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Campagna Informativa Ausl di Imola

bambina che si affaccia alla finestra

Fumare non è solo una cattiva abitudine, né un semplice vizio. il fumo di tabacco è una vera e propria dipendenza patologica che va curata in chi ce l'ha e che va socialmente e culturalmente combattuta prima della sua insorgenza.

Nella nostra regione, pur in presenza di precedenti indicazioni di lotta al fumo, un articolato progetto regionale tabagismo nasce ufficialmente il 26 maggio 1999 con la delibera n. 785, che indica gli ambiti di intervento nella lotta al fumo di tabacco: la prevenzione dell'abitudine al fumo tra gli studenti della scuola dell'obbligo; tra la popolazione generale per intervento dei medici di medicina generale; l'organizzazione di corsi intensivi per smettere di fumare; la liberazione dal fumo di ospedali e servizi sanitari e dei luoghi di lavoro.

L'azienda sanitaria di Imola ha recepito le indicazioni nel gennaio 2001, con una delibera che indicava la necessità di costituire un gruppo di lavoro destinato ad attuare "ogni iniziativa utile alla promozione della salute relativamente al problema del tabagismo". Dal 2002 il coordinamento generale del progetto aziendale è stato affidato al dr. Stefano Cifiello.

La nicotina viene oggi riconosciuta tra le sostanze psicoattive capaci di indurre dipendenza fisica e psichica. Ogni anno il tabagismo è responsabile, nel nostro paese, di circa 90.000 morti, ed ha un costo sociale intorno ai 35 milioni di euro l'anno. In Emilia Romagna i fumatori sono circa 900.000 mentre nell'Ausl di Imola sono circa 30.000.

 
 
nuvole
 

Bambini liberi dal fumo

E' iniziata ai primi di marzo la campagna informativa realizzata dalla Pediatria di Comunità in collaborazione con il Centro Antifumo dell'Azienda Sanitaria di Imola che avrà come scopo quello di aumentare la conoscenza dei genitori sui danni alla salute che l'esposizione al fumo passivo provoca in particolare nei bambini. L'obiettivo è quello di raccomandare ai genitori di non fumare in casa, in auto, in ambienti chiusi in presenza dei bambini .

Il rischio del fumo non è limitato ai fumatori, ma si estende anche alle persone esposte al fumo di tabacco ambientale (Environmental Tabacco Smoke, ETS). L'ETS è una combinazione del fumo espirato dal fumatore attivo e di quello derivante dalla combustione spontanea del tabacco fra le "tirate". Esso contiene tutti i medesimi componenti tossici del fumo di tabacco inalato dal fumatore attivo, sebbene in proporzioni diverse.
I bambini risultano particolarmente colpiti dall'ETS. Questo anche per la scarsa capacità dei genitori di creare per il bambino un ambiente libero dal fumo sia in casa che fuori.
Esistono numerosi studi che sottolineano l'incidenza significativamente più elevata, quasi doppia, di gravi infezioni delle basse vie respiratorie nei bambini di età inferiore ai 2 anni esposti al fumo ambientale, rispetto a quelli non esposti: si tratta di infezioni quali bronchiti, bronchioliti, polmoniti; anche le otiti medie ricorrenti si verificano molto più frequentemente nei bambini esposti a fumo ambientale.

Inoltre il fumo materno dopo la nascita (aggiunto all'abitudine al fumo durante la gravidanza) raddoppia il rischio di "morte improvvisa del lattante" (la cosidetta SIDS: Sudden Infant Death Sindrome): si tratta della morte improvvisa di un bambino al di sotto dell'anno di vita. E' stata avviata di recente una campagna informativa regionale per la prevenzione della SIDS, che rappresenta la prima causa di morte nel primo anno di vita, se si escludono le malformazioni e la nascita prematura.
Non è stata ancora definita una causa certa di SIDS, ma sono invece ben conosciuti alcuni comportamenti di prevenzione che hanno già dimostrato la loro efficacia: far dormire i bambini a pancia in su; seguire la pratica dell'allattamento al seno e mantenerlo più a lungo possibile; evitare il surriscaldamento degli ambienti dove dormono i bambini; evitare il fumo materno durante la gravidanza ed evitare il fumo negli ambienti di vita dei bambini.
In Italia si stima che il fumo materno post natale causi ogni anno 516 casi di SIDS e 360.583 infezioni acute delle basse vie respiratorie nei primi due anni di vita .
Tutti questi rischi per la salute si traducono, fra l'altro, in costi. A questo proposito è stato calcolato che circa il 9% dei costi sanitari diretti nel primo anno di vita può essere attribuito all'ETS.

 
divieto di fumo

Il Progetto

La campagna informativa sarà rivolta a tutte le famiglie con bambini nei primi anni di vita. In occasione della tappa obbligatoria l'operatore sanitario inserirà nel libretto di salute pediatrico, che da due anni accompagna fin dalla nascita ogni bambino assistito dall'Ausl, un segnalibro dal titolo "bambini liberi dal fumo". Nel segnalibro sono riportati alcuni consigli e raccomandazioni, oltre alla foto simbolica di una bambina che, spalancata la finestra, guarda con occhi pieni di stupore e meraviglia la bellezza del cielo blu in cui si trova immersa, mentre alcuni "nuvoloni" si stanno allontanando.
L'operatore sanitario accompagna la consegna del segnalibro con una breve chiacchierata per fornire tutte le informazioni necessarie .

Infine sulla copertina del libretto verrà applicato un bollino autoadesivo riportante il simbolo del divieto al fumo, con il duplice scopo di mantenere visibile il ricordo del messaggio dato sia ai genitori, sia agli stessi operatori dell'ambulatorio vaccinale, che con un'occhiata alla copertina del libretto in cui si registrano le vaccinazioni, nel tempo individueranno facilmente gli utenti già sensibilizzati al problema del fumo.

Gli stessi messaggi sono poi contenuti in locandine che saranno esposte negli ambulatori, sale d'attesa, in particolare dei pediatri e medici di famiglia, negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia presenti nel territorio della nostra azienda sanitaria, affinché il messaggio sia diffuso in maniera capillare.

 
 
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Ultimo aggiornamento pagina:
12 Aprile 2019
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