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3 dicembre 2012 - 14 nuovi laureati in tecniche della prevenzione negli ambienti di vita e di lavoro

14 i neolaureati in tecniche della prevenzione nell'ambiente di vita e nei luoghi di lavoro nella sessione tenutasi giovedì 29 novembre presso la magnifica sede di Palazzo Vespignani.
 
A 9 anni dalla sua nascita (il corso fu inaugurato ad Imola l'8 ottobre 2003), l'unico corso di laurea in tecniche della prevenzione della Scuola di Medicina e Chirurgia dell'Università di Bologna, ha visto giovedì scorso il maggior numero di laureati della sua storia.
Presieduto dalla professoressa Mariapia Fantini, docente dell'Ateneo bolognese e coordinato per le attività di tirocinio dal il dottor Claudio Gaddoni, tecnico della prevenzione dell'Ausl di Imola, questo corso vede in Imola la sede di tutte le docenze (a Palazzo Vespignani e presso il Polo formativo dell'Ausl di Imola) e di gran parte dei tirocini pratici, svolti presso le numerose aziende del nostro territorio. Molti dei docenti che quotidianamente seguono i giovani nel loro percorso formativo sono professionisti dell'Azienda sanitaria di Imola ed in particolare del Dipartimento di Sanità Pubblica.  

 "Siamo davvero fieri di aver contribuito, con l'Alma Mater di Bologna ed il fondamentale sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola,  alla nascita e allo sviluppo di questo corso,  molto apprezzato da docenti e studenti - spiega Guido Laffi, ex direttore del dipartimento di sanità pubblica dell'Ausl di Imola e a tutt'oggi docente del corso oltre che relatore di tre delle 14 tesi discusse giovedì - Gli studenti che si sono laureati in questa sessione hanno svolto percorsi formativi di grande qualità e le tesi che hanno presentato sono state particolarmente interessanti, come dimostrano gli altissimi punteggi ottenuti - due 110 e lode (Alexia Bandini e Gloria Gasperini), due 110 e oltre 100 per gli altri.
Le tesi hanno infatti affrontato essenziali argomenti di prevenzione e promozione della salute: dai rischi per la salute connessi all'uso del telefonino, ad un'esperienza di rimozione dell'eternit dal tetto di uno stabilimento industriale e contestuale posizionamento di pannelli fotovoltaici; da metodi e casistiche che testimoniano l'efficacia della partecipazione dei cittadini a migliorare i determinanti della salute, alla sicurezza alimentare con particolare riferimento al consumo di pesce crudo e all' impatto sulla salute dell' inquinamento atmosferico".


 

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12 Aprile 2019
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