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Una rinnovata Banca delle Cornee Regionale per potenziare le performance

Nuova convenzione tra Ausl Bologna e Ausl di Imola

26 settembre 2019 - Autosufficienza regionale nella distribuzione di tessuti corneali negli ospedali, riduzione dei tempi di attesa per il trapianto, miglioramento ed omogeneizzazione delle procedure operative nelle due sedi della Banca delle Cornee (Bologna e Imola). Sono le principali novità della nuova convenzione, siglata nelle scorse settimane, tra l’Azienda Usl di Bologna e quella di Imola per la Banca delle Cornee della Regione Emilia Romagna che ha sede principale all’Ospedale Maggiore. L’obiettivo è migliorare l’attuale organizzazione per potenziare le performance della Banca, valorizzando le risorse e le competenze già presenti.

La gestione unificata delle funzioni e delle attività della Banca delle Cornee vuole condividere conoscenze, competenze, tecnologie, percorsi di assistenza e connessione tra i professionisti presenti nelle due attuali sedi della Banca (Bologna e Imola) mediante un efficiente utilizzo delle risorse umane e degli spazi già dedicati, secondo quanto indicato nel progetto Regionale di Riorganizzazione della Banca.

La nuova riorganizzazione prevede che presso la Banca delle Cornee dell’Ospedale Maggiore arriveranno i tessuti corneali dai 25 ospedali della Regione Emilia Romagna (comprese quelli dell’Azienda Usl di Imola) per permettere la standardizzazione ed uniformità della processazione iniziale e la prima valutazione dei tessuti, compresa la rinnovata maggiore attenzione alla idoneità del donatore, a cui segue la scelta della conservazione o dello smaltimento.

Nella sede di Imola, saranno invece lavorate le cornee potenzialmente idonee per DSAEK, una delle tecniche più diffuse di trapianto endoteliale della cornea. Le cornee per DSAEK, a seguito della valutazione di potenziale idoneità svolta a Bologna, saranno inviati ad Imola per essere preparati secondo i più moderni standard tecnologici.
La sede imolese, infatti, vanta una lunga esperienza di questa particolare lavorazione del tessuto e dispone di un microcheratomo di ultima generazione, automatizzato con slitta lineare e controllo della pressione di taglio, e di un OCT corneale per garantire l’opportuna qualità per il trapianto. Sarà inoltre valorizzata la consolidata competenza dei professionisti imolesi e la dotazione tecnologica presente nella lavorazione della membrana amniotica (placenta), sia per la produzione del “collirio” (tessuto omogeneizzato) che a scopo chirurgico. L’intera afferenza di membrane amniotiche da tutti gli ospedali regionali sarà quindi convogliata verso la sede imolese.

Nello specifico la nuova organizzazione della Banca delle Cornee, che afferirà al Laboratorio Unico Metropolitano, punta:

  • all’autosufficienza regionale nella distribuzione di tessuti corneali, ossia alla capacità di rispondere al fabbisogno di cornee negli ospedali pubblici e successivamente in quelli privati convenzionati. Negli ultimi anni, infatti, si è assistito ad un progressivo incremento del numero di trapianti eseguiti con cornee acquistate da banche extraregionali a causa di un insufficiente numero di cornee rispetto al numero di trapianti regionali effettuati. Nel 2017 sono stati effettuati 1184 trapianti di cornee di cui 664 acquistate da banche extraregionali
  • Ripristinare il limite di età dei donatori a 80 anni. Uno studio sui dati regionali indica che nella fascia di età over 81 solo 1 cornea su 6 viene trapianta. L’innalzamento dell’età donativa pur producendo più tessuti, non produce, proporzionalmente, più tessuti idonei per trapianto.
  • Diminuire i tempi di attesa del trapianto legati alla disponibilità dei tessuti
  • Migliorare ed omogeneizzare (nelle due sedi) i criteri di sicurezza mediante la revisione, integrazione ed omogeneizzazione delle procedure operative (controlli microbiologici, standardizzazione di procedure di valutazione dei tessuti, ecc)
  • Verificare il giudizio del chirurgo oftalmologo sul gradimento dei tessuti corneali al fine di instaurare una collaborazione virtuosa tra il chirurgo e gli operatori sanitari della Banca.
  • Promuovere attività di ricerca per migliorare le tecniche di trapianto, diversificando la tipologia di tessuti distribuiti, specie in caso di situazioni cliniche complesse e/o urgenti.
  • Costituire un tavolo tecnico permanente, con il coordinamento del CRT-ER, tra Banca e chirurghi con incontri periodici, in modo da permettere l’evoluzione delle offerte in funzione delle richieste

Ultimo aggiornamento pagina:
26 Settembre 2019
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