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18 novembre 2009 - Volontari in visita per informare sui rischi della casa

 SPI  Imola e Castel San Pietro T., FNP  Imola, Anteas Imola, Auser Imola e Castel San Pietro e Centri sociali di Castel San Pietro sono, insieme al Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Ausl di Imola, i protagonisti di un interessante progetto per il contrasto dell'incidentalità domestica negli anziani, previsto dal Piano regionale per la prevenzione degli incidenti domestici.
ll protocollo di collaborazione è stato firmato il 18 novembre, ma il progetto ha già superato la prima fase propedeutica, che ha visto, già dal 2007, l'attivazione di una serie di incontri di educazione alla salute e alla prevenzione del rischio domestico organizzati nei luoghi di aggregazione (centri anziani, centri sociali, ecc..) e, parallelamente, la formazione di volontari "esperti" in grado di effettuare accessi domiciliari presso le abitazioni di coetanei disponibili a partecipare al programma.
Nel territorio dell'AUSL di Imola, attualmente la sperimentazione è stata effettuata a Castel San Pietro ed Osteria Grande, e ad Imola nel quartiere Marconi, dove, successivamente alla fase di formazione dei volontari e di informazione della popolazione anziana, si sono già svolti una decina di accessi domiciliari.

Conclusasi con successo questa prima fase sperimentale, il progetto prevede la prosecuzione e l'estensione delle visite, su entrambi i Comuni, per tutto il 2010.

"Il progetto che Imola sta realizzando come Ausl pilota in regione, si basa sul concetto che la relazione di sensibilizzazione ed informazione tra pari sia più efficace che quella tra tecnici ed utenti - spiega Serena Lanzarini, referente del progetto per il Dipartimento di Sanità Pubblica - Il volontario esperto ha un ruolo di informazione e di supporto rispetto al coetaneo, per l'acquisizione di maggiore consapevolezza sui fattori di rischio strutturale e comportamentale. L'anziano sarà preventivamente contattato per lettera dall'Ausl, che gli comunicherà i nominativi dei volontari che effettuano le visite domiciliari, e che saranno resi riconoscibili da un tesserino identificativo. Il volontario quindi effettuerà la visita, compilerà una semplice lista di controllo, predisposta da un gruppo regionale di esperti, sugli eventuali elementi di rischio presenti nell'abitazione e fornirà informazioni semplici e chiare che egli stesso ha appreso durante il percorso formativo, suggerendo comportamenti e piccoli accorgimenti utili a ridurre il rischio di incidenti domestici e a migliorare di aspetti organizzativi e strutturali dell'ambiente domestico. Per l'utilizzo della check list non occorre alcuna abilità o competenza "tecnica" particolare ed una copia verrà lasciata all'anziano come promemoria sull'adozione di comportamenti corretti."
 
Le associazioni hanno ribadito il loro impegno a tenere alta la riflessione su quanto avviene tra le mura domestiche e a porre attenzione alle caratteristiche individuali e di contesto delle persone che andranno a visitare per garantire la massima efficacia possibile dell'intervento.

"La sensibilità delle Associazioni di Volontariato e dei Sindacati dei pensionati per il tema degli incidenti domestici è stata subito molto alta nel territorio - ha concluso il Dr Guido Laffi, Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Ausl di Imola - Grazie alla loro collaborazione attiva sono stati svolti anche molti incontri pubblici sul tema ed oggi siamo arrivati a realizzare un progetto in cui gli obiettivi e i valori comuni di riferimento di Azienda ed Associazionismo, quali la tutela delle persone più fragili, diventano azioni concrete di prevenzione e sensibilizzazione sul territorio"  


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