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27 marzo 2014 - Arresto cardiaco alla stazione di Imola

51enne imolese salvato dalla defibrillazione precoce effettuata da un medico di passaggio e dalla presenza del defibrillatore al bar

Una storia a lieto fine che merita di essere raccontata.

Intorno alle 10 di stamattina la centrale operativa 118 ha attivato ambulanza ed automedica per un arresto cardiaco avvenuto sul marciapiede del binario 1 della stazione di Imola, proprio di fronte al Bar.
All'arrivo dei soccorsi l'uomo, E. D. di 51 anni, imolese, era già stato defibrillato e pur essendo ancora in stato di coma post anossico (in pratica non aveva ancora ripreso conoscenza), il cuore aveva già ripreso a battere.

"Già sul display di chiamata dalla centrale operativa avevamo letto "arresto cardiaco, medico sul posto con defibrillatore"  - spiega il Dr Mauro Bettini, medico dell'emergenza territoriale di Imola  - intervenuto sul posto. "La cosa ci sembrava strana, ma in effetti quando siamo arrivati, pochissimi minuti dopo la chiamata, al signore era già stato praticato il massaggio cardiaco e la defibrillazione ed il suo cuore aveva ricominciato a battere".

Dal racconto di chi si trovava sul posto pare che E.D. si sia sentito male mentre scendeva dal treno. Il proprietario del bar della stazione, compreso che si trattava di un arresto cardiaco, ha subito messo a disposizione il Life pack 500 acquistato di iniziativa circa 6 mesi fa, mentre un medico che era sullo stesso treno del paziente è sceso ed ha subito dato istruzioni ad alcuni presenti su come svolgere un massaggio cardiaco mentre si predisponeva alla defibrillazione.

Il risultato è stato una vita salvata.

Il 51enne è stato quindi trasportato in ambulanza all'Ospedale di Imola ed è attualmente ricoverato in terapia intensiva. Le sue condizioni sono comunque buone e grazie alla tempestività dell'intervento e alla presenza del defibrillatore l'episodio non avrà conseguenze sul suo stato di salute.

"Abbiamo pensato fosse importante raccontare quanto avvenuto per far comprendere alla cittadinanza l'importanza di avere a disposizione nei luoghi pubblici un defibrillatore e persone, anche non sanitari, che abbiano svolto la formazione di base per utilizzarli - spiega il Dr. Bettini - In questo caso si deve davvero ringraziare il gestore del bar che ha deciso autonomamente (non è infatti un obbligo di legge) di dotarsi del defibrillatore, il medico che è rapidamente sceso dal treno appena accortosi di quanto stava accadendo e le persone presenti che lo hanno aiutato. Questi fatti hanno salvato una vita".

Box La morte cardiaca improvvisa

In Italia le vittime di morte cardiaca improvvisa sono 60.000 l'anno: un decesso ogni 10 minuti. La presenza o meno di patologie cardiache preesistenti non è un fattore strettamente necessario, anche se molte malattie del cuore ne aumentano esponenzialmente il rischio.
In questi casi ciò che può fare la differenza tra la vita e morte è proprio la possibilità che un testimone all'evento proceda tempestivamente alla rianimazione cardiopolmonare o con l'ausilio del defibrillatore, un apparecchio in grado di erogare energia elettrica in grado di interrompere la principale causa riconosciuta dell'arresto cardiaco, ovvero una pericolosa aritmia. Il nostro paese si è recentemente dotato di una legge che impone a palestre, piscine, circoli sportivi di dotarsi di defibrillatore semiautomatico esterno. E' necessario quindi stressare l'insegnamento delle manovre di rianimazione cardiopolmonare ed istruire all'uso del defibrillatore anche e soprattutto personale non sanitario.

 

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12 Aprile 2019
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