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Tempo di funghi, riapre l'ispettorato micologico

28 Agosto 2018 - Dalprimo settembre 2018 fino al 15 novembre 2018 (salvoproroga del periodo in base all'andamentostagionale) riapre l'ispettoratoMicologico dell'Ausl di Imola. L'arrivo del periodo autunnale,stagione caratterizzata da clima umido e temperato molto favorevolealla crescita dei funghi, richiama gli appassionati raccoglitori neiboschi ricchi di tante specie e varietà, purtroppo non tuttecommestibili. Alcune varietà tossiche o velenose assomigliano aquelle commestibili e possono confondere il raccoglitore pocoesperto, trasformando una buona pietanza in un rischio per la salute.Per prevenire tali rischi, l'Ispettorato Micologico dell'Ausl diImola è a disposizione dei cittadini, nella sede di:

PoloTerritoriale Città di Imola:
Ispettorato Micologico dell'AUSL di Imola via Amendola 8;
oraridi apertura al pubblico: :il servizio è aperto nei giorni di lunedì, martedì, giovedì esabato dalle 12,30 alle 13,30 tel 0542604944

Neigiorni di mercoledì e venerdì saranno comunque soddisfatte ledomande di certificazione contattando il front office che èdisponibile al numero telefonico 0542604950 negli orari d'ufficio(dal lunedì al sabato dalle 8,30 alle 12,30). La certificazionedell'ispettorato è a titolo gratuito e ricomprende sia i funghidestinati al consumo diretto sia le partite di funghi spontaneidestinati alla vendita.

" Nelcorso degli anni abbiamo identificato diversi funghi velenosi come:Amanita phalloides, Lepiota a piccola taglia, Galerina marginata,Entoloma lividum (sinuatum), Cortinarius orellanus ecc.. funghi chepossono portare alla morte o alla necessità di un rapido trapiantodi organi. - spiega Francesco Baldinini micologo dell'Ausl diImola - Inoltre, con costante e preoccupante regolarità sono statipresentati anche atri funghi come: Clitocybe olearia, Hypholomafascicolare, clavaria, Russula emetica e Agaricus xanthoderma(xantodermus), che possono provocare intossicazioni/avvelenamenti divaria entità. Molti di questi funghi velenosi o tossici spesso sonostati raccolti in parchi delle città o giardini domestici.
" Purtropponon sono neppure mancate situazioni in cui i cittadini non si sonorivolti a noi e sono finiti in ospedale con gravi complicazioni -continua Baldinini - Tra le cause più comuni di errore il confonderefunghi mangerecci con sosia non commestibili capaci di trarre ininganno con la loro somiglianza i raccoglitori. Come nel caso dellepericolosissime Lepiota a piccola taglia (Helveola,bruenneoincarnata, josserandii) che, invece, possono essere scambiatecon l'innocuo e commestibile Marasmius oreades (gambasecca/chiodino).

Èindispensabile per la propria sicurezza sottoporre tutti gliesemplari raccolti al controllo dell'ispettorato micologico primadel consumo, ricordando che per una buona riconoscibilità i repertidevono essere integri (devono essere presenti sia il gambo che ilcappello), e che i funghi raccolti devono essere riposti incontenitori adeguati, (rigidi o a rete) ed areati ed idonei adiffondere le spore. Vietatissime le buste di plastica o i sacchetti.

Nelcaso si sospetti un caso di avvelenamento o di intossicazione ènecessario contattare il 118 o recarsi al Pronto Soccorso, riferendoal personale sanitario quanto tempo è intercorso tra l'ingestionedei funghi e la comparsa dei sintomi e descrivendo con precisione ifunghi ingeriti. Si sottolinea che eventuali funghi non utilizzati oscarti della pulitura devono essere portati con sé in ospedaleperché possono essere di grande aiuto per l'identificazione.

DATIDI INTOSSICAZIONI ED AVVELENAMENTI CAUSATIDALCONSUMO DI FUNGHI SPONTANEI NEL CORSO DEL 2017

Nel2017 le condizioni climatiche sono state avverse e la raccolta deifunghi è stata molto modesta e, di conseguenza, si sono verificatisolo due casi di sospetta intossicazione e/o avvelenamento:
-nel primo caso si erano reperiti resti di gambi e parti del cappelloriconducibili alla famiglia
delle boletaceae che, al suo interno, contempla anche alcuni esemplari poco tossicie/o velenosi non
ritenutipericolosi per l'uomo, ovvero i cui disturbi normalmente lievi sirisolvono in poche ore;
-nel secondo caso il consumo di Amanitaovoidea, fungo di cui è sconsigliato il consumo non solo
perchéindigesto ma perché inoltre, per le proprie caratteristichemorfologiche, può essere facilmente
confusocon altri esemplari di amanite bianche assai pericolose e/o mortali.

DATI INTOSSICAZIONIED AVVELENAMENTI CAUSATIDALCONSUMO DI FUNGHI SPONTANEI NEL CORSO DEL 2016

Il2016 è stato caratterizzato da un andamento climaticoparticolarmente favorevole, si è registrata una elevata raccolta eun conseguente elevato consumo di funghi spontanei. Otto i casiregistrati.
Casigravi di intossicazione/avvelenamento:
-unepisodio causato dall' Entolomalividum con comparsa di vomito, diarrea e disturbi a carico del sistemanervoso;
-unepisodio causato da Omphalotusolearius con comparsa di vomito e disturbi a carico del
sistemanervoso;
Casidi media/scarsa gravità di intossicazione/avvelenamento:
-un episodio causato dal consumo di Clitocybe nebularis (fungosospetto) ed Agaricus
xanthoderma con comparsa di vomito e dolori addominali.
Casinon gravi causati dal consumo di funghi non ritenuti tossici e/ovelenosi che probabilmente si sono verificati a causa di un utilizzoimproprio degli stessi:
-due episodi causati dal consumo crudo di Agrocybeaegerita ( fungocommestibile comunemente noto con il nome di piopparello);
-un episodio causato dal consumocrudo di Cantharelluscibarius ,(fungo commestibile).
Dasottolineare che trattandosi di funghi commestibili che vengonocomunemente consumati senza comparsa di alcun sintomo, è probabileche i malesseri segnalati siano dovuti ad altre motivazioni quali adesempio: consumo in grande quantità di funghi crudi; consumo ingrande quantità di funghi cotti mediante frittura o alla griglia e/o cucinati con modalità (come per esempio l'utilizzo eccessivo dicondimenti) che li rendono poco digeribili; preesistenzanell'organismo umano di indisposizioni varie quali virus, febbre ecc.ecc., i cui sintomi possono essere confusi ed erroneamenteinterpretati se messi in correlazione al recente consumo di funghi; fenomeni di autosuggestione che si verificano in relazione ad uno opiù dei punti sopra elencati.
Casi non gravi con rapida risoluzione per sospettaintossicazione/avvelenamento verificatisi a seguito di un consumoincauto di funghi.
-rientrano i questa casistica quelli che hanno coinvolto due bambiniche hanno mangiato incautamente funghi spontanei nei giardini dellescuole elementari e materna durante l'ora di ricreazione.
Ilprimo episodio è stato causato dal consumo crudo di Volvariellagloiocephala ,fungo non ritenuto tossico nè velenoso il cui consumo è comunquesconsigliato perché di scarso valore organolettico.
Situazionesimile si è verificata nel secondo caso causato dal consumo crudo di Conocybe. In entrambi i casi l'intervento è stato richiesto a titoloprecauzionale dal corpo docente della scuola.

 

Ultimo aggiornamento pagina:
12 Aprile 2019
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