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Incontinenza urinaria maschile. All’Ospedale di IMOLA ripartono i “Local Expert Meeting” con gli urologi italiani

E’ ripartito ieri all’Ospedale S. Maria della Scaletta di Imola, il ciclo di incontri fra i massimi urologi italiani sull’incontinenza urinaria maschile, con interventi in diretta live. 

L’incontinenza è una patologia diffusa e invalidante che ha un impatto pesante sulle relazioni sociali e di di coppia, il lavoro, la mobilità. Si stima ne soffrano 1 milione e mezzo di maschi italiani. 
La patologia può presentarsi con sintomi diversi: l’incontinenza da stress (perdita involontaria a seguito di tosse, starnuti o sforzi); da urgenza (perdita di urina accompagnata dalla necessità impellente di urinare nuovamente con vescica iperattiva) e mista (associata sia allo sforzo, sia all’urgenza). Quanto all’insorgenza, può essere ricondotta all’invecchiamento, a malattie specifiche (diabete, sclerosi; Parkinson ecc) ma, soprattutto nelle forme più gravi, ad interventi di chirurgia demolitiva a seguito di un tumore alla prostata (circa il 15% sul totale degli incontinenti).Le soluzioni maggiormente adottate prevedono, tuttora, la fornitura di assorbenti esterni (i pannoloni, utilizzati da circa il 21% degli uomini incontinenti) e trattamenti farmacologici.  

Le soluzioni terapeutiche più avanzate, come gli sfinteri urinari artificiali impiantabili, si scontrano con la carenza di Centri e di urologi specializzati in questa branca della chirurgia nonché con i costi dei dispositivi impiantabili. 
L’incontro di oggi si inserisce in un Progetto medico di ampio respiro denominato LEM, “Local Expert Meeting”, ripartito dopo l’inattesa battuta d’arresto causata dal COVID.Ospite e guida del piccolo gruppo di professionisti provenienti da tutta Italia (in foto) è stato il dottor Emilio Emili, Direttore Dipartimento chirurgico e UOC Urologia dell’Ausl di Imola.

L’Ospedale di Imola è infatti un riconosciuto Centro di eccellenza per l’urologia, non solo in Emilia Romagna, ma a livello nazionale, ed oggi Emili ha, tra l’altro, eseguito tre impianti di sfinteri urinari artificiali, una delle soluzioni terapeutiche più evolute, ma tuttora adottate in misura marginale nel nostro Paese (nella foto alcuni momenti dell’intervento). 

“Gli sfinteri urinari artificiali”, ricorda l’urologo “risolvono in modo efficace un problema che non può essere considerato in alcun modo estetico, ma funzionale, avendo a che fare con la salute e la qualità della vita quotidiana”Il sistema impiantato, di piccolissime dimensioni e costituito da una pompa, un bracciale e un palloncino collegati da un tubicino flessibile, riproduce integralmente gli organi naturali, non presenta complicanze post operatorie viene inserito all’interno del corpo con un intervento di modesta durata (meno di un’ora), permettendo di ripristinare appieno le funzioni vitali.  

L’auspicio dei clinici che parteciperanno anche ai futuri incontri LEM, già programmati in diverse regioni, è che la gravità della patologia venga finalmente riconosciuta, consentendo a migliaia di uomini di recuperare una buona qualità di vita.Gli incontri LEM intendono contribuire anche alla migliore sensibilizzazione del pubblico maschile. Questo significa, per esempio, orientare tanti uomini, anche di giovane età, a rivolgersi con tempestività e fiducia allo specialista. Dalle statistiche recenti emerge, invece, che ben 9 milioni di uomini italiani non si sono mai recati dall’urologo e che solo il 10/20% si sottopone a una visita preventiva.

 
équipe medico chirurgicaEmili in intervento

Ultimo aggiornamento pagina:
22 Luglio 2020
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