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Tempo di funghi. Riapre l'ispettorato micologico

Come consuetudine del periodo autunnale, ovvero di quella stagione caratterizzata da clima umido e temperato assai favorevole alla crescita dei funghi, riapre l'Ispettorato Micologico del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Ausl di Imola in viale Amendola 8.

Da lunedì 29 settembre 2014 sarà possibile far controllare i funghi raccolti presso l'Ispettorato micologico che svolge attività preventiva di determinazione dei funghi e della loro relativa commestibilità.

Orari di apertura al pubblico:
Il servizio è aperto il lunedì, martedì, giovedì e sabato dalle 12,30 alle 13,30 tel 0542604944
Nei giorni non indicati e nei periodi di non stagionalità per funghi è comunque sempre possibile contattare i micologi chiamando, dalle 8.30 alle 12.30,  la segreteria dello Sportello della Prevenzione al numero telefonico  0542604950 o lasciando direttamente i funghi per il controllo presso la sede del Dipartimento di Sanità pubblica.

La certificazione dell'ispettorato è a titolo gratuito e ricomprende sia i funghi destinati al consumo diretto sia le partite di funghi spontanei destinati alla vendita.

In assenza di assoluta certezza si consiglia di portare sempre i funghi raccolti all'Ispettorato Micologico del Dipartimento di Prevenzione della ASUL di Imola per fare svolgere la relativa determinazione di commestibilità e idoneità al consumo umano.

Cosa fare prima di consumare i funghi raccolti: la sicurezza prima di tutto
-    sottoporre tutti gli esemplari raccolti, e non limitarsi solo ad alcuni campioni degli stessi, al controllo dell'Ispettorato Micologico
-    presentare esemplari integri, in particolare dotati di gambo ancora intero e relativo cappello;
-    riporre gli esemplari (durante la raccolta, la conservazione ed il trasporto) in contenitori areati (rigidi o a rete), evitando le buste di plastica perché tendono a fare marcire i funghi.

L'importante attività svolta dall'Ispettorato micologico, ha infatti permesso nel corso degli anni, di evitare pericolosissime intossicazioni ed avvelenamenti da funghi particolarmente pericolosi per la salute umana come: AMANITA PHALLOIDES; LEPIOTA A PICCOLA TAGLIA (tra le quali frequentemente l'HELVEOLA); GALERINA MARGINATA; ENETOLOMA LIVIDUM; CORTINARIUS ORELLANUS o da funghi che possono comunque provocare intossicazioni, in alcuni casi anche gravi, come ad esempio CLITOCYBE OLEARIA; HYPHOLOMA FASCICOLARE; CLAVARIA; RUSSOLA EMETICA; AGARICUS XANTHODERMUS.

È fondamentale sottolineare che alcuni di questi esemplari molto velenosi, come le Lepiota a piccola taglia, risultano essere particolarmente pericolosi sia perché presentano somiglianze ed aspetti morfologici riconducibili ad altri funghi commestibili come il MARASMIUS OREADES (comunemente detto gamba secca), sia perché crescono e vengono reperiti frequentemente anche nei prati/ parchi delle città, nei giardini domestici ed in alcuni casi perfino nelle fioriere di casa.

Sfatiamo i luoghi comuni:
Occorre inoltre porre attenzione anche ad alcuni "luoghi comuni" e dicerie inesatte secondo cui il consumo di certi funghi, se debitamente cotti o mangiati da animali particolari, non sarebbe dannoso per l'uomo.

In particolare NON È VERO che sono commestibili e quindi non dannosi per l'uomo:
-    i funghi mangiati da animali domestici che non abbiano manifestato problemi
-    i funghi mangiati da lumache e/o piccoli roditori
-    i funghi che ospitano insetti ;
-    i funghi prataioli o comunque cresciuti in ambito domestico: molte persone erroneamente ritengono infatti che i funghi cresciuti nei prati, nei giardini o nelle fioriere di casa non siano velenosi;
-    i funghi cotti perché ugualmente, senza alcun fondamento, spesso si ritiene che la  cottura elimini le tossine contenute nel fungo mentre in realtà solamente i funghi con tossine termolabili, come l' ARMILLARIELLA MELLEA, possono essere consumati dopo qualche  minuto di bollitura previa eliminazione dell'acqua di cottura.

Consigli utili per i cercatori di funghi:
-    indossare un abbigliamento idoneo (vestiti pesanti, proteggere gli arti inferiori ecc.) durante  la ricerca al fine di evitare punture di insetti, morsi di serpi, ecc..
-    aiutarsi nella ricerca dei funghi con un bastone perché questo potrebbe rivelarsi utile nel caso ci si imbatta in animali  pericolosi;
-    munirsi di un  coltellino ed eventualmente di uno spazzolino per effettuare in loco una prima pulizia sommaria dei funghi (come l'asportazione delle parti di terriccio, foglie ecc. che  restano attaccate al fungo al momento della raccolta).
-    evitare durante la raccolta l'uso (peraltro vietato) di rastrelli, uncini ed altri mezzi che possano danneggiare lo strato umifero del terreno, il micelio fungino o l'apparato radicale della vegetazione;
-    non raccogliere esemplari troppo giovani perché a volte è facile confonderli con funghi tossici o comunque non commestibili;
-    non raccogliere esemplari troppo vecchi perché i funghi,  come qualsiasi altro alimento, se troppo maturi o deteriorati non risultano più idonei per l'alimentazione;
-    raccogliere i funghi interi senza tagliarli e privarli di parti perché questo consente una più facile e sicura determinazione da parte dei micologi.
-    separare i funghi raccolti aiutandosi magari con carta stagnola perché questo può prevenire l'ingestione accidentale di parti velenose;

Infine quando entriamo in un bosco osserviamo bene la natura e ammiriamone la bellezza cercando di non alterarne l'equilibrio con  comportamenti scorretti, in particolare:
-    non calpestiamo i funghi anche se non commestibili;
-    non lasciamo traccia del nostro passaggio gettando a terra barattoli, borsine di plastica, scatolette, bottiglie ed involucri vari;
-    non rompiamo inutilmente rami o altre parti vegetali al nostro passaggio;
-    evitiamo di urlare senza motivo.

Cosa fare in caso di sospetto avvelenamento/intossicazione:

In questi casi è necessario contattare immediatamente il 118 o recarsi al Pronto Soccorso, riferendo al personale sanitario quanto tempo è intercorso tra l'ingestione dei funghi e la comparsa dei sintomi descrivendo con precisione i funghi ingeriti (eventuali funghi non utilizzati o scarti della pulitura dovranno essere portati con sé perché comunque utili per l'identificazione).


A cura del Dott. Francesco Baldinini, micologo dell'Ausl di Imola

 
 
 
 
 
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