale ambito, anche, il contributo da parte di vari soggetti sociali del privato non-profit: volontariato, cooperative sociali, ecc. oltre che espressione delle parti sociali.

 
Tabella 3.2 - Governance nei servizi ad alta integrazione socio-saniatria
Tabella 3.2 - Governance nei servizi ad alta integrazione socio-saniatria
 

L'integrazione sociale e sanitaria

 L'incremento della prevalenza di cronicità - uno dei problemi sanitari e sociali più rilevanti negli ultimi anni - determinato dai mutamenti demografici ed epidemiologici, unitamente ai cambiamenti di struttura del tessuto sociale, come il prevalere di famiglie di dimensioni contenute, l'incremento dei fenomeni di disagio infantile e giovanile e di precarizzazione di giovani adulti, l'aumento della tendenza all'abuso di sostanze e di alcool, l'aumento degli anziani soli e delle persone con disabilità, che sopravvivono alla vita dei loro genitori, pongono al sistema la necessità di far fronte alla modifica della domanda assistenziale attraverso una risposta ai bisogni complessi caratterizzata da una forte integrazione.
Da sola la programmazione sanitaria si rivela, infatti, insufficiente ad affrontare così importanti problematiche, poiché tali situazioni sono spesso sostenute e amplificate anche da condizioni quali la povertà e l'esclusione sociale. E' quindi fondamentale coniugare le competenze sanitarie con quelle sociali, politiche e urbanistiche, riconoscere e valorizzare i bisogni locali e attivare e valorizzare la collaborazione delle istituzioni e dei cittadini.

Il Distretto vuole proporsi come soggetto catalizzatore di queste strategie e rappresenta l'ambito ottimale per lo sviluppo dell'integrazione fra servizi sanitari e sociali, fattore fondamentale di qualificazione della offerta di servizi e prestazioni per rispondere adeguatamente ai mutati bisogni della popolazione. L'integrazione riduce il disagio dei cittadini nel rapporto con i servizi sanitari e sociali, perché tende a strutturare risposte unitarie pur a fronte di bisogni di cura e assistenza diversificati; genera maggiore efficacia di cura e di sostegno e favorisce l'appropriatezza, l'efficienza d'uso delle risorse professionali e la collaborazione fra organizzazioni e professionisti di cultura e prassi diverse. L'integrazione mira a offrire servizi più accessibili, meglio coordinati, più personalizzati, che assicurano una presa in carico nel tempo, specie per le persone con bisogni altamente complessi, oltre a sostenere la rete di chi aiuta e offre le cure.  

Nuclei delle cure primarie (NCP). Gli elementi epidemiologici di scenario, ed in particolare l'incremento della prevalenza di patologie cronico-degenerative, necessitano di un approccio bio-psico-sociale integrato, alternativo a quello bio-medico fino ad oggi prevalente e di una presa in carico sistematica e costante. In particolare, risulta improcrastinabile collocare gli interventi sanitari in una logica di rete rispetto a quelli sociali per potenziarli e renderli reciprocamente sinergici. I Nuclei delle Cure Primarie (NCP) nascono con lo scopo prioritario di porsi a fondamento del nuovo approccio assistenziale sopra richiamato. In questo contesto le esperienze di lavoro in forma associativa dei medici di medicina generale (MMG) ed in particolare l'associazionismo a più elevato livello di integrazione, rappresentato dalla medicina di gruppo, devono essere ulteriormente valorizzate e promosse, soprattutto per il contributo che sono state in grado di offrire ai cittadini in termini di concreta accessibilità e continuità assistenziale.
Un ruolo essenziale da questo punto di vista è rappresentato dalla disponibilità di una sede fisica unitaria riconoscibile dagli assistiti, la quale ha di fatto rappresentato il fattore di successo per le medicine di gruppo. Dunque la realizzazione delle sedi dei Nuclei di Cure Primarie rappresenta la più naturale conseguenza evolutiva del percorso di maturazione dell'associazionismo a garanzia di uniformità ed equità d'accesso all'assistenza per tutti i cittadini e di una dimensione di scala adeguata per un sostenibile decentramento delle risorse. Nel 2011 il territorio dell'AUSL di Imola era suddiviso in 7 NCP, ma nel corso dell'anno sono state poste le basi organizzative che, nell'aprile 2012, hanno portato all'unificazione su 2 Nuclei dei MMG di Imola, per un totale di 5 NCP presenti attualmente sul territorio aziendale. Sono invece 5 le sedi fisiche di NCP, che erogano prestazioni mediche ed infermieristiche integrate. Ormai da tempo, i cittadini di Castel S. Pietro T., Dozza, Medicina e Castel Guelfo-Sesto Imolese possono accedere ad un medico per l'assistenza di base dalle 8 del mattino alle 20 di sera, tutti i giorni. I medici di famiglia operano nei loro studi, per lo più in associazione, e dalle 12 alle 17, quando gli studi in genere non sono aperti, turnano sull'ambulatorio di Nucleo. Nelle giornate prefestive e festive l'assistenza è garantita dal medico di continuità assistenziale che riceve i cittadini sempre negli ambulatori di Nucleo. Per i residenti nei Comuni della Vallata del Santerno, il Nucleo Cure Primarie ha sede al distretto di Borgo Tossignano, dove i cittadini trovano un medico disponibile 10 ore al giorno, dal lunedì al venerdì. Il sabato pomeriggio e per tutta la domenica è presente il medico di continuità assistenziale. Ad Imola, la copertura diurna da parte della medicina generale va dalle 7 alle 12 ore a seconda del Nucleo di riferimento del cittadino. Oltre la metà dei medici di Imola ha aderito ad un progetto che garantisce ai loro assistiti la disponibilità di accesso ad un ambulatorio medico 12 ore al giorno dal lunedì al venerdì, mentre nei prefestivi e nei festivi diurni, il medico di continuità assistenziale riceve direttamente presso la sede di Internucleo realizzata in zona centro città.
I medici di continuità assistenziale sono pienamente integrati in questo modello: garantiscono la risposta telefonica e l'eventuale visita a domicilio notturna, prefestiva e festiva e ricevono direttamente i cittadini negli ambulatori di Nucleo quando non sono presenti i medici di famiglia, generalmente nei pomeriggi prefestivi e nell'intera giornata dei festivi. Massima anche l'integrazione con gli infermieri di Nucleo, equipe territoriali che operano negli ambulatori di Nucleo ed erogano l'assistenza infermieristica domiciliare per l'area territoriale di riferimento.
Infine occorre sottolineare, quale ulteriore tema sul quale i NCP saranno chiamati a misurarsi con le metodologie del confronto fra pari, le politiche di buon uso del farmaco, in termini di appropriatezza, sicurezza e valutazione di efficacia.
Dati questi obiettivi strategici, lo sviluppo delle Cure Primarie, a partire dai livelli già consolidati e di eccellenza nel panorama regionale, avverrà in linea con le disposizioni attuative della DGR 291/2010 per la realizzazione delle Case della Salute, definite come strutture polivalenti in grado di erogare l'insieme delle cure primarie, la continuità assistenziale e la prevenzione.
La realizzazione prevede nel medio periodo, importanti investimenti strutturali presso l'ospedale castellano che orienteranno la ridefinizione dell'assetto logistico e funzionale dello stabilimento verso l'integrazione con le attività territoriali afferenti il Dipartimento delle Cure Primarie. Anche il Polo di Medicina, sta andando incontro a diversi cambiamenti che ne determineranno la trasformazione in Casa della Salute. Sarà garantita l'inclusione e la omogeneizzazione di tutte le attività sociosanitarie attraverso il lavoro di gruppo e l'integrazione dei professionisti per la presa in carico del paziente. In tale prospettiva di sviluppo risulta coerente attendersi un miglioramento dell'appropriatezza del ricorso ai servizi di emergenza-urgenza (Pronto Soccorso, Emergenza Territoriale) ed un accesso più mirato e guidato all'assistenza specialistica ambulatoriale.

 
Percorsi integrati ospedale territorio

 L'organizzazione sanitaria deve pertanto vedere sempre più coinvolto l'intero sistema di cure, ospedaliere e territoriali, fortemente integrate, qualificando la risposta secondo un modello assistenziale per intensità di cura: fase acuta, post-acuta e cronica, di cui si darà conto diffusamente in Sezione 7.
In sintesi, il modello che ha inteso perseguire l'AUSL di Imola deve portare ad una organizzazione dell'offerta sanitaria che preveda:

 
  • l'ospedale, sede di concentrazione dell'assistenza intensiva e supportata da tecnologie avanzate, riservata  al paziente in fase acuta;
  • strutture di degenza quali presidi per la risposta alla fase post acuta;
  •  servizi residenziali, domiciliari e ambulatoriali e del territorio deputati alla risposta più appropriata ai bisogni sanitari e sociosanitari dell'ultima fase della post-acuzie, ma soprattutto dei pazienti cronici;
  • con uno spostamento dell'asse assistenziale verso la territorialità, con l'assegnazione del governo della rete dei servizi territoriali alla Direzione del Distretto e alle Cure primarie.

Ultimo aggiornamento pagina:
12 Aprile 2019
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