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Governo della ricerca e innovazione

Le azioni aziendali per l'esercizio della governante della ricerca

Sono cinque le specifiche azioni necessarie per gestire in modo sostanziale una funzione di governance della ricerca all'interno dell'azienda:

 
  • la predisposizione degli strumenti aziendali per la governance della ricerca e della innovazione;
  • la messa a punto di una anagrafe aziendale dei progetti di ricerca clinica e sanitaria e di un archivio della documentazione scientifica prodotta;
  • la costituzione di un Board Aziendale per la Ricerca e l'Innovazione;
  • la valorizzazione dei professionisti e l'impegno a sostenere le attività di ricerca;
  • le relazioni con i finanziatori esterni.
 

Nella definizione e nello sviluppo di queste ulteriori iniziative finalizzate a consolidare il sostegno alle attività di ricerca, va riconosciuta la necessità di una privilegiata interlocuzione con il Sistema delle Università della Regione, per quel che riguarda le attività di ricerca clinica e sanitaria condotte nell'ambito dei Dipartimenti ad Attività Integrata.

 

Attività di ricerca nell'AUSL di Imola

Nel 2011, l'AUSL di Imola ha approvato ed avviato - da sola o in partnership con Regione e Università - i progetti di ricerca e di innovazione clinico - organizzativa, riepilogati in Tabella 6.1, dove vengono indicati i costi, i finanziamenti dedicati e il numero di professionisti coinvolti.

 
Sintesi attività di ricerca AUSL di Imola. Anno 2011
Sintesi attività di ricerca AUSL di Imola. Anno 2011
 
Sperimentazioni cliniche

Le tre sperimentazioni cliniche avviate nel corso del 2011 sono studi osservazionali condotti rispettivamente dalla Pediatria e dalla Ginecologia ed Ostetricia, afferenti al Dipartimento Materno Infantile, e dalla Neurologia, afferente al Dipartimento Medico.
Lo studio condotto dalla Ostetricia e Ginecologia, promosso dall'Osservatorio Medicine non Convenzionali della Regione Emilia-Romagna insieme al CeVEAS e coordinato dalla Ginecologia e Ostetricia dell'AUSL di Bologna, riguarda l'utilizzo dell'agopuntura e della moxibustione per la versione cefalica in gravide selezionate con presentazione podalica del feto.
Lo studio condotto dalla Pediatria, promosso dal Policlinico S. Orsola-Malpighi, riguarda l'utilizzo di prednisone (un farmaco della classe dei cortisonici) nel primo episodio di sindrome nefrosica idiopatica in età pediatrica, ai fini di determinare schemi terapeutici ottimali che riducano le recidive e comportino i minori effetti collaterali.
Il terzo studio, condotto dalla Neurologia e promosso dal Dipartimento di Scienze Neurologiche dell'Università di Bologna, riguarda gli approcci diagnostici e terapeutici alla sclerosi multipla.
Le sperimentazioni sono state approvate dal Comitato Etico del Policlinico S. Orsola - Malpighi con cui l'AUSL di Imola ha stipulato una apposita convenzione.

 
Fondo per la Modernizzazione 2010 - 2012

Ad ottobre 2011 sono stati presentati e successivamente approvati dalla Regione Emilia-Romagna tre progetti afferenti al "Fondo per la Modernizzazione 2010-2012", nell'ambito dell'Area A - Progetti di sostegno alle iniziative di cambiamento direttamente conseguenti alle linee di indirizzo regionali, dei quali l'AUSL di Imola rappresenta l'Ente capofila.
Il progetto "Sviluppo di un modello clinico-assistenziale per intensità / complessità delle cure in area critica (area intensiva, semintensiva, terapia intensiva cardiologica)" e per il quale la Regione Emilia-Romagna ha concesso un finanziamento, risponde alla strategia regionale di promozione e sviluppo dell'assistenza ospedaliera per intensità di cura, di cui si dirà in Sezione 7, par. 7.2.1.
Il progetto "Implementazione funzione di accoglienza, ascolto e consulenza a gestione infermieristica per cittadini assistiti nei NCP - Case della Salute" coinvolge le aziende dell'Area Vasta Centro e si propone di avviare e sviluppare la progettazione degli aspetti organizzativi e la formazione degli operatori per fornire un servizio di accoglienza, ascolto e consulenza sanitaria a gestione infermieristica, anche di tipo telefonico, in grado di garantire ai cittadini semplici informazioni e consigli, utili ad aiutarli nella gestione dei problemi sanitari più comuni che segnalano, al fine di estendere routinariamente tale tipo di offerta all'interno della rete delle cure primarie e migliorare l'azione di filtro sul bisogno di salute e l'accessibilità del cittadino al proprio MMG e ai servizi sanitari erogati dal Nucleo/Casa della Salute.
Il progetto "Definizione di un percorso di continuità assistenziale per i minori in carico alla Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza che accedono ad altri servizi sanitari al conseguimento della maggiore età" coinvolge i Dipartimenti di salute mentale dell'Area Vasta Centro e si propone di costruire un percorso assistenziale rivolto alla popolazione in carico alla Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'Adolescenza (NPIA) nella fascia di età 14 - 18 anni con bisogni di salute che richiedono interventi di carattere socio-sanitario o sanitario che diano continuità nel passaggio di presa in cura legato all'età verso i servizi sanitari e socio - sanitari rivolti agli adulti, promuovendo l'integrazione socio-sanitaria tra i servizi di riferimento.

 

Principali progetti di ricerca aziendali e con altre Aziende

Il ruolo di Imola per la Banca regionale delle cornee

Grazie allo storico impegno dell'equipe oculistica in tema di prelievo di cornee e trapianto, l'AUSL di Imola è stata individuata come filiale della Banca regionale delle cornee con la quale intrattiene rapporti di reciproca collaborazione. L'attività di procurement svolta dall'equipe oculistica di Imola nel 2011 la pone al secondo posto in regione per numero di donatori individuati (68) e cornee prelevate (132) con un indice di idoneità al trapianto che è il più alto in regione.
Nell'arco del 2011 sono stati consegnati ai familiari dei pazienti deceduti 263 moduli per esprimere la volontà alla donazione, su un totale di 483 decessi in età compatibile con la donazione (il 54% dei casi di attivazione della procedura aziendale informativa sulla donazione). Di queste 263 famiglie, 139 hanno espresso un dissenso alla donazione (53%) e 124 hanno espresso la volontà di donare (47%). Questi valori indicano che presso l'AUSL di Imola è attuato un buon modello di procurement di cornee e che la tendenza positiva alla donazione delle cornee viene accolta dalle famiglie favorevolmente in quasi il 50% dei casi.
Nell'ambito dei 124 consensi alla donazione, 56 donatori sono stati valutati non idonei: il 55% di idoneità rispetto ai consensi registrati, indica che tutto il personale ospedaliero coinvolto nel processo donativo è competente e formato sull'argomento. Del resto, la formazione e la sensibilizzazione del personale sanitario sono state raggiunte anche attraverso una serie di corsi di formazione, come quello, denominato "Occhio alla Banca!", tenutosi nel 2011 in duplice edizione. Delle 126 cornee bancate, 76 sono state distribuite per trapianto, con una percentuale di efficienza (tessuti utilizzati/tessuti prelevati) del 60%. Dei 76 tessuti distribuiti, 21 sono stati utilizzati per cheratoplastiche perforanti, 14 per cheratoplastiche lamellari posteriori DSAEK, 41 per cheratoplastiche lamellari anteriori; 68 sono stati trapiantati a Imola e a Castel S. Pietro Terme, 8 in altre sedi: 4 presso una struttura privata convenzionata e 4 sono stati allocati in regione dalla Banca delle Cornee di Bologna.
Sempre nel 2011 sono state prelevate e processate 9 membrane amniotiche, il loro utilizzo è confluito in parte nella sperimentazione relativa alla produzione del collirio derivato dalla stessa, ed in parte nella chirurgia di impianto dei patch. Sono stati eseguiti 21 interventi: 5 impianti di patch e 16 somministrazioni in forma di collirio/iniezione sotto congiuntivale (8 casi ognuna).
A fine anno, inoltre, è stato avviato il progetto di ristrutturazione dei locali della Banca, che prevede, entro la primavera 2012, un adeguamento degli ambienti alle normative nazionali e, conseguentemente, una grande possibilità di crescita in termini di progetti e attività realizzabili.

 
Progetto - Sperimentare all'interno dei NCP degli strumenti del disease management e del governo clinico per la presa in carico territoriale delle patologie croniche

 L'AUSL di Imola ha avviato un progetto di modernizzazione ed innovazione organizzativa con l'obiettivo di realizzare forme di presa in carico integrata con MMG, Infermieri di comunità e Specialisti Cardiologi, che garantiscano la continuità tra ospedale e territorio nella gestione dei pazienti cronici. Gli obiettivi primari sono: realizzare una nuova organizzazione dell'assistenza ambulatoriale che sia proattiva nei confronti dei pazienti e in grado di rispondere in modo adeguato e tempestivo ai diversi problemi clinici; garantire per i pazienti con patologie croniche (scompenso cardiaco) la tempestività nell'accesso ai servizi specialistici, la presa in carico e la continuità dell'assistenza, attraverso un processo di cambiamento organizzativo e culturale all'interno della specialistica ambulatoriale e dell'assistenza primaria.
Gli obiettivi secondari sono: migliorare il livello di fiducia da parte di assistiti e professionisti nel setting assistenziale della specialistica ambulatoriale, determinare un impatto positivo sulle liste di attesa e migliorare l'adesione da parte degli assistiti ai programmi diagnostici e terapeutici con l'applicazione di un percorso di care e disease management.
In sintesi l'intervento è consistito nella progettazione e implementazione del nuovo modello organizzativo con particolare attenzione al ruolo dell'infermiere nell'ambulatorio di NCP della rete dei servizi e nella introduzione della figura del care manager nel sistema di cure primarie per la gestione integrata di patologie croniche. L'infermiere care manager agisce nel nucleo di cure primarie con un ruolo prevalente di natura clinico assistenziale con funzioni di monitoraggio delle condizioni cliniche del paziente attraverso contatti telefonici, interventi ambulatoriali e domiciliari, eseguendo interventi di educazione sanitaria e terapeutica per migliorare la capacità di gestione della malattia da parte del paziente e dei care giver; opera in stretta integrazione con i MMG e lo specialista cardiologo. Per rendere partecipi i diversi professionisti coinvolti e per condividere gli obiettivi del progetto si è optato per una formazione integrata utilizzando il metodo PBL (Problem Based Learning). I Medici di famiglia e specialisti hanno compreso il ruolo che il care manager può svolgere nel monitoraggio attivo del paziente con patologia cronica e hanno potuto verificarne gli effetti positivi sul proprio lavoro e i vantaggi per il paziente. L'infermiere ha assunto e agito nuove responsabilità e competenze. Il Care Management nella gestione dello scompenso cardiaco cronico è stato avviato presso i Nuclei di Cure Primarie (NCP) dell'AUSL di Imola, parallelamente ad un'altra esperienza in Area vasta (Casa della Salute di Portomaggiore dell'AUSL di Ferrara) anche se sviluppato con modalità operative diverse, dovute a specificità locali, ha portato a risultati  simili e confrontabili. La presa in carico nel sistema delle cure primarie dei pazienti con scompenso cardiaco cronico è stata supportata da un intervento di formazione e da frequenti incontri di confronto per la condivisione delle problematiche emerse e individuazione di soluzioni correttive.
La valutazione di pazienti stadiati dal medico curante è fatta dall'infermiere in un ambulatorio dedicato, provocando qualche incertezza nel paziente, pertanto, è risultato indispensabile un forte impegno del medico di famiglia o dello specialista per chiarire al paziente il ruolo dell'infermiere care manager nel percorso di cura ed è risultato indispensabile nella prima valutazione del paziente la presenza contemporanea dell'infermiere e MMG o specialista. Per documentare le condizioni cliniche, assistenziali e sociali dei pazienti affetti da scompenso cardiaco cronico arruolati nel progetto, per evidenziare le modificazioni avvenute e poter condividere queste informazioni con il paziente e tutti i professionisti coinvolti è stata predisposta una cartella infermieristica basata su elementi di valutazione ispirati al modello di nursing elaborato da M. Gordon[1]. Ad ogni accertamento, ambulatoriale o telefonico, viene compilata una scheda infermieristica con le rilevazioni e le osservazioni svolte dal personale dedicato che viene trasmessa al medico curante. In questo modo è possibile comunicare le eventuali variazioni cliniche e problematiche socio-assistenziali del paziente in modo da informare tempestivamente il medico. Per situazioni che rivestono carattere di urgenza o che riguardano situazioni particolari, il curante viene inoltre contattato telefonicamente. Gli accertamenti periodici richiesti dallo specialista o dal medico curante sono programmati dall'infermiere care manager su agende dedicate. Nei primi nove mesi sono stati reclutati il 50% dei pazienti previsti (circa 90 a Imola) e a tutt'oggi continua l'invio di nuovi pazienti all'ambulatorio per lo scompenso da parte dei MMG.
I risultati preliminari, anche se da prendere con cautela, indicano una riduzione dei ricoveri e degli accessi in Pronto Soccorso dopo il reclutamento dei pazienti e un miglioramento degli indicatori contenuti nel profilo di NCP: questo dato suggerisce che l'introduzione di buone pratiche migliora le scelte assistenziali di tutti i medici del nucleo. I follow up periodici effettuati dall'infermiere evidenziano inoltre una maggiore aderenza alle indicazioni clinico assistenziali quali il controllo del peso, la misurazione della pressione e l'adesione alle terapie.

[1]  Gordon M., "Manuale delle diagnosi infermieristiche", seconda edizione, Edises, Napoli, 2008.

 
La Genetica Medica

La Genetica Medica rappresenta un'area di sviluppo aziendale sia riguardo alla cooperazione nell'ambito delle reti integrate di servizi a valenza sovra-aziendale, che a livello scientifico nazionale. In riferimento a quest'ultimo aspetto, si segnala la partecipazione della unità operativa di Genetica medica al Network Italiano di Genomica in sanità pubblica (GENISAP), facente parte della rete Europea PHGEN. Obiettivo del Network, in sintonia con il progetto Europeo, è il trasferimento in maniera responsabile, efficace ed efficiente in sanità pubblica delle conoscenze e tecnologie utili all'analisi genomica per il miglioramento della salute della popolazione. Sul piano operativo l'integrazione della genomica in sanità pubblica si prefigge lo scopo di: definire programmi pubblici di prevenzione mirati ed economicamente vantaggiosi; aumentare l'impatto delle campagne e dei messaggi di riduzione del rischio; favorire la comunicazione e gli scambi tra i diversi ambiti del sistema sanitario nazionale e regionale; mantenere l'importanza strategica della sanità pubblica in un'epoca segnata da forti cambiamenti nella terapia medica che si sta sempre più orientando verso un'assistenza sanitaria personalizzata. Il prodotto del lavoro svolto nel 2011 sarà prossimamente oggetto di pubblicazione scientifica.
Nel 2011 la Genetica Medica ha anche svolto le attività di pertinenza nell'ambito del Progetto strategico ministeriale 2007 (Area n° 4 - Salute della Donna Area materno infantile) "Controlli di qualità e criteri di valutazione delle attività di genetica correlate alla diagnosi prenatale" come parte della Regione Emilia-Romagna, producendo specifica documentazione scientifica presentata al Congresso nazionale di Genetica umana. Infine, è da sottolineare l'azione di miglioramento consistente nella messa a punto e collaudo del Database EOS - modulo di Citogenetica. L'impegno ha, infatti, avuto una valenza superiore a quella del semplice utilizzatore in quanto  l'AUSL di Imola è stata identificata come Servizio pilota in Italia per la programmazione del software EOS, unitamente ai Servizi di Genetica del San Camillo Forlanini di Roma, della azienda ospedaliera Careggi di  Firenze e dell'Istituto Ortopedico Rizzoli.

 
La CH-EUS

Tra le innovazioni tecnologiche avviate va segnalata l'ecoendoscopia con mezzo di contrasto (CH-EUS). Di questa metodica, l'AUSL di Imola è da considerarsi pioniera in Europa avendo iniziato ad eseguirla nel 2007 con uno strumento prototipo di cui vi erano solo 3 esemplari al mondo. Da allora è stata svolta una intensa attività di ricerca sulla metodica, testimoniata da numerose pubblicazioni. La CH-EUS si è rivelata utile per una più accurata diagnosi differenziale dei tumori pancreatici e dei tumori sottomucosi e grazie ad essa, in alcuni casi, non è più necessario eseguire l'agoaspirazione. Di seguito vengono elencate le procedure nel triennio: Diagnostiche: 1400; Operative (agoaspirazione eco endoscopica): 400. Principali indicazioni: Litiasi del coledoco (40%); Neoplasia del pancreas + agoaspirazione (30%); Stadiazione di neoplasia della parete gastroenterica (cancro esofageo, cancro gastrico, linfoma gastrico, cancro rettale) (20%); Diagnosi differenziale di tumori sottomucosi (10%).


Ultimo aggiornamento pagina:
12 Aprile 2019
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