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4 dicembre 2012 - Da Imola all'Uganda: una storia di solidarietà

Un anestesista di Imola in missione per aiutare i bambini ugandesi
 
Capita spesso che operatori sanitari del nostro Ospedale decidano di dedicare tempo e professionalità ad interventi umanitari. Quella che raccontiamo oggi è l'esperienza del dr. Raffaele Aspide, classe '73, laureato in medicina e specializzato in anestesia, che dal 2009 lavora presso l'unità di anestesia-rianimazione dell'AUSL di Imola.

Nel novembre scorso il dr. Aspide ha trascorso due settimane in Uganda come volontario dell'Associazione Surgery for Children di Vicenza, che organizza missioni di volontariato di chirurgia pediatrica e in partnership con GuluNap l'università di Gulu fondata con la collaborazione dell'Università Federico II di Napoli.

In Uganda la popolazione è costituita da oltre 30 milioni di persone, il 50% circa ha meno di 15 anni e i bambini malformati sono spesso emarginati insieme alle loro madri per paura di malefici o discriminati a scuola e dentro la tribù.
 
"L'obiettivo delle nostre missioni è riuscire a dare assistenza a questi bambini, in particolare curando chirurgicamente le malformazioni congenite, una chirurgia elettiva e complessa per un paese che nella sua capitale, Kampala, conta 1 solo chirurgo pediatra.
Anche grazie alla disponibilità del miei colleghi imolesi, ho potuto dare un piccolo contributo come anestesista. Un'esperienza bellissima che, senza falsa retorica, riesce a dare più di quanto prende. Nonostante i duri turni di sala operatoria, incessanti, anche di domenica, siamo riusciti ad interfacciarci col personale sanitario locale, scambiandoci pareri, consigli e condividendo esperienze. Molto del mio tempo l'ho dedicato alla riparazione dei sistemi di monitoraggio per aumentare la sicurezza anestesiologica in sala operatoria. Il giorno della mia partenza l'equipe locale m'ha mostrato il primo intervento chirurgico con un monitoraggio completo dei parametri vitali del paziente: un successo! A Lacor, pur essendoci standard superiori alla media, c'è bisogno di tutto. Vanno evitati progetti calati dall'alto e sostenuti quelli che sviluppano indipendenza ed auto sostentamento: l'ospedale di Lacor è diretto e gestito da solo personale locale e la Fondazione Corti italo-canadese che ne è il principale sponsor evita attentamente di influenzarne le scelte. Come Associazione, il nostro prossimo obiettivo è formare personale specialistico: abbiamo già incontrato la futura seconda giovane chirurgo pediatra ugandese, Phyllis Kisa, 30 anni, che speriamo di poter presentare al più presto anche alla cittadinanza imolese.
Spesso quando parliamo di solidarietà pensiamo a qualcosa di complesso, lontano e a volte poco chiaro: in realtà l'Africa è piena di donne e uomini dal nord del mondo, molti pensionati, che vanno a dare il loro contributo semplicemente mettendo a disposizione il loro know how. Quelli che non posso farlo direttamente, credo che abbiano però il dovere sociale di conoscere e scegliere un progetto tra i tanti da sostenere: il futuro di quel mondo, s'intreccia sempre più con quello del nostro".

 

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12 Aprile 2019
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