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Provvedimenti per rafforzare il controllo e la prevenzione dei nuovi contagi

Obbligo di segnalare l'ingresso in Italia se si proviene da Paesi al di fuori dell'Unione Europea, dello spazio Schengen e da Romania e Bulgaria

Si ricorda che in Italia sussiste obbligo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario per tutte le persone fisiche che facciano ingresso da Stati o Paesi esteri diversi da quelli facenti parte dell’Unione Europea, Stati parte dell’accordo di Schengen, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano ovvero che vi abbiano soggiornato nei 14 giorni anteriori all'ingresso in Italia.

Dal 24 luglio scorso l'obbligo di isolamento e comunicazione all'Azienda Sanitaria si estende alle persone che hanno soggiornato negli ultimi 14 giorni in Romania e Bulgaria

L'isolamento fiduciario deve essere immediato: è consentito soltanto fare, nel minore tempo possibile, il percorso per recarsi a casa o nella diversa dimora individuata come luogo dell’isolamento. In questo tragitto non è consentito usare mezzi di trasporto pubblico ma è consentito il noleggio di autovetture e l’utilizzo di taxi o il noleggio con conducente.

Per l'Ausl di Imola è necessario contattare il Dipartimento di Sanità Pubblica al numero 0542604959 dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 13 o inviare una mail a covid19@ausl.imola.bo.it

Per approfondire:


Obbligo di autodichiarazione per le visite in ospedale

infografica sull'ordinanza n. 144 del 13 luglio 2020

Con una ordinanza firmata dal presidente Stefano Bonaccini, la Regione interviene per rafforzare il più possibile il controllo e la prevenzione di nuovi contagi da Covid-19 in tutti quegli ambiti che negli ultimi giorni hanno registrato focolai, o rischi di focolai, anche a livello extraregionale.

I provvedimenti

Obbligo di autodichiarazione per le visite in ospedale

L’ordinanza regionale prevede che le visite in ospedale ai degenti e in strutture residenziali per anziani e disabili da parte di familiari o altri soggetti, richiedano la presentazione di un’autodichiarazione che attesti di non essere sottoposti al regime della quarantena o dell’isolamento fiduciario, né di essere rientrati da meno di 14 giorni da Paesi extra Ue e/o extra Schengen soggetti alle limitazioni degli spostamenti. (modulo a fianco)

Pronta risposta ai focolai nella logistica e nel settore carni

Il Servizio sanitario regionale si farà carico di effettuareentro il 7^ agosto il tampone naso-faringeo per tutti i lavoratori della logistica e della lavorazione carni(inclusi anche tutti gli operatori che dipendono da altre aziende in appalto), con particolare riferimento alla macellazione. L’obiettivo è individuare eventuali soggetti asintomatici in quei settori in cui si sono sviluppati di recente focolai di infezione che hanno coinvolto un numero rilevante di lavoratori.
Le Aziende sanitarie applicheranno la misura insieme al rafforzamento della vigilanza sul rispetto delle precauzioni per il contrasto e contenimento del virus, nell’ambito dei tavoli istituzionali territoriali.

Più controlli per chi arriva dai Paesi soggetti a limitazioni


Si intensifica la sorveglianza sanitaria sulle persone che rientrano o arrivano dai Paesi soggetti a limitazioni degli spostamenti (come definiti dal decreto governativo dell’11 giugno), quindi i Paesi extra Ue ed extra Schengen, per i quali è già previsto l’obbligo di segnalazione ai Dipartimenti di prevenzione territorialmente competenti: oltre all’isolamento fiduciario di 14 giorni e alla sorveglianza sanitaria, l’ordinanza regionale introduce l’effettuazione – da parte dei Dipartimenti di sanità pubblica - di un tampone naso-faringeo all’arrivo, da ripetersi dopo sette giorni anche in caso di esito negativo.  

Più verifiche sull’isolamento fiduciario


I Dipartimenti di sanità pubblica delle Aziende Usl dovranno rafforzare ogni collaborazione istituzionale, sui luoghi di lavoro o in altri contesti, per garantire l’obbligo di notifica (in caso di rientro in Italia di lavoratori provenienti da Paesi soggetti a limitazioni degli spostamenti) e il conseguente isolamento fiduciario. Inoltre, sono previste più verifiche sull’adeguatezza delle condizioni in cui si svolge l’isolamento fiduciario o la quarantena: nel caso sia necessario (per inadeguatezza dei contesti abitativi o per scarsa attenzione alle norme igienico-sanitarie, comportamentali e di isolamento sociale) le Ausl attivano soluzioni alternative in strutture alberghiere appositamente individuate.

 
 
 

Coronavirus, al via lo screening sierologico gratuito ai donatori di sangue

 

130mila le persone coinvolte. L'assessore Donini: "Grazie ai donatori che ancora una volta dimostrano generosità e senso di responsabilità". Test sierologici gratuiti ai donatori di sangue dell’Emilia-Romagna e una nuova indagine epidemiologica per la ricerca degli anticorpi per infezione da Covid 19, che riguarda potenzialmente 130mila donatori.

A dare oggi il via ufficiale all’iniziativa della Regione l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, dalla Casa dei donatori di sangue dell’Ospedale Maggiore di Bologna, dove si è recato per portare un saluto augurale e di ringraziamento a tutti gli operatori coinvolti nella nuova indagine, che vede l’adesione del Centro Regionale Sangue, delle Aziende Usl, diAvis e Fidas.I dati raccolti permetteranno di capire se la diffusione del virus tra i donatori di sangue delle diverse province è in linea con la situazione del territorio di appartenenza, e quindi di comprendere meglio come e dove il virus sia circolato, fermo restando il fatto che tutte le donazioni, anche nel periodo di emergenza, sono state effettuate in condizioni di massima sicurezza sia per chi il sangue lo ha donato, sia per chi lo ha ricevuto.
Sangue: i dati 2019 e 2020 in Emilia-Romagna
Sostanzialmente stabile, nel 2019, il numero totale di donatori in Emilia-Romagna, che hanno un'età media tra i 40 e i 45 anni: 138.241 contro i 139.250 del 2018. E sono state 197.157 le unità di sangue trasfuse, a fronte di 214.103 unità raccolte; l’ormai consolidato numero di unità utilizzate per la trasfusione (197.194 nel 2018) è frutto di un impiego sempre più appropriato di questa risorsa in relazione alle necessità e alle condizioni del paziente, di tecniche operatorie all’avanguardia e dell’introduzione di strategie di contenimento della terapia trasfusionale ormai consolidate nella pratica medica.
Tra i migliori in Italia l’indice di donazione, cioè il numero di donazioni effettuate per 1.000 abitanti, dell’Emilia-Romagna: 62,5 nel 2019, in aumento rispetto all’anno precedente in cui era assestato al 61,4, a fronte del 49,4 a livello nazionale.  
Buoni anche i dati del primo quadrimestre 2020: nonostante la situazione di emergenza epidemiologica, si è continuato a donare e sono state raccolte 64.637 unità di sangue intero (-9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), anche in funzione dell’importante riduzione dell’attività sanitaria assistenziale ospedaliera non urgente verificatasi in quel periodo e della diminuita necessità di supporto trasfusionale che ne è derivata. Si registra invece un aumento delle unità raccolte in aferesi: 22.274 contro 20.832 nello stesso periodo 2019. L’Emilia-Romagna ha inoltre garantito, anche in questo periodo critico, l’autosufficienza e il supporto a Regioni carenti tramite la fornitura di 2.179 unità di globuli rossi.
Il sistema regionale sangue
Grazie innanzitutto ai donatori, ai volontari delle associazioni e a un sistema regionale sangue solido e innovativo coordinato dal Centro Regionale Sangue, anno dopo anno l’Emilia-Romagna è in grado di mantenere l’autosufficienza: ciò significa che nessun intervento né alcun tipo di attività sanitaria in cui fosse necessaria una trasfusione è stato rimandato. Non solo, perché la regione continua ad inviare sangue ad altre, non autosufficienti, che soprattutto in caso di emergenze devono essere aiutate: un dato anch’esso in aumento, con 9.532 unità inviate rispetto alle 8.763 del 2018.


Nuove sane abitudini

 

Nuove sane Abitudini
MANTIENI ALMENO 1 METRO DI DISTANZALAVA SPESSO LE MANINON TOCCARTI IL VISOINDOSSA I GUANTI SOLO SE NECESSARIO
INDOSSA LA MASCHERINAINDOSSA CORRETTAMENTE LA MASCHERINAUSA LA PIEGA DEL GOMITO QUANDO STARNUTISCIARIEGGIA SPESSO I LOCALI
PULISCI E DISINFETTA LE SUPERFICIIN CASO DI SOSPETTO CONTAGIO CONTATTA IL TUO MEDICO
 
 

RACCOMANDAZIONI


IGIENE DELLE MANI
Le mani vanno lavate spesso, anche quando non sono visibilmente sporche, in casa e fuori casa.
Le mani devono essere sempre lavate/igienizzate
-    Prima di mettersi la mascherina e dopo essersela tolta
-    Quando si toccano superfici che sono frequentemente toccate da altri
-    Prima di mangiare
-    Prima e dopo aver preparato da mangiare
-    Dopo aver tossito o starnutito
Il lavaggio con acqua e sapone deve durare almeno 60 secondi.
Se non ci sono le condizioni di lavaggio con acqua e sapone le mani vanno igienizzate con apposita soluzione idroalcolica, strofinandole accuratamente per almeno 20 secondi

USO DEI GUANTI. OPPORTUNITA’ E RISCHI
L’uso dei guanti, aiuta a prevenire le infezioni solo seguendo precise regole, diversamente questo dispositivo di protezione può diventare un veicolo di contagio. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) fornisce indicazioni ben precise per il giusto utilizzo.
- I guanti non sostituiscono la corretta igiene delle mani,
- devono essere cambiati ogni volta che si sporcano,
- devono essere eliminati al termine dell’uso nei rifiuti indifferenziati;  
- non devono mai venire a contatto con bocca, naso e occhi;
- non devono mai essere riutilizzati,
- prima di indossarli e dopo averli tolti devono essere lavate o igienizzate le mani
- sono necessari in alcuni contesti lavorativi, ad esempio per il personale addetto alla pulizia, alla ristorazione o al commercio di alimenti. Sono indispensabili nel caso di assistenza ospedaliera o domiciliare a malati e devono essere eliminati appena conclusa tale attività.

L’Azienda USL di Imola ha scelto di vietare a chi entra in Ospedale di indossare guanti, perché non è possibile verificare che siano stati indossati secondo le regole corrette e pertanto costituiscono un potenziale rischio.

DISTANZIAMENTO SOCIALE
In ogni occasione della nostra vita quotidiana è necessario mantenere la distanza di almeno un metro da altre persone, sia negli spazi chiusi che all’aperto. Questa è una misura fondamentale di prevenzione per evitare il contagio da coronavirus, virus trasmesso attraverso i droplets (goccioline di saliva) che in genere raggiungono questa distanza se una persona sta parlando normalmente.
Se si ritiene di essere una persona a rischio, magari per il lavoro che si svolge, è bene stare distanziati anche dai propri conviventi.

MASCHERINE
La mascherina va utilizzata nei locali aperti al pubblico e nei luoghi all’aperto laddove non sia possibile mantenere il distanziamento di un metro.
L’uso della mascherina non esclude il mantenimento del distanziamento sociale.
L'utilizzo generalizzato della mascherina quando si prevedono contatti ravvicinati ha un duplice vantaggio: se una persona è portatrice asintomatica del virus non contagia altre persone perché i droplet si fermano all'interno della mascherina; se una persona è esposta la mascherina è in grado di limitare grandemente il rischio di contagio.

Quali mascherine
I cittadini possono indossare mascherine chirurgiche o mascherine di comunità.
Le mascherine chirurgiche, monouso, sono composte da tre strati di tessuto-non tessuto: quello esterno è idrorepellente, quello più interno è antibatterico, il terzo è anallergico per evitare abrasioni sul volto di chi lo indossa.
Le mascherine di comunità, monouso o lavabili, devono essere in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera. Al contempo devono garantire comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate a coprire la parte del viso che va dal mento alla zona sopra il naso.
Bisogna seguire attentamente le indicazioni di utilizzo per fare in modo di non renderla inutile e pericolosa per sé stessi e per gli altri.
Le mascherine di comunità lavabili vanno lavate a 60 gradi con detersivo comune seguendo le istruzioni del produttore per il numero massimo di lavaggi a cui può essere sottoposta.

Modalità per indossare la mascherina:
- togliere ogni monile e oggetto personale;
- lavarsi le mani con acqua e sapone o soluzione alcolica;
- controllare l’integrità della mascherina e non utilizzarla se non integra;
- indossare la mascherina prendendola dalle estremità laterali;
- coprirsi naso e bocca distendendola bene in modo che aderisca al volto;
- evitare di toccare la mascherina mentre si indossa e nel caso lavarsi le mani.

Modalità per togliersi la mascherina:
- evitare qualsiasi contatto tra la mascherina potenzialmente contaminata e il viso, le mucose o la cute;
- rimuovere la mascherina maneggiandola dalla parte posteriore o dagli elastici;
- lavarsi mani con soluzioni alcolica o con acqua e sapone.
Le mascherine vanno smaltite nei rifiuti indifferenziati.

Attenzione alle mascherine “egoiste”. Le mascherine che presentano una valvola sulla parte frontale agevolano la respirazione, favoriscono l'espirazione dell'aria che viene rilasciata all'esterno e non creano quindi condensa all’interno della mascherina stessa. Proprio questo elemento però le rende rischiose perché proteggono l’utilizzatore ma non le persone con cui viene in contatto. Per questo motivo, nei luoghi pubblici, è necessario usare le mascherine chirurgiche, eventualmente sopra alla mascherina con valvola.
Non sono soggetti all'obbligo i bambini al di sotto dei sei anni e i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina.
Le mascherine vanno indossate correttamente, devono cioè coprire contemporaneamente naso e bocca e non vanno spostate sul mento o sopra la testa.
Non devono essere scambiate fra le persone, ognuno deve avere la propria.
Non servono se si passeggia, si va in bicicletta o si viaggia in auto da soli e sono persino dannose se si fa sport (corsa, ginnastica aerobica, ecc…)



Ultimo aggiornamento pagina:
06 Agosto 2020

Obbligo di autodichiarazione per le visite in ospedale

Di seguito i moduli da utilizzare per le visite in ospedale ai degenti e in strutture residenziali per anziani e disabili da parte di familiari o altri soggetti, suddivisi per PRIMO ACCESSO ed ACCESSI SUCCESSIVI.



aggiornamento
06 agosto 2020

 
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