1. Vai ai contenuti
  2. Vai al menu principale
  3. Vai al menu di sezione
  4. Vai al footer
testata per la stampa della pagina
Home /
condividi

Contenuto della pagina

20 gennaio - Riduzione della dotazione di acqua in bottiglia in Ospedale. L'Ausl risponde

In riferimento alle strumentali polemiche sollevate dalla comunicazione sulla riduzione della dotazione giornaliera di acqua ai degenti, si desidera evidenziare che l'Ausl sta adempiendo ad una indicazione normativa cogente e certamente non lo fa solo con questa misura, che è in effetti l'unica tra tante che impatta direttamente, e davvero in misura molto limitata, sui cittadini ricoverati.

Come dettato dalla Legge 125/2015, a tutti i fornitori di beni e servizi è stata richiesta una rinegoziazione dei contratti in essere, con azioni congiunte tra le Aziende sanitarie per gli acquisti effettuati tramite Intercenter o Servizio Acquisti Metropolitano, così come in ambito locale.

Circa il 32% dei contratti di beni e servizi in essere sono stati rinegoziati, con una stima di risparmio complessivo di oltre 150mila euro per la nostra Azienda nel 2016.

E' chiaro che queste operazioni non sostituiscono, ma integrano, l'impegno di effettuare tutte le economie di gestione possibili tramite le centrali di acquisto. L'Ausl di Imola, nel 2014, ha infatti effettuato il 65% dei contratti tramite centrali di acquisto (Intercenter, Servizio Acquisti di Area Vasta e Consip): una quota ben maggiore di quella auspicata dal consigliere Marchetti. 

La logica con cui sono state effettuate le rimodulazioni è stata comunque sempre quella di non intaccare in alcun modo i servizi di assistenza e cura, e di rinunciare invece al superfluo. Sono numerosi gli ospedali che da tempo non forniscono acqua in bottiglia ai degenti. Ad Imola, la dotazione viene solo ridotta, anche in seguito ad una consultazione con gli stessi operatori di reparto che hanno segnalato come spesso essa non venga usata completamente, e mantenendo comunque scorte in reparto per chi ne avesse bisogno. Peraltro, come nelle nostre case, anche in ospedale è sempre disponibile l'acqua del rubinetto: gratuita, salubre e controllata, il cui utilizzo produce anche vantaggi per la riduzione della produzione di rifiuti. Una prassi, quella dell'utilizzo dell'acqua potabile di acquedotto in ospedale, già correntemente adottata in Paesi ad alta sensibilità ecologica (Germania, Austria, Olanda, ...) anche come veicolo di messaggi di eco compatibilità. 

Certamente non è invece superfluo il personale, neppure quello dirigente (si consideri che tutti i medici sono dirigenti). Come per tutti i dipendenti pubblici il costo del lavoro dei dirigenti è definito dai contratti collettivi nazionali, peraltro bloccati da oltre 6 anni. Nella nostra Azienda gli incarichi di struttura complessa e di dipartimento negli ultimi anni sono stati ridotti in modo sensibile: si è passati da 9 a 6 dipartimenti, è stata unificata la direzione di reparti prima separati (vedi geriatria e lungodegenza), si sono stipulate convenzioni con altre aziende sanitarie per la gestione interaziendale di unità operative (vedi chirurgia, radiologia, laboratorio analisi), sono stati lasciati vacanti alcuni incarichi di direzione di dipartimento (vedi dipartimento cure primarie) e di struttura complessa (vedi genetica medica) ed ulteriori snellimenti dell'organizzazione sono già previsti per i prossimi mesi.

Tutto questo garantendo sempre la tutela della salute dei cittadini e i livelli di assistenza, prevenzione e cura dal punto vista quantitativo e qualitativo, lavorando invece sull'appropriatezza e l'eliminazione del superfluo.

 

Ultimo aggiornamento pagina:
12 Aprile 2019
Valuta questo sito: RISPONDI AL QUESTIONARIO