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Tifo

Che cos'è il tifo?
Il tifo è una malattia infettiva acuta causata da un batterio.
La malattia può manifestarsi con febbre elevata, cefalea, malessere, tosse e stitichezza (più frequente rispetto alla diarrea).
L'infezione può essere anche asintomatica o manifestarsi con sintomi modesti. La malattia evolve di solito verso la guarigione dopo appropriata terapia antibiotica.
La trasmissione avviene prevalentemente attraverso acqua e cibi contaminati da feci o urine di persone con tifo o portatori della malattia, mosche o mani sporche.
Nei Paesi dove la malattia è frequente, gli alimenti a maggior rischio sono: acqua, frutta, verdura e frutti di mare se consumati crudi, latte e prodotti derivati dal latte, consumati crudi o contaminati dopo la bollitura.

Il rischio per i viaggiatori
Il rischio di tifo per i viaggiatori è normalmente limitato e dipende in gran parte dal grado di diffusione della malattia nel Paese e dal tipo di viaggio: i rischi più elevati si hanno nel subcontinente indiano (India, Pakistan e Bangladesh) e in alcune zone del Sud America e dell'Africa occidentale.

 La vaccinazione antitifica
É una vaccinazione che conferisce protezione contro il tifo. É consigliata ai viaggiatori che si recano in Paesi dove la malattia è frequente, in particolare se il viaggio è di lunga durata, a basso standard igienico-sanitario.
Il vaccino può essere assunto in due modi:
- Per via parenterale: una singola iniezione intramuscolare, che sviluppa protezione dopo circa due settimane ed è efficace per tre anni. Dopo l'iniezione si possono verificare lievi reazioni (dolore, tumefazione ed arrossamento); raramente reazioni generali quali febbre, cefalea, malessere e nausea.
- Per via orale: assunzione di 3 capsule a giorni alterni, lontano dai pasti. La protezione comincia ad instaurarsi circa 10 giorni dopo l'assunzione della terza capsula. È opportuna la rivaccinazione ogni anno in caso di viaggi in zone a rischio. Per evitare interferenze si consiglia, se possibile, di non eseguirla durante la profilassi antimalarica. Le controindicazioni alla vaccinazione sono: malattie febbrili in atto, allergia ai componenti del vaccino. Per il vaccino orale ulteriori controindicazioni sono le infezioni intestinali acute, i deficit immunitari, la terapia con immunodepressori e antibiotici. Il vaccino non deve essere somministrato nei bambini al di sotto di tre mesi di vita.
La vaccinazione durante la gravidanza e l'allattamento deve essere valutata attentamente.