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15 maggio 2014 - Bilancio 2013 in pareggio

Oggi in Commissione sanità si è parlato di liste di attesa  

Bilancio consuntivo 2013
 Presentato la settimana scorsa alla Giunta del Circondario ed oggi alla Commissione sanità del Comune di Imola il risultato di esercizio 2013 dell'Azienda sanitaria imolese che raggiunge il pareggio in un anno particolarmente difficile per la riduzione del Fondo Sanitario Nazionale, che per la sanità locale ha significato -2,1%, imponendo all'Azienda sanitaria un recupero di oltre 4.300.000 euro attraverso azioni di contenimento che hanno centrato l'obiettivo senza intaccare qualità e quantità dei servizi resi. "Un ottimo risultato che va imputato ad una attenta gestione dei fattori di costo più rilevanti: risorse umane, farmaceutica, prestazioni da pubblico e da privato e beni e servizi"  come ha spiegato ai Sindaci il Direttore Amministrativo dell'Ausl di Imola Massimo Mingozzi.

L'Ausl infatti chiude l'esercizio con riduzioni di spesa rispetto al 2012 per: beni e servizi (-1,54% pari a 423mila euro), farmaceutica (-2,73% pari a 502mila euro), mobilità infraregionale (-233mila euro), degenza da privato e Montecatone (oltre 1 milione di euro), medicina convenzionata (-596mila euro), specialistica esterna (-435mila euro), riorganizzazione del Dipartimento di Salute mentale (-409mila euro per psichiatria residenziale e semiresidenziale ed oneri a rilievo sanitario), servizi non sanitari e manutenzioni (-366mila euro), oneri finanziari (503mila euro). "Va soprattutto sottolineato come un attento, seppur stringente, piano delle assunzioni, abbia permesso di lasciare invariati costi (83.725.000 euro vs 83.749.000 nel 2012) e numero dei dipendenti (1789), con un lievissimo incremento (8 unità) dei contratti a tempo determinato ed un decremento del personale tecnico ed amministrativo a favore dell'aumento del personale del comparto sanitario (infermieri, fisioterapisti, tecnici ed operatori socio assistenziali). Invariato il numero dei medici (270) - ha continuato il direttore amministrativo - L'attenta politica del personale sviluppata nel corso dell'anno ha rispettato i vincoli imposti dalla Regione senza penalizzare i servizi di assistenza, per cui i dipendenti dedicati sono lievemente incrementati. Va infine segnalato che la liquidità assegnata dalla Regione per la riduzione dei tempi di pagamento alle imprese, pari a 19 milioni di euro nel 2013, ha garantito nel 2013 pagamenti a 90 giorni contro i 240 del 2012."

Attività 2013
"Il 2013 è stato particolarmente impegnativo, ma abbiamo raggiunto il pareggio di bilancio senza ridurre servizi - ha commentato la direttrice dell'Ausl di Imola Maria Lazzarato -  In linea con il Piano Strategico e Attuativo Locale, abbiamo attivato la Casa della Salute a Medicina e a Castel S. Pietro Terme, trasferito l'Otorinolaringoiatria ad Imola e concentrato la Day Surgery a Castello. La progressiva riorganizzazione effettuata in questi anni, a seguito dell'attivazione del Dipartimento di Emergenza Accettazione, ha garantito il potenziamento delle attività complesse di area critica e dei settori chirurgici ed oncologici con un netto recupero di mobilità passiva per ricovero, del - 6% nel 2013 rispetto al 2012 che aveva già visto un decremento del 5%. La mobilità passiva si presenta in riduzione praticamente verso tutte le discipline presenti, ed in particolare per oncologia, discipline chirurgiche e cardiologia, mentre gli aumenti si concentrano sulle discipline non presenti. La mobilità attiva infra regionale si mantiene invece stabile rispetto al 2012, con un lieve incremento dei casi (+1,15%), ma con una flessione  in termini di valorizzazione economica pari a - 40.574 euro. Per quanto riguarda la specialistica ambulatoriale per esterni, l'andamento complessivo, che tiene conto anche del P.S., registra un incremento della produzione pari a +1,02%. Al netto del regime in PS, la produzione si attesta ad un + 1,63. L'attività di PS rileva, nel complesso (PS generale, ortopedico, oculistico, pediatrico e ginecologico) una diminuzione degli accessi dell'1% (da 55.399 del 2012 a 54.685 del 2013.

.Anche le Osservazioni Brevi Intensive registrano un decremento del - 3%. Il segno dell'andamento, in continuità con l'esercizio precedente, va anche collegato agli interventi rivolti al miglioramento dell'appropriatezza ed al rafforzamento dei servizi d assistenza primaria sul territorio, che nel 2013 ha visto l'attivazione della Casa della Salute a Castel San Pietro e Medicina e di una nuova sede di continuità assistenziale ad Imola.

Le nostre dimensioni e le competenze hanno permesso di fare sinergie e di raggiungere il risultato. Nel futuro della sanità locale c'è adesso il potenziamento dell'area ambulatoriale nella nuova palazzina che sarà costruita a fianco dell'Ospedale di Imola a seguito dell'alienazione del Silvio Alvisi, che significherà completamento dei trasferimenti dei servizi ospedalieri dall'ospedale Vecchio, trasferimento e potenziamento della Medicina Riabilitativa, e appunto, potenziamento delle aree ambulatoriali per esterni. L'Ospedale Vecchio, prospetticamente diventerà sede della Casa della Salute di Imola, dei servizi di assistenza primaria, sanitaria e sociale, integrati e vicini ai cittadini. Si continuerà nell'attività di rafforzamento delle reti cliniche di Area Vasta con Bologna, ma anche con la Romagna. In Avec sono già realizzati il 118 unico, il Laboratorio analisi e l'area acquisti, a breve si realizzerà anche l'unificazione della logistica di magazzino che permetterà ulteriori economie di scala".     

Liste di attesa
Nel corso della Commissione sanità tenutasi stamattina la direttrice generale Lazzarato ed il direttore sanitario Andrea Rossi hanno invece approfondito con i Consiglieri presenti il tema dei tempi di attesa per prestazioni ambulatoriali.  Il Dr Rossi ha sottolineato alcune delle problematiche generali del governo dei tempi di attesa, a partire da un problema culturale presente in tutti i sistemi universalistici finanziati dalla fiscalità generale: l'inappropriatezza. Rossi ha infatti spiegato che studi della Comunità europea sottolineano come il 51% delle prestazioni ambulatoriali consumate in Europa risultino non efficaci rispetto ad un miglioramento di salute, mentre il 3% è addirittura dannoso. Solo 11% risulta efficace, mentre il 35% è di dubbia o scarsa efficacia. Anche per questo motivo il problema dei tempi di attesa non può essere risolto producendo di più, detto che le prestazioni che non servono assorbono da sole circa il 40% della spesa sanitaria. Per quanto riguarda specificamente il nostro territorio, alcuni fattori, quali il fatto che Imola ha generalmente una sola unità operativa erogante per ciascuna tipologia di prestazione e che la specialistica ambulatoriale viene garantita dai professionisti che operano nei reparti ospedalieri e che quindi hanno come priorità gli interventi di emergenza e sulle malattie acute, rendono oltremodo complesso il governo dei tempi di attesa. Le criticità maggiori riguardano l'ambito cardiologico, alcune prestazioni di radiologia, l'oculistica e la gastrologia, soprattutto a causa della difficoltà nel garantire il turn over e la copertura di pensionamenti, dimissioni, lunghe malattie e maternità, ovvero per una instabilità quantitativa delle equipe che, per i tempi tecnici necessari alle sostituzione e l'oggettiva difficoltà al reclutamento del personale medico, tendono a non riuscire a soddisfare la domanda nei tempi richiesti.

Su questi settori gli interventi di compensazione che di volta in volta vengono messi in atto riguardano l'attivazione di contratti di fornitura e di percorsi di garanzia sul privato accreditato, l'immissione di pacchetti di offerta aggiuntiva acquistando dalle equipe interne attività al di fuori dell'orario di lavoro istituzionale (Simil ALP) e soprattutto un attento lavoro comune con i prescrittori rispetto all'appropriatezza.

Per quanto concerne gli interventi strutturali, l'Azienda ha valutato necessario un rafforzamento del settore pneumologico, per cui è attesa l'assunzione di 2 nuovi medici. Anche in oculistica e cardiologia si attendono nuovi reclutamenti (1 medico oculista entro qualche settimane e 1 cardiologo entro qualche mese).

In questo quadro - hanno sottolineato i direttori - va ribadito che le urgenze entro 24 ore e le prestazioni sollecite entro 7 giorni vengono sempre garantite e che i cittadini imolesi dimostrano una forte fidelizzazione alle strutture aziendali che li porta spesso a rinunciare alle proposte di percorsi di garanzia esterni seppur in tempi più ravvicinati.

Nel 2013, ad esempio, sono state messe in atto azioni di offerta di prestazioni per ridurre alcune liste particolarmente lunghe richiamando le persone in attesa per proporre loro un nuovo appuntamento ravvicinato sul privato accreditato: su 290 persone richiamate meno del 55% ha accettato di anticipare l'appuntamento, oltre il 24% ha preferito mantenere la propria data, e la restante parte non ha risposto alle chiamate o ha disdetto la prenotazione.              



 

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12 Aprile 2019
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