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Un progetto di comunità: concluso con una piccola festa all'Hospice il progetto D'Amato arte e solidarietà per l'Hospice

Giovedì 19 settembre 2013 alle ore 18.00 presso l'Hospice di Castel S. Pietro Terme, si è tenuta la cerimonia di consegna del visualizzatore di vene acquistato con i proventi della mostra dell'artista Aldo D'Amato, una tecnologia innovativa (il costo è stato di circa 6.500 euro, utile per facilitare il reperimento immediato delle vene nei pazienti di questo reparto che devono sottoporsi frequentemente a flebo e quindi a ridurre disagi e dolore.

A questa piccola inaugurazione "in famiglia" hanno partecipato i molti donatori che in questi mesi hanno contribuito all'iniziativa, acquisendo un quadro tra i tanti che Alessandra D'Amato, figlia dell'artista scomparso, imolese di adozione, ha messo a disposizione.

Tutto è partito proprio da Alessandra, che ci racconta "Questo progetto nasce come risposta personale ad un periodo molto difficile della mia vita. In poco tempo ho infatti assistito alla "partenza",  come preferisco chiamare quella che altri definirebbero morte, di persone che amavo moltissimo e che fino a quel momento avevano accompagnato tutta la mia vita. Ho ritenuto di dover fare qualcosa per altre persone, qualcosa di concreto che fosse anche un ringraziamento per tutti gli operatori sanitari che si sono presi cura di mia mamma, del mio amico Franco e di altri, e che lo hanno fatto con una tale professionalità e umanità che non ha commosso solo me, ma ha soprattutto aiutato loro ad accettare con serenità la loro malattia. Per questo, ho creduto giusto donare i quadri di mio padre, certa che lui avrebbe approvato questo circolo virtuoso tra arte e solidarietà". 

Di qui è partito un percorso che ha coinvolto associazioni di volontariato, Istituzioni e persone: dall'Associazione Insieme Per il Dolore Onlus che ha curato la parte amministrativa, ai Comuni di Imola e Castel San Pietro Terme che hanno sostenuto attivamente l'iniziativa, all'URP dell'Ausl di Imola, ai Lions Valle del Santerno che l'hanno patrocinato e agli operatori dell'Hospice e al loro direttore Antonio Maestri, che non si sono limitati a ricevere, ma hanno collaborato in ogni fase dall'organizzazione dell'asta tenutasi ad Imola a dicembre 2012 fino all'organizzazione della mostra allestita all'Ospedale di Castel San Pietro da febbraio a giugno scorso. 

Soprattutto però vanno ringraziati tutti i donatori - e quelli che hanno contribuito sono stati tantissimi: chi ha acquisito i quadri in cambio di una donazione in denaro, tra cui molti che hanno poi donato lo stesso quadro all'Hospice in memoria del loro caro e tutti coloro che hanno regalato anima e tempo a questo importante progetto di comunità. 

Tanti i partecipanti alla piccola manifestazione di ieri, che ha visto partecipare gli Assessori  alla Sanità di Imola e Castel San Pietro Terme, Roberto Visani e Cristina Baldazzi, l'ex Assessore alla Cultura Valter Galavotti che ha promosso per primo l'iniziativa, il direttore dell'Hospice Antonio Maestri e l'equipe, i volontari, le famiglie tanti altri cittadini che hanno voluto passare qualche ora serena presso l'Hospice di Castel San Pietro, un servizio troppo spesso misconosciuto alla cittadini, ma che rappresenta per chi ne entrato in contatto un luogo certamente speciale.

L'Hospice con la sua famiglia di operatori è la casa, il miglior sostituto o intermezzo alla casa, un luogo in cui tutte le famiglie si sentono capite, aiutate e dove possono liberamente discutere e scegliere il percorso per il proprio congiunto. 

"A casa non ci si riesce.... Non volevo riportarlo, ma gli si sono illuminati gli occhi quando ha rivisto le infermiere, qui è casa" ci ha raccontato un famigliare.

 
 
 

Ultimo aggiornamento pagina:
12 Aprile 2019
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