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Tumore alla mammella. Ad Imola per individuare una piccola lesione e i linfonodi sentinella si sfrutta il magnetismo invece che la radioattività

Nuove metodiche all’avanguardia e fine degli spostamenti in altri ospedali per le pazienti

La Chirurgia senologica del Santa Maria dellaScaletta, guidata dal Prof. Taffurelli e inserita nel Percorso diagnosticoterapeutico del tumore alla mammella diretta dal Dr. Antonio Maestri, si è dotatadi tecniche all’avanguardia che migliorano qualità, sicurezza e confort.

Le novità sono due e in entrambi i casi siparla di metodiche estremamente innovative che pochissimi ospedali in Italia garantiscono.

La prima, già sperimentata nell’ultimo anno, interessa donne che devono sottoporsi a chirurgia conservativa, per una piccola lesione nonpalpabile che va precisamente identificata prima dell’asportazione chirurgica.
In questi casi, fino a pochi mesi fa, lepazienti dell’Ausl di Imola venivano inviate alla Medicina Nucleare di Bolognao Faenza per tracciare il tumore attraverso l’iniezione di liquido radioattivo che permetteva al chirurgo, dotato di una sonda per rilevare la radioattività,di identificarlo ed asportarlo entro le successive 24 ore.
Oggi invece il tumore viene “segnato” da una clip metallica, inserita con tecnica eco guidata o con mammografia dai professionisti della radiologia senologica di Imola, guidati dalla dr.ssa Franca Maria Lo Prete, può restare in sito senza alcun disagio per la donna finoa un mese e viene poi individuato con grande precisione dal chirurgo con l’uso di una sonda magnetica.

Magnetismo contro radioattività anche perindividuare i linfonodi sentinella.
In donne con tumore alla mammella, iltrattamento precoce della malattia prevede la biopsia del o dei linfonodi sentinella, ossia l’identificazione dei linfonodi che, con più altaprobabilità, può essere interessati da metastasi. Questo consente ai clinici di valutare lo stadio del tumore ed impostare le terapie conseguenti.

“Fino ad oggi le pazienti che dovevano essere operate ad Imola dovevano andare il giorno prima dell’intervento alla Medicina Nucleare del Policlinico S. Orsola di Bologna per iniettare nel sistemalinfatico il liquido radioattivo tracciante che avrebbe permesso al chirurgo diindividuare il linfonodo da asportare – spiega il Direttore sanitario dell’Ausl di Imola dr. Andrea Neri – L’intervento in questo caso doveva essere svolto assolutamente entro il giorno successivo, in quanto il tracciante radioattivo decade rapidamente. Oggi invece viene utilizzato un tracciante magnetico, iniettato direttamente dal chirurgo qualche minuto prima dell’intervento, direttamente insala operatoria, con grandi vantaggi per la paziente, per il chirurgo e perl’organizzazione stessa.”

Un metodo all’avanguardia, che solo pochissimi ospedali in Italia hanno già acquisito e che presenta numerosi vantaggi: primo tra tutti appunto quello di iniettare nel sistema linfatico della paziente un tracciante magnetico, innocuo e sicuro, al posto di quelloradioattivo; una elevata sensibilità e precisione di rilevazione, una vera e propria geolocalizzazione magnetica; il maggior confort per la paziente che evita di doversi recare a Bologna o a Faenza in Medicina nucleare il giorno prima dell’intervento.

Sono già 25 le donne del territorio trattate con questa metodologia, e si prevede che, una volta a regime, in un anno sarà utilizzata per circa 100 pazienti, 20 per le lesioni occulte ed 80 per illinfonodo sentinella, con un costo annuale per l’Ausl di Imola di circa 40mila euro, anziché dei 26mila previsti dalla metodica standard.

 

Il PDTA della mammella, fiore all’occhiello dell’Ausl di Imola

Non solo nuove edavanzate tecnologie, ma anche un percorso definito puntualmente ed una presa incarico totale delle donne affette da tumore alla mammella. Fin dal primomomento - quando la donna esegue una mammografia (clinica o di screening) concui si individua un tumore – una infermiera specializzata e dedicata, la “casemanager” Anna Giovannini, diventa il suo punto di riferimento per ognipassaggio successivo, tiene i contatti, fissa gli appuntamenti, fornisce leinformazioni utili. Ogni situazione clinica viene discussa, prima e dopol’intervento chirurgico, da una équipe multidisciplinare (radiologo, oncologo, chirurgo,anatomo patologo, radioterapista, case manager) per concordare la miglior curapossibile, che viene poi proposta alla donna con un colloquio personaleapprofondito. La consulenza con il chirurgo plastico permette di definirel’eventuale intervento di ricostruzione della mammella e, nella fase postchirurgica, la paziente ha la possibilità di avvalersi della presenza, pressoil Day Service Oncologico, di una dietologa e di uno psicologo specializzati edi partecipare al progetto di volontariato Esteticamente DH, dedicato alla curadella propria immagine corporea e al benessere.

Ultimo aggiornamento pagina:
15 Luglio 2019
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