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Leishmaniosi canina: i doveri dei cittadini, gli interventi dell’Ausl di Imola

30 luglio 2019 -  Larecente notizia di un caso di trasmissione all’uomo di leshmaniosi hagiustamente acceso l’interesse dei cittadini su questa malattia, che è inverooggetto da tempo di campagne informative e di sensibilizzazione da parte delleAziende Sanitarie della Regione Emilia Romagna.
Laleishmaniosi canina è causata da un microscopico parassita, (Leishmaniainfantum), trasmesso tramite la puntura di un piccolo insetto, il flebotomo opappatacio, attivo da maggio ad ottobre, sempre più presente anche nelle nostrezone.Si tratta di un problema di sanitàpubblica, in quanto, a differenza di altre malattie che gli insetti possonotrasmettere solo agli animali (ad esempio la filaria), essa può essere anchetrasmessa all’uomo, attraverso la puntura dell’insetto infetto. Il pappataciopuò trasmettere la malattia da cane ammalato a cane sano, e questi si ammaladiventando a sua volta un serbatoio del parassita. L’insetto che punge un canemalato, pungendo poi un altro cane o un uomo, può diffondere la leishmaniosi.La malattia nell'uomo ha una lunga incubazione ed i sintomi poco specifici nerendono difficile la diagnosi. La malattia non riconosciuta e non trattata confarmaci può essere mortale nell'uomo.
Comesempre capita nei casi di malattie trasmesse da insetti vettori, la collaborazione tra professionistisanitari e cittadini è elemento essenziale per prevenire la diffusione dellamalattia.

E’infatti essenziale che nel periodo caldo (damaggio ad ottobre) i nostri cani vengano protetti dalle malattie trasmesseda insetti vettori come zanzare e pappataci.
L a primaprevenzione è ovviamente quella di evitare che l’insetto vettore della malattiapossa pungere il nostro animale, utilizzandoadeguati prodotti repellenti, farmaci che sono in commercio in varieformulazioni: collari medicati, spot on (da versare sul pelo nel dorsodell’animale) o spray per il pelo. Bisogna ricordarsi di rispettare la correttaperiodicità dei trattamenti o di sostituzione del collare medicato. E’ inoltreopportuno proteggere gli animali con mezzi meccanici, ovvero farli dormirepossibilmente al chiuso, in locali o cucce provvistidi zanzariere a maglia molto fitta (il pappataccio è infatti molto piùpiccolo di una zanzara).

E’poi necessario ridurre al massimo ilproliferare dell'insetto vettore. Il ciclo di vita del pappataccio sirealizza in ambienti dalle caratteristiche molto comuni: crepe e anfrattuositàdi muri e terreno, anche in limitata presenza di acqua e con presenza diresidui organici vegetali. Pertanto, è sempre importante attuare misureigieniche generali degli spazi aperti: rimozione dei cumuli di rifiuti,eliminazione delle feci del cane, degli ammassi di foglie e degli sfalcid'erba. Tali pratiche vanno attuate soprattutto nei dintorni delle nostreabitazioni e del luogo di riposo dei nostri cani.
L’AziendaUSL di Imola aderisce fin dal 2007 al Piano regionale di controllo dellaLeishmaniosi che prevede di mantenere aggiornata una mappa di rischio sulladiffusione della malattia, fornire le opportune informazioni a medici eveterinari liberi professionisti sulla situazione epidemiologica del territorioin cui operano, mantenere il controllo sullo stato di salute dei cani catturatie di quelli introdotti e custoditi nei canili; attivare una sorveglianzaveterinaria straordinaria conseguente alla segnalazione di casi umaniautoctoni, al fine di disporre di un quadro della situazione epidemiologica delterritorio e di adottare misure di tutela della salute pubblica per contenereil rischio di trasmissione; individuare eventuali aree endemiche di infezioneper adottare opportuni interventi.

Qualora un animale presenti unasintomatologia compatibile con la leishmaniosi canina, il veterinario liberoprofessionista può richiedere indagini sierologiche di conferma pressol’Istituto Zooprofilattico Sperimentale competente per tramite dell'AziendaUSL. In tal caso le analisi sono a carico del Servizio Sanitario Regionale egratuite per il proprietario.
Qualora venga diagnosticato un casonell’uomo, il Servizio Veterinario dell’AUSL pianifica una sorveglianza attivagratuita (prelievo da parte dei veterinari pubblici ed analisi eseguitadall'Istituto Zooprofilattico) sui cani di proprietà residenti nella zona di attenzioneintorno all'abitazione della persona contagiata o del luogo di presuntocontagio.
Nelleprossime settimane, pertanto, i proprietari di cani residenti nella zonaconsiderata a rischio saranno contattati dal Servizio Veterinario dell’Ausl diImola per lo svolgimento di uno screening gratuito sul loro animale .

Per gli animali che non presentanosintomatologia sospetta e non risiedono nella zona attenzionata, il prelievo el'analisi non rientrano invece nei Livelli Essenziali di Assistenza e pertantoi proprietari che volessero provvedervi devono recarsi dal proprio veterinariodi fiducia con costi a proprio carico.

I dati sul territorio

Negliultimi 10 anni il servizio veterinario dell’Ausl di Imola ha svolto 354 analisisu cani residenti nel territorio (147 prelievi ed analisi a seguito di casoumano, 164 analisi per sospetto clinico inviato da veterinario privato, 43analisi per altri motivi), riscontrando 66 casi positivi. 123 le analisi svoltetra il 2018 e il 2019 (16 i casi positivi).



Ultimo aggiornamento pagina:
05 Agosto 2019
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