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Sanità. Aggiornamento Coronavirus, la situazione in Emilia-Romagna

25 febbraio

ore 12.13- Bologna – “D’intesa con i presidenti Zaia e Fontana, chiediamo il blocco delle esportazioni dei dispositivi di protezione individuale prodotti dalle aziende italiane e la requisizio ne di questo materiale. Una misura necessaria per evitare che fra pochi giorni ci si trovi nella situazione in cui non si trovino mascherine, tute, guanti, cuffie e i dispositivi necessari, soprattutto nelle Regioni più colpite. Materiale che serve in particolare agli operatori sanitari, che stanno facendo un lavoro straordinario. Tema che ho posto al presidente del Consiglio, Conte, che ci ha rassicurati sul fatto che si troverà immediatamente una soluzione positiva su questo”. Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, in merito alla gestione dell’emergenza Coronavirus.

 

ore 12.00- Bologna - Quattro nuovi casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, che portano a quota 23 il numero dei contagiati sul territorio regionale.
Due, entrambi riconducibili al focolaio lombardo, riguardano cittadini di Parma e sono stati rilevati nel laboratorio dell’Università di Parma; uno ha trascorso periodi di permanenza a Codogno, manifestava sintomi lievi ed è in isolamento a domicilio; l’altro, che aveva avuto contatti con la zona rossa del Lodigiano, è ricoverato all’ospedale di Parma, reparto Malattie Infettive.
Ci sono poi i due casi rilevati dal Crrem, il Centro di riferimento regionale per le emergenze microbiologiche del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. Il primo riguarda un’operatrice sanitaria dell’ospedale Piacenza, in isolamento a domicilio; il secondo è una persona di Rimini, ricoverata in ospedale, di ritorno da un viaggio all’estero. Su quest’ultimo caso sono in corso approfondimenti sul piano epidemiologico.
Complessivamente quindi, in Emilia-Romagna, i casi di positività salgono a 23: 17 a Piacenza, 4 a Parma, 1 a Modena e 1 a Rimini.


24 febbraio

ore 18.30 - Bologna - Salgono a 19 i casi positivi al Coronavirus in Emilia-Romagna, gli ultimi due dei quali riscontrati a Piacenza: si tratta di due operatori dell’ospedale cittadino venuti a contatto con un paziente positivo ricoverato. Complessivamente, dunque, le persone risultate positive al tampone su tutto il territorio regionale sono 16 a Piacenza2 a Parma e 1 a ModenaTutti riconducibili al focolaio lombardo.
Grazie al lavoro svolto dall’intero sistema sanitario, è stato possibile ricostruire per ognuno il percorso epidemico, e pertanto tutti i contagi hanno provenienza nota, che porta sempre al primo anello della catena, quella del basso Lodigiano.

Più controlli e numero verde
Questo l’aggiornamento sul numero di contagiati e sulle misure adottate per contrastare e contenere la diffusione del virus sul territorio regionale, fatto  oggi in Regione, a Bologna, dall’assessore alle Politiche per la Salute, Sergio Venturi,che ha anche annunciato ilnumero verde regionale, 800.033.033, attivo da  domanie a disposizione delle persone che potranno chiamare per avere informazioni e indicazioni sul comportamento da tenere in presenza di sintomi sospetti.

da giovedì ai due laboratori finora operativi per l’esame dei tamponi – il Crrem del Sant’Orsola di Bologna e quello dell’Università di Parma, per i quali è stata rafforzata l’operatività con l’acquisto di ulteriori tecnologie – si aggiungerà quello di Pievesestina (Cesena), in capo all’Ausl Romagna.

Secondo il principio della massima precauzione, non solo in Italia, ma anche in Emilia-Romagna si sta eseguendo un elevato numero di tamponi (oltre mille in regione), e l’indicazione sul territorio regionale è quella di effettuare tamponi e di eseguire una tac del toracea tutte le persone ricoverate con polmonite interstiziale. Inoltre, questa sera a Piacenza sarà aperto il presidio medico avanzato a protezione degli operatori, che servirà a dividere già all’ingresso i pazienti con possibili sintomi da Coronavirus dagli altri.

“Stiamo cercando di fare tutto il possibile per contrastare la diffusione del Coronavirus- afferma il presidente della Regione,Stefano Bonaccini- adottando misure precauzionali che ci chiamano, tutti quanti, a fare la nostra parte, collaborando in un impegno che sia collettivo, dell’intera comunità regionale.
Senza cedere ad allarmismi o panico di sorta: è in atto la piena collaborazione con il Governo, le autorità sanitarie nazionali, la Protezione civile, la comunità scientifica, le altre Regioni, i sindaci e ci sono tutte le condizioni per uscirne insieme, grazie a un lavoro di squadra nel quale l’Emilia-Romagna ha già dato prova più volte di riuscire a fare bene e con efficacia. Sono peraltro orgoglioso del lavoro che stanno facendo tutte le strutture, i professionisti, gli operatori coinvolti nella gestione di questa vicenda.
La Regione Emilia-Romagna garantirà l’effettuazione di ogni intervento ritenuto utile perassicurare a tutti per garantire la tutela della salute pubblica e la migliore qualità delle prestazioni fornite ai cittadini”. 
“Stiamo lavorando a pieno regime, e finora con buoni risultati- ha affermato Venturi-. Essere riusciti a ricostruire tutto il percorso epidemiologico delle persone contagiate è importantissimo, e siamo fiduciosi di poter continuare su questa strada, anche intensificando i controlli e i tamponi. Non abbiamo nessun nuovo contagio di cui non ci spieghiamo la provenienza, e questo è positivo. Voglio quindi ribadire e invitare tutti i cittadini, per quanto possibile, a non farsi prendere dal panico e da inutili allarmismi.

Ma voglio anche dire che non avremo nessuno scrupolo a denunciare chi sta diffondendo delle fake news: è un comportamento infame quello di seminare terrore nelle persone”.

I casi di Coronavirus in Emilia-Romagna
 16 casi di Piacenza riguardano tutte persone venute in contatto con malati (o perché parenti o perché operatori sanitari); dei due contagiati a Parma, una è una donna cha a Codogno assisteva la madre ricoverata in ospedale, l’altro un uomo che si era recato a ballare nel paese lombardo. L’unico caso di Modena, infine, riguarda un operatore edile che ha frequentato per 2-3 settimane i luoghi infetti e anche in questo caso è venuto in contatto con una persona malata.I provvedimenti assunti

Tra i provvedimenti ricordati dall’assessore, il testo, trasmesso dalla Regione alle Prefetture, con i chiarimenti applicativi dell’Ordinanza emanata  ieri dal ministero della Salute e dal presidente della Regione, che resterà in vigore fino a  domenica 1^ marzo.
Viene dato lo stop a tutte le manifestazioni e le iniziative che, comportando l'afflusso di pubblico, esulano dall'ordinaria attività delle comunità locali. Le autorità territoriali competenti potranno disporre ulteriori prescrizioni, in ragione di particolari esigenze delle comunità locali
Previsti anche specifici incontri in assessorato con farmacisti, medici di base e pediatri di libera scelta, alcuni dei quali già fissati, per fare il punto della situazione ed esaminare insieme problemi e criticità; l’assessorato è al lavoro, inoltre, per esaminare il tema della protezione degli operatori sanitari nelle carceri.  

Pronte 1 milione di mascherine per gli operatori
Intanto la Regione ha reperito 1 milione di mascherine chirurgiche da utilizzare negli ospedali e negli ambulatori, a cui se ne aggiungeranno 500mila a settimana dalla prossima settimana, che saranno distribuite nei territori agli operatori sanitari. A questo proposito, l’assessore ha ricordato che è stato chiesto al Dipartimento di protezione civile, con cui la Regione è in costante contatto, di intervenire per aumentare la produzione nazionale dei presidi più sofisticati di protezione individuale per gli operatori, come mascherine, calzari, cuffie.
“Ringrazio ancora una volta tutti gli operatori, dalla sanità alla Protezione civile, che stanno lavorando con il massimo impegno per affrontare questa emergenza- ha concluso Venturi-. Stiamo operando a stretto contatto con il Ministero della Salute e il Dipartimento nazionale di Protezione civile e da  domani ci sarà un coordinamento tra i presidenti delle Regioni e il ministero per concertare ancor più le misure da adottare”. 

ore 17.00 - Bologna – Messi nero su bianco i chiarimenti applicativi dell’Ordinanza emanata  ieri dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e dal ministro della Salute, Roberto Speranza, per contrastaree contenere la diffusione delCoronavirus, che rimarràin vigorein tutte le sue parti – a smentita di false notizie circolate sui social network - fino a  domenica 1 marzo.
In particolare, nel testo che la Regione ha già inviato a tutte le Prefetture, voluto dal presidente Bonaccini accogliendo le sollecitazioni arrivate dai sindaci, si forniscono precisazionisul punto (articolo 1, comma 2, lettera A) relativo aquali attività, iniziative e manifestazioni devono essere sospese, o quali al contrario possono continuare a svolgersi regolarmente.
Le manifestazioni pubbliche sospese
Sono da ritenere sospese tutte quelle manifestazioni e iniziative che, comportando l’afflusso di pubblico, esulano dall’ordinaria attività delle comunità locali; si fa riferimento ad eventi e manifestazioni di natura sportiva, culturale, sociale, economica e civica, laddove esulino dall’ordinario esercizio delle attività stesse.
Vanno sospese
-          manifestazioni, fiere e sagre, attrazioni e lunapark, concerti, eventi sportivi che prevedano la presenza di pubblico (campionati, tornei e competizioni di ogni categoria e di ogni disciplina);
-          attività di spettacolo quali rappresentazioni teatrali, cinematografiche, musicali, ecc., ivi comprese le discoteche e le sale da balloLe attività che proseguonoIn via generale, non sono invece ricomprese in tali attività quelle che attengono all’ordinario svolgimento della pratica corsistica e amatoriale (corsi di varia natura e allenamenti sportivi).

Si precisa che potranno dunque rimanere aperti:
-          i luoghi di svolgimento dell’attività corsistica ordinaria di vario tipo (es. centri linguistici, centri musicali e scuola guida);
-          gli impianti sportivi (centri sportivi, palestre pubbliche e private, piscine pubbliche e private, campi da gioco, ecc.);
-          e in generale tutte le strutture quando le attività non prevedano aggregazione di pubblico (“porte chiuse”) o eccezionali concentrazioni di persone.

Sono escluse dalla sospensione anche:
-          tutte le attività economiche, agricole, produttive, commerciali, di servizio e ricettive, ivi compresi i pubblici esercizi e le mense, ad eccezione di quelle richiamate di pubblico spettacolo e degli eventi e manifestazioni promozionali (fiere, mercati straordinari, meeting e convegni, sfilate, ecc.) che pertanto saranno sospesi.
-          Le attività corsistiche aziendali, laddove non comportino significative concentrazioni di persone.
-          Le attività svolte da guide e accompagnatori turistici.
In via generale, non sono sospesi gli ordinari mercati settimanali

Una particolare attenzione va prestata alle attività di preminente carattere sociale.
- Non possono essere pertanto ricomprese nella sospensione in via generale, attività di sostegno e supporto alle persone anziane e diversamente abili (es: servizi semiresidenziali e Centri diurni).
- Non si intendono sospese le celebrazioni di matrimoni ed esequie civili e religiose, anche in linea con le disposizioni adottate dalle diocesi della regione.
- Non possono essere inclusi nella sospensione, in via generale, neppure i Centri di aggregazione sociale (circoli ricreativi, centri sociali, centri giovani, centri anziani, orti urbani, ecc.) per la parte di ordinaria attività
- Corsi professionali e servizi per il lavoro

L’Ordinanza (alla lettera B dell’art.1 comma 2) prevede tra l’altro la chiusura dei corsi professionali. Risulta in tal senso sospesa l’erogazione delle attività di formazione rivolte ad un gruppo classe, mentre i servizi per il lavoro erogati in forma individuale (quali colloqui di orientamento) potranno svolgersi regolarmente. 

Dalle Autorità territoriali possibili ulteriori prescrizioni
Resta facoltà delle autorità territorialmente competenti disporre ulteriori e specifiche prescrizioni, laddove necessarie in ragione di particolari esigenze delle comunità locali.

ore 12.20 - Bologna - Nuovo caso di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna. Si tratta di un residente nel modenese che ha lavorato per alcune settimane nel Lodigiano, ora ricoverato al reparto Malattie infettive del Policlinico di Modena. E’, quindi, un caso che – come gli altri – èriconducibile al focolaio lombardo.
Da sottolineare come l’uomo non sia stato prima ricoverato, né abbia avuto contatti con operatori sanitari, essendosi trattato di un percorso ‘pulito’, partito dalla sua individuazione nell’ambito dei protocolli previsti e quindi all’accertamento della positività.
Complessivamente, in Emilia-Romagna, i casi di positività salgono così a 17. Di questi, 6 ricoverati all’ospedale di Piacenza, 6 in isolamento a domicilio e 2 trasferiti dall’ospedale di Piacenza a quello di Parma, reparto Malattie infettive, dove si trovano anche i 2 pazienti parmigiani riscontrati positivi nelle ultime ore. A questi si aggiunge l’ultimo caso, al Policlinico di Modena.
Attenzione alle fake news: scuole chiuse fino al 1^ marzo
In rete e fra i cittadini sta circolando una falsificazione del testo dell’Ordinanza del presidente della Regione e del Ministro della salute, diffusa ieri, e di un comunicato dell’Ufficio stampa della Regione, che sposta in avanti la chiusura temporanea delle scuole. Si conferma che la chiusura delle scuole è prevista fino al 1^ marzo prossimo. Ogni altra data, ovunque pubblicata, è da considerarsi falsa.


ore 9.45 -Bologna - Sette nuovi casi di positività al CoronavirusinEmilia-Romagna, tutti riconducibili al focolaio lombardo:cinque, di cui quattro cittadini lodigiani, riscontrati a Piacenza, e due cittadini della provincia diParma, ricoverati in isolamento al reparto infettivi all’ospedale di Parma e in buone condizioni.
All’ospedale di Piacenza, si tratta della compagna, del figlio e della nuora di un paziente già riscontrato positivo e ricoverato sempre a Piacenza, tutti e tre del lodigiano: la compagna è isolata al suo domicilio, figlio e nuora sono ricoverati a Piacenza.
Così come è della provincia di Lodi una quarta persona, un uomo, anch’esso ricoverato al nosocomio di Piacenza. La quinta è invece un’infermiera dell’ospedale piacentino, isolata a domicilio.
Due sono invece cittadini dellaprovincia di Parma, entrambi ricoverati all’ospedale di Parma: una signora che si era recata più volte all’ospedale di Codogno, in Lombardia, per assistere la madre, e un uomo che si era recato sempre a Codogno per un evento di ballo.
Complessivamente, i casi di positività salgono così a 16, tutti sempre riconducibili al focolaio lombardo.
Di questi, 6 ricoverati all’ospedale di Piacenza, 6 in isolamento a domicilio e 2 trasferiti dall’ospedale di Piacenza a quello di Parma, reparto Malattie infettive, dove si trovano anche i 2 pazienti parmigiani riscontrati positivi nelle ultime ore.




23 febbraio

19.20
Bologna – Non “sospensione”, ma “chiusura” dei servizi educativi e delle scuole di ogni ordine e grado.
E’ quanto si precisa rispetto ad un comma dell’Ordinanza del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e del ministro della Salute, Roberto Speranza, per contrastare la diffusione del coronavirus. Una variazione inserita in corso di definizione dell’atto, concordata con il ministro stesso e gli altri presidenti di Regione interessati.
L’atto, a questo punto (art. 1, comma 2 lettera b) recita: Chiusuradei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani ad esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza”
Inoltre, la Regione precisa che il Numero verde regionale al quale fare riferimento per ogni tipo di problema legato al coronavirus sarà attivato nelle prossime ore, e verrà reso noto non appena disponibile. Nel frattempo, è disponibile il numero telefonico nazionale 1500.

19.00

Bologna – Dopo l’Ordinanza del Ministro Speranza e del Presidente Bonaccini – che, tra le altre cose, fa scattare in Emilia-Romagna fino al 1^  marzola chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, degli asili nido, la sospensione delle manifestazioni e eventi e dei musei, e altre misure ancoral’assessore alla Salute,Sergio Venturi,spiega gli altri provvedimenti che si stanno mettendo in campo da parte della Regione Emilia-Romagna, del Servizio sanitario regionale e della Protezione civile dell’Emilia-Romagna.

“Innanzitutto- dice Venturi- vorrei dire che siamo di fronte ad un virus nuovo, ma non ci sono motivi per lanciare allarmi che possano ingenerare panico tra le persone. E vanno rispettate alla lettera le indicazioni contenute nell’Ordinanza del ministro Speranza e del presidente Bonaccini. Dal punto di vista operativo, si è deciso di potenziare i laboratori analisi, per cui al Centro di riferimento regionale per le emergenze microbiologiche (CRREM) del S.Orsola di Bologna si aggiunge ora il laboratorio dell’ospedale di Parma.
Per quanto riguarda, invece, le necessità legate al periodo di isolamento a casa da parte di pazienti ancora in attesa di diagnosi certa, si è deciso di mettere a disposizione una struttura a Reggio Emilia (la REMS, Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza, prossima all’apertura), con 30 camere singole con bagno, per le persone che abbiano difficoltà - di spazi o di logistica - a garantire un isolamento presso la propria abitazione”.
Da un punto di vista sanitario, ha spiegato Venturi, la decisione più importante riguarda l’effettuazione automatica del testper la verifica della presenza di coronavirus a tutte le persone con diagnosi di polmonite interstizio-alveolare.

Da  domani, operativi anche alcuni provvedimenti di tipo organizzativo.
Innanzitutto, i cittadini avranno a disposizione un Numero verde valido per tutto il territorio regionale (il numero verrà definito e comunicato nelle prossime ore), che potranno chiamare per avere informazioni o indicazioni su come comportarsi nel caso in cui sospettino di avere sintomi legati alla possibile presenza del coronavirus.
“Quando parlo di necessaria collaborazione con i cittadini- spiega Venturi- penso ad esempio all’indicazione importantissima di non recarsi al Pronto soccorso nel caso in cui si ritenga di avere sintomi legati alla presenza del virus.
Non fatelo, può creare davvero problemi. Chiamate il Numero verde o telefonate al vostro medico di Medicina generale, o chiamate il numero 1500 del Ministero. E poi, in caso di urgenze, naturalmente, rimane sempre attivo il 118. Ma non andate al Pronto soccorso se avete il dubbio di avere i sintomi del contagio”
Dal punto di vista operativo, presso l’ospedale di Piacenza verranno allestiti due strutture della Protezione civile per garantire una sorta di “pre-accesso” al Pronto soccorso, dove i sanitari provvederanno ad effettuare un primo triage, per poi smistare le persone secondo i percorsi di cura più adeguati.Sempre nelle prossime ore saranno attivati in ogni provincia dell’Emilia-Romagna i Centri di Coordinamento dei Soccorsi(CCS, è l'organo principale a livello provinciale ed è presieduto dal prefetto o suo delegato), cui si affiancheranno i Centri Operativi Comunali (COC, responsabili delle attività a livello comunale-locale, il cui massimo punto di riferimento è il sindaco o suo delegato). Ogni Centro avrà tra i propri componenti un rappresentante della Sanità pubblica.“Vorrei infine- ha concluso l’assessore Venturi- associarmi al ringraziamento che ha fatto il presidente Bonaccini a tutto il personale del Servizio sanitario regionale, che sta facendo un grandissimo lavoro con la consueta professionalità. E lo fa in condizioni difficili, ma sempre con l’impegno a garantire -come sempre- qualità alle prestazioni sanitarie prestate ai cittadini”.

 

 

17.00

Bologna – Sospensione delle attività delle scuole di ogni ordine e gradoasili nidoUniversità, dimanifestazioni ed eventi e di ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, delle gite di istruzione e dei concorsi.
Sono le misure che vengono adottate inEmilia-Romagnaper contrastare la diffusione delCoronaviruse che saranno valide fino al prossimo1  marzocompreso.
Sono previste nell’ordinanza che viene firmata dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

“Abbiamo decisodi mettere in campo una serie di provvedimenti per far sì che si possa fronteggiare la diffusione del virus offrendo le migliori condizioni possibili di sicurezza e tutela ai cittadini- afferma il presidente Bonaccini-. E voglio davvero ringraziare tutti i professionisti della sanità, e parlo di medici, biologi, tecnici, infermieri e quanti sono al lavoro da giorni, per quanto stanno facendo, che è davvero straordinario”.Bonaccini ha costantemente riunito il Comitato di coordinamento regionale, gli assessori competenti e anche i componenti della nuova Giunta, informati della situazione e delle misure adottate.Si stanno valutando misure ulteriori per Piacenza e il territorio piacentino, d’intesa con le istituzioni locali.

I contenuti dell’ordinanza
In primo luogo, si prevede la “Sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, anche di natura culturale, ludico, sportiva ecc, svolti sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico”.

Prevista poi la “Sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani ad esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza”
Inoltre, l’Ordinanza prevede la “Sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 dei codici dei beni culturali e del paesaggio di cui al D.L. 42/2004, nonché dell’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero o gratuito a tali istituti o luoghi”.

Sospeso anche “ogni viaggio di istruzione sia sul territorio nazionale che estero”.

C’è, inoltre, la “Previsione dell’obbligo da parte di individui che hanno fatto ingresso in Emilia-Romagna da zone a rischio epidemiologico come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità di comunicare tale circostanza al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria competente per territorio per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva”.

Le Direzioni sanitarie ospedaliere “devono predisporre la limitazione dell’accesso dei semplici visitatori alle aree di degenza, preferibilmente una persona per paziente al giorno”. Anche le RSA per non autosufficienti “dovranno limitare l’accesso dei visitatori agli ospiti”.

L’Ordinanza “raccomanda fortemente che il personale sanitario si attenga alle misure di prevenzione per la diffusione delle infezioni per via respiratoria nonchè alla rigorosa applicazione delle indicazioni per la sanificazione e disinfezione degli ambienti previste dalle circolari ministeriali”.Per quanto riguarda il trasporto pubblico, “deve essere predisposta dagli organismi competenti la disinfezione giornaliera dei treni regionali e di tutto il trasporto pubblico locale via terra, via aere e via acqua.Prevista, infine, la “sospensione delle procedure concorsuali ad esclusione dei concorsi per personale sanitario”. 

L’ordinanza ricorda poi le misure igieniche che le persone sono chiamate a rispettare
Lavarsi spesso le mani, a tal proposito si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie, e altri luoghi di aggregazione soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani.
Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acuteNon toccarsi occhi, naso e bocca con le mani
Coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce
Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico
Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol
Usare la mascherina solo si sospetta di essere malato o si assiste persone malateI prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi
Contattare il Numero Verde regionale 800462340 se hai febbre o tosse e sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni
Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus 

 

 
  • Lavarsi spesso le mani, a tal proposito si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie, e altri luoghi di aggregazione soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani.
  • Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acuteNon toccarsi occhi, naso e bocca con le mani
  • Coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce
  • Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico
  • Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol
  • Usare la mascherina solo si sospetta di essere malato o si assiste persone malateI prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi
  • Contattare il Numero Verde regionale 800462340 se hai febbre o tosse e sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni
  • Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus
 

 

ore 12.30
Bologna – Altri 6 casi di positività al Coronavirus, che portano a 9 il numero complessivo di contagiati presi in carico dall’ospedale di Piacenza. Si tratta di cinque piacentini e di un residente in provincia di Lodi, in Lombardia. 
Dei nove diagnosticati al virus, 5 sono ricoverati presso lo stesso nosocomio in isolamento, mentre 4 si trovano al proprio domicilio, sempre in isolamento. 
Tra i nuovi casi, vi sono anche due medici e un infermiere dell’ospedale di Piacenza. Il nosocomio sta mettendo in atto ogni misura per affrontare in modo adeguato la situazione.

“Visto l’andamento del quadro epidemiologico- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che ha riunito la Cabina di coordinamento regionale- in via precauzionale, vista l’alta mobilità degli studenti, in accordo con il ministero dell’Università e della Ricerca scientifica e le nostre Università abbiamo deciso insieme la sospensione dell’attività didattica (lezioni, esami, sedute di laurea) in tutti gli atenei dell’Emilia-Romagna da  domani, lunedì 24, a sabato 29  febbraiocompresi.

Inoltre, stiamo valutando la chiusura di ogni scuola di ordine e gradoasili nidoimpianti sportivi pubblici e privati e dei musei. Decisione che stiamo esaminando e definendo in tutti i suoi aspetti, anche alla luce dei provvedimenti varati dal Consiglio dei ministri  ieri sera”.Seguiranno gli aggiornamenti sulla situazione epidemiologica e le misure che verranno adottate.

 

 

22 febbraio

18.30
Coronavirus, si alza il livello di attenzione in Emilia-Romagna. Al momento non esiste alcun focolaio del virus nel territorio regionale, ma la Cabina di coordinamento regionale, riunita nel pomeriggio in Regione dal presidente Stefano Bonaccini, ha deciso di intensificare i controlli nell’ambito del monitoraggio continuo della situazione.
A partire dal test al Coronavirus al quale saranno sottoposti tutti i pazienti affetti da polmonite ricoverati in Terapia intensiva negli ospedali emiliano-romagnoli: il kit diagnostico della polmonite viene infatti inserito automaticamente nel test Coronavirus.

Si intensifica ovviamente il contatto con le autorità nazionali, Governo e ministero della Salute, oltre che con il Dipartimento di Protezione civile, il cui direttore è commissario all’emergenza.

Da lunedì, sarà attivo un numero verde regionale che si aggiungerà al 1500 nazionale e al 0523 317979 relativo al territorio di Piacenza.

Viene inoltre potenziata la dotazione tecnologica diagnostica per effettuare i test tampone.

La Cabina di coordinamento regionale si riunirà costantemente per valutare l’andamento epidemiologico e le misure da adottare. Nella riunione di  oggi erano presenti il futuro assessore alla Sanità, Raffaele Donini (l’attuale, Sergio Venturi, è alle prese con una piccola indisposizione), l’assessore Paola Gazzolo (Protezione civile), Licia Petrapoulacos, direttore generale dell’assessorato alla Sanità, Rita Nicolini, direttrice dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Maria Carla Re (microbiologa CRREM), Pierluigi Viale e Luciano Attara delle Malattie infettive del Sant’Orsola di Bologna.
Le misure per prevenire il virus: ‘permanenza domiciliare’ quando si torna dalla Cina o si è entrati in contatto con un caso positivo in Italia

Al momento, in assenza di un focolaio in Emilia-Romagna, si è deciso di attenersi rigorosamente all’ultima ordinanza del ministro della Salute.
Prevede la cosiddetta “permanenza domiciliare”: chi torna dalla Cina oppure chi è stato in contatto con una persona risultata positiva in Italia deve restare a casa.
Prima ancora c’è l'obbligo (e se non lo fa è sanzionabile) di riferire al Servizio di Sanità pubblica della propria azienda sanitaria di aver di aver viaggiato nelle zone a rischio negli ultimi 14 giorni.
In particolare, chi ha la possibilità di sostenere la quarantena a casa, avendo a disposizione una camera e un bagno personale, dovrà evitare contatti con altri famigliari e altre persone consumando i pasti nella propria camera, indossando mascherina protettiva e guanti in presenza di altre persone. Chi non fosse in grado di attuare tali misure la Regione e le Aziende sanitarie offriranno una sistemazione alternativa, anche in collaborazione con le associazioni di volontariato.
In entrambe le situazioni, il Servizio di Sanità pubblica garantirà il monitoraggio costante - due volte al giorno- delle condizioni di salute (febbre e altri sintomi) per tutta la durata dei 14 giorni di quarantena domiciliare.

Qualora si presentassero anche minimi sintomi verrà effettuato un tampone da personale sanitario al domicilio del paziente e nell’ipotesi nella quale risultasse positivo, trasferito con sistema del 118 appositamente attrezzato nei reparti ospedalieri di malattie infettive.
Nell’ordinanza si ribadisce inoltre che i soggetti a rischio non si devono rivolgere spontaneamente a strutture sanitarie, per evitare possibili contagi.
La raccomandazione rimane quella che, in caso di sintomatologia collegabile al Coronavirus (febbre e sintomi respiratori) di non accedere direttamente alle strutture di Pronto Soccorso e neppure agli ambulatori dei medici di famiglia, ma di contattare il proprio medico di medicina generale o, in caso di emergenza, il numero 118. Per i cittadini piacentini è attivo il numero dedicato 0523 317979.Prevenzione, il decalogo per i cittadini

L’Istituto Superiore di Sanità e ministero della Salute in collaborazione con le Regioni, gli ordini professionali e le società scientifiche hanno definito un decalogo comportamentale per affrontare il rischio di contagio da Coronavirus.
Poche semplici misure che ogni cittadino è tenuto a rispettare per contribuire a salvaguardare la propria incolumità e quella degli altri cittadini.
Oltre ad indicare i principali sintomi della malattia (da non confondersi con un banale influenza) nel decalogo si va dalle raccomandazioni basilari di igiene come lavarsi spesso le mani, non toccarsi occhi e mani, evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, coprirsi bocca e naso in caso di starnuti e colpi di tosse, fino alla pulizia delle superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.
Altre indicazioni di tipo sanitario riguardano la raccomandazione a non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico; contattare il numero verde 1500 in caso di febbre o tosse per chi rientra da zone a rischio da meno di 14 giorni. E ancora: utilizzo della mascherina solo se si è sospetti di essere malati o si assistono persone malate. Infine, occorre ricordare che i prodotti made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi e gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus.

ore 17.30
Bologna – Hanno dato esito positivo, per quanto riguarda la presenza di coronavirus, due nuovi casi relativi a pazienti ricoverati presso l’ospedale di Piacenza.
Si tratta di un paziente residente a Maleo, in provincia di Lodi, in Lombardia, e dell’infermiere piacentino addetto al triage all’ospedale di Codogno, sempre in Lombardia, venuto in contatto con il primo paziente contagiato quando era al proprio posto di lavoro nel nosocomio lombardo.
L’ infermiere, che vive da solo, si era messo in isolamento volontario in casa propria.
Ambedue si trovano in isolamento nel reparto Malattie infettive, non sono in condizioni critiche, e stanno ricevendo tutte le cure del caso.
Si conferma quindi, al momento, la positività di persone a causa del focolaio lombardo, mentre non si registrano al momento trasmissioni del virus in Emilia-Romagna.
“Confermo che al momento non abbiamo un focolaio in Emilia-Romagna o trasmissione del virus nel territorio regionale- spiega Sergio Venturi, assessore regionale alla Salute- stiamo infatti assistendo tre persone che hanno contratto il Coronavirus in Lombardia. E ribadisco che Il Servizio sanitario regionale è costantemente allertato per gestire al meglio la situazione, in contatto con le autorità nazionali e quelle delle altre Regioni. Vanno quindi seguite le indicazioni contenute nell’ultima ordinanza del ministro della Salute, che vede impegnato anche il nostro Servizio sanitario regionale, e il decalogo messo a punto in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità che le persone sono chiamate a seguire, poche ma importanti regole di igiene e prevenzione”.
Ore 16
A Piacenza scuole chiuse, così come gli impianti sportivi pubblici e privati, fino a martedì 25  febbraiocompreso.
E un invito ad evitare, se proprio non è indispensabile, i luoghi molto affollati.
Sono le decisioni, valide per tutto il piacentino, emerse dal primo incontro della giornata del Comitato allargato di Piacenza per affrontare i problemi legati al Coronavirus, convocato dal prefetto Maurizio Falco.
Si tratta di provvedimenti assunti a solo titolo esclusivamente precauzionale, perché, come è stato ribadito, non si è verificato al momento alcun contagio nel piacentino e in Emilia-Romagna, visto che la signora 82enne riscontrata positiva è una cittadina di Codogno, in Lombardia, recatasi all'ospedale di Piacenza per ricevere assistenza.Il Comitato si riunisce due volte al giorno per aggiornamenti continui.
La misura potrà essere revocata in qualsiasi momento a seconda dell'evolversi della situazione.
Presenti  oggi le autorità civili e militari, quelle sanitarie, e i sindaci del territorio, a partire da Patrizia Barbieri, prima cittadina di Piacenza. Presente il direttore generale della Asl di Piacenza, Luca Baldino, il futuro assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, vista una lieve indisposizione dell'assessore Sergio Venturi, l'assessore Paola Gazzolo (Protezione civile), la direttrice generale dell’assessorato alla Sanità, Licia Petrapoulacos, e Rita Nicolini, direttrice dell’agenzia regionale di Protezione civile.

Nel corso dell’incontro è stata ribadita l’importanza dei contenuti dell’Ordinanza emessa  ieri dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, proprio per mettere in campo ogni accorgimento utile per prevenire la diffusione del virus. 

La Direttiva del ministro Speranza 
Chi torna dalla Cina oppure chi è stato in contatto con una persona risultata positiva in Italia deve restare a casa.
Lo prevede l’ordinanza firmata  ieri dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che prevede la «permanenza domiciliare» e prima ancora l'obbligo (e se non lo fa è sanzionabile) di riferire al Servizio di Sanità pubblica della propria azienda sanitaria di aver di aver viaggiato nelle zone a rischio negli ultimi 14 giorni.
In particolare, chi ha la possibilità di sostenere la quarantena a casa, avendo a disposizione una camera e un bagno personale, dovrà evitare contatti con altri famigliari e altre persone consumando i pasti nella propria camera, indossando mascherina protettiva e guanti in presenza di altre persone. 
Chi non fosse in grado di attuare tali misure la Regione e le Aziende sanitarie offriranno una sistemazione alternativa, anche in collaborazione con le associazioni di volontariato.

In entrambe le situazioni il Servizio di Sanità pubblica garantirà il monitoraggio costante -due volte al giorno - delle condizioni di salute (febbre e altri sintomi) per tutta la durata dei 14 giorni di “quarantena” domiciliare.
Qualora si presentassero anche minimi sintomi verrà effettuato un tampone da personale sanitario al domicilio del paziente e nell’ipotesi nella quale risultasse positivo, trasferito con sistema del 118 appositamente attrezzato nei reparti ospedalieri di malattie infettive.

Nell’ordinanza si ribadisce inoltre che i soggetti a rischio non si devono rivolgere spontaneamente a strutture sanitarie, per evitare possibili contagi.
La raccomandazione rimane quella che, in caso di sintomatologia collegabile al Coronavirus (febbre e sintomi respiratori) di non accedere direttamente alle strutture di Pronto Soccorso e neppure agli ambulatori dei medici di famiglia, ma di contattare il proprio medico di medicina generale o, in caso di emergenza, il numero 118.

Prevenzione, le regole da osservare
L’Istituto Superiore di Sanità e Ministero della Salute in collaborazione con le Regioni, gli ordini professionali e le società scientifiche hanno definito un decalogo comportamentale per affrontare il rischio di contagio da coronavirus.

Poche semplici misure che ogni cittadino è tenuto a rispettare per contribuire a salvaguardare la propria incolumità e quella degli altri cittadini.
Oltre ad indicare i principali sintomi della malattia (da non confondersi con un banale influenza) nel decalogo si va dalle raccomandazioni basilari di igiene come lavarsi spesso le mani, non toccarsi occhi e mani, evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, coprirsi bocca e naso in caso di starnuti e colpi di tosse, fino alla pulizia delle superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.

Altre indicazioni di tipo sanitario riguardano la raccomandazione a non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico; contattare il numero verde 1500 in caso di febbre o tosse per chi rientra da zone a rischio da meno di 14 giorni.

E ancora: utilizzo della mascherina solo se si è sospetti di essere malati o si assistono persone malate. Infine, occorre ricordare che i prodotti made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi e gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus.

 
 

ore 15.30
All’ospedale di Piacenza è risultata positivaal tampone per accertare la presenza del Coronavirus una signora 82enne, residente in uno dei Comuni lombardi particolarmente colpiti dal virus, Codogno.
La signora lombarda si era recata  ieri presso l’ospedale piacentino, ed è stata ricoverata nel Reparto Malattie infettive. Immediatamente, da parte dell’ospedale piacentino, sono partiti tutti i controlli interni.

Negativo, invece, il test effettuato su un altro paziente, mentre si è in attesa degli esiti di altri due tamponi, tra i quali quello relativo all’infermiere piacentino che lavora al triage dell’ospedale di Codogno, che ha avuto contatto diretto con il paziente 1, accompagnato nella notte in ospedale a Piacenza per febbre e tosse.

“Abbiamo ricoverato  ieri la signora lombarda risultata positiva al tampone - ha detto Sergio Venturi, assessore regionale alla Salute - e si stanno praticando tutte le cure del caso. Confermo che al momento non vi sono emiliano-romagnoli colpiti dal virus, e tutto il sistema sanitario regionale è attivo per monitorare l’evolversi della situazione, pronto ad intervenire in caso di necessità ulteriori”.

“Vorrei ricordare- conclude Venturi- che chi presenta una sintomatologia riconducibile al coronavirus non si rechi ai Pronto Soccorso degli ospedali e negli ambulatori dei medici di famiglia, ma prenda contatti con il proprio medico di famiglia e, se non vi fosse questa possibilità, chiami il 118, oppure - per i cittadini piacentini - chiami il numero dedicato 0523 317979, stasera e  domani con orario prolungato 8.00/20.00”.

Dopo la notizia, diffusa nella tarda serata di ieri, della negatività del tampone relativo alla paziente ricoverata ieri nel reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale di Piacenza, collega del primo paziente risultato positivo e già dimessa,  oggi c’è la conferma della negatività di altri tre tamponi relativi ad una famiglia piacentina, residente in città (nonna, madre e bambino), dimessi  stanotte.

21 febbraio 2020

È risultata negativa al Coronavirus la paziente ricoverata  questa mattina nel reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale di Piacenza, collega del primo paziente risultato positivo, dipendente dell’Unilever di Lodi (Mi). Il tampone, analizzato presso il laboratorio di riferimento regionale del Sant’Orsola di Bologna, ha confermato infatti che la donna non ha contratto il virus.È il secondo test negativo dopo quello del dipendente della Mae spa di Fiorenzuola d’Arda (Pc), attualmente isolato all’ospedale Sacco di Milano. Nonostante l’esito negativo che attesta l’assenza di infettività, secondo il principio della massima precauzione, sono in corso ulteriori ricercheper capire se il paziente può essere risultato infetti nei giorni passati.Resta intanto in isolamento domiciliare volontario l’infermiere triagista piacentino che ha accolto il primo paziente compito al Pronto Soccorso di Codogno (Lodi): vive solo e, benché asintomatico, gli è stato eseguito il tampone.La sanità pubblica regionale, in via precauzionale, ha già contattato 70 dipendenti della Mae spa per i quali è ritenuta necessaria un’ulteriore verifica perché valutati potenzialmente a rischio.La raccomandazione è quella, in caso di sintomatologia collegabile al Coronavirus (febbre e sintomi respiratori) di non accedere direttamente alle strutture di Pronto Soccorso, ma di contattare o il 1500 - il numero nazionale messo a disposizione dal ministero della Sanità - o il proprio medico di medicina generale o, in caso di emergenza, il numero 118.L’Asl di Piacenza per informazioni ai cittadini piacentini ha attivato il numero 317979 che si può chiamare dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18 e il  sabato dalle 8 alle 13.Cosa si sta facendoNonostante al momento non ci siano casi accertati in Emilia-Romagna, l’Unità di crisi regionale è pronta a gestire eventuali criticità. E’stato inoltre ampliato l’orario di ricevimento dei campioni da parte dei due laboratori di riferimento regionali, di Bologna e Parma.Il tutto in pieno raccordo con ministero della Salute, Protezione civile, Regioni Lombardia ed Emilia-Romagna e Aziende sanitarie.Per quanto riguarda le due aziende coinvolte, Unilever e Mae spa, sono già stati attivati i protocolli ministeriali previsti: la gestione dell’azienda lombarda (Unilever) – come prevede lo stesso ministero – è in capo alla Regione Lombardia, mentre la Regione Emilia-Romagna, in pieno raccordo con l’Azienda sanitaria di Piacenza, si sta occupando della Mae.La Regione Emilia-Romagna, attraverso l’assessorato alle Politiche per la salute e l’Azienda sanitaria piacentina, sta collaborando con le Aziende sanitarie lombarde e conferma la massima disponibilità a mettere a disposizione le proprie strutture ospedaliere per accogliere, in caso di necessità, pazienti provenienti dalla Lombardia con problemi diversi da quelli legati al Coronavirus e che non possono accedere al Pronto soccorso attualmente chiuso, come peraltro sta già avvenendo dalle prime ore di  oggi.Inoltre, è impegnata a realizzare tutte le misure di isolamento e sorveglianza concordate con i colleghi lombardi.

 
Decalogo di comportamento per combattere le infezioni fonte Ministero della Salute  e istituto Superiore della Sanità
DECALOGO Ministero della Salute e istituto Superiore della Sanità

21 febbraio 2020

Bologna – Pieno raccordo tra ministero della Salute, Protezione civile, Regioni Lombardia ed Emilia-Romagna e Aziende sanitarie per la gestione della situazione, dopo il primo paziente ‘0’ risultato positivo al Coronavirus.
Tutti i protocolli sono stati attivati e la situazione è monitorata costantemente.

“Chi è entrato in contatto con il paziente zero, il primo a essere stato diagnosticato al Coronavirus- afferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi- è già stato individuato dai Servizi della Regione Lombardia, che sta facendo tutti gli accertamenti del caso.
In secondo luogo, se qualcuno lavora o frequenta gli ambienti di quella stessa persona, o ha sintomi o dubbi, invito a contattare il 118 invece di presentarsi al Pronto soccorso.
Voglio tranquillizzare sul fatto che la situazione è monitorata da tutti i servizi, sia quelli lombardi sia i nostri per quanto ci compete”.

È risultato negativo al tampone il commensale del paziente 0 dipendente della Mae spa di Fiorenzuola d’Arda (Pc), attualmente isolato all’ospedale Sacco di Milano.
Nonostante l’esito negativo che attesta l’assenza di infettività, secondo il principio della massima precauzione, sono in corso ulteriori ricercheper capire se può essere risultato infetto nei giorni passati.
Ricoverata in isolamento nel reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale di Piacenza una donna, sintomatica, collega del paziente 0 all’Unilever di Lodi: è atteso l’esito del tampone esaminato presso il laboratorio di riferimento regionale del Sant’Orsola.
È inoltre in isolamento domiciliare volontario l’infermiere triagista piacentino che ha accolto il paziente 0 al Pronto Soccorso di Codogno (Lodi): vive solo e, benché asintomatico, gli è stato eseguito il tampone.Per quanto riguarda le due aziende coinvolte, Unilever e Mae spa, sono già stati attivati i protocolli ministeriali previsti: la gestione dell’azienda lombarda (Unilever) – come prevede lo stesso ministero - è in capo alla Regione Lombardia, mentre la Regione Emilia-Romagna, in pieno raccordo con l’Azienda sanitaria di Piacenza, si sta occupando della Mae.
Il dipartimento di Igiene pubblica dell’Ausl piacentina ha già contattato il medico competente della Mae per avviare la vigilanza sui lavoratori dell’azienda, che  oggi è stata chiusa prudenzialmente per iniziativa del titolare.
Se il dipendente Mae, rientrato dalla Cina il 21  gennaioe già negativo al tampone, dovesse essere negativo anche agli ulteriori accertamenti, l’approccio verrà modificato di conseguenza.La sanità pubblica, in via precauzionale, sta già contattando tutte le persone per le quali è ritenuta necessaria un’ulteriore verifica perché valutate potenzialmente a rischio, pertanto ai cittadini si chiede di mantenere la maggiore tranquillità possibile. La raccomandazione è quella, in caso di sintomatologia collegabile al Coronavirus (febbre e sintomi respiratori) di non accedere direttamente alle strutture di Pronto Soccorso, ma di contattare il proprio medico di medicina generale o il numero 118.
La Regione Emilia-Romagna, attraverso l’assessorato alle Politiche per la salute e l’Azienda sanitaria piacentina, sta collaborando con le Aziende sanitarie lombarde e conferma la massima disponibilità a mettere a disposizione le proprie strutture ospedaliere per accogliere, in caso di necessità, pazienti provenienti dalla Lombardia con problemi diversi da quelli legati al Coronavirus e che non possono accedere al Pronto soccorso attualmente chiuso, come peraltro sta già avvenendo dalle prime ore di  oggi. Inoltre, è impegnata a realizzare tutte le misure di isolamento e sorveglianza concordate con i colleghi lombardi. /EC

 
 

 
Consigli a viaggiatori internazionali di ritorno da aree a rischio coronavirus
Consigli a viaggiatori internazionali di ritorno da aree a rischio coronavirus

Nuovo coronavirus. Nessun allarme.

31 gennaio - Coronavirus, nessun allarme in Emilia-Romagna: non ci sono casi sul territorio regionale.


La Regione ha già attivato, in via precauzionale, tutte le misure stabilite dal Ministero, in stretto raccordo con le Aziende sanitarie.

Attivo 24 ore su 24 il numero verde nazionale 1500, collegato con la linea regionale.


Il laboratorio di riferimento per le analisi, in Emilia-Romagna, è il Crrem (Centro di riferimento regionale per le emergenze microbiologiche e virologiche) del Policlinico Sant'Orsola di Bologna.

 

Per approfondire - Link utili

 
 

Ultimo aggiornamento pagina:
25 Febbraio 2020
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